Il M5S lancia l’Opa su Palazzo D’Orleans: “Ora puntiamo alla Regione”

Dentro le urne il trionfo M5S, in Sicilia, a Roma e a Torino

“Parte oggi l’Opa per palazzo d’Orleans. La messe di voti raccolta in Sicilia e in comuni di primissima grandezza in Italia, dimostra inequivocabilmente che la gente ha voglia di cambiare drasticamente rotta. I tempi sono maturi per la prima regione a guida 5 stelle”.

La stracciante vittoria nei comuni di Alcamo, Porto Empedocle e Favara, dove in maniera quasi plebiscitaria il Movimento ha piantato la sua bandierina, e i grandissimi e inequivocabili successi di Roma e Torino, oltre lo Stretto, sono per il M5S Sicilia la chiarissima espressione della voglia dell’elettorato di cambiare decisamente pagina.

“Puntiamo senza mezzi termini – dice il deputato all’Ars Giancarlo Cancelleri – alla guida di questa Regione, punto di partenza per dimostrare come governare il Paese intero. La gente ha bocciato la proposta non più credibile dei vecchi partiti, che hanno portato allo sfacelo, al baratro, all’ingovernabilità”.

“Oggi – continua Cancelleri – muore definitivamente il luogo comune che dipinge il voto al M5S come un voto di protesta. E’, al contrario, un voto che premia la proposta, il prezioso lavoro fatto nei Comuni, al parlamento regionale e nazionale, è l’espressione della voglia di comunità di solidarietà, di stare assieme, che è nel Dna del Movimento”.

Passo dopo passo – afferma il capogruppo M5S a Sala d’Ercole, Angela Foti – cresce nei cittadini la consapevolezza che da una parte ci sono i partiti, oltre c’è il M5S, che, superata la fase di diffidenza, si dimostra sempre più punto di riferimento per i cittadini, i quali non consegnano semplicemente un voto, ma partecipano ad un progetto di cambiamento”.
“Il voto di ieri – continua Angela Foti – conferma la costante crescita del Movimento, cosa di cui non si può non prendere atto”.

FOTO IN ALLEGATO: FESTEGGIAMENTI A PORTO EMPEDOCLE


3 commenti

  1. ROSARIO POLLINA on

    Oggi la Capitale, domani 2017 la Sicilia e nel 2018 l’Italia. E’ indispensabile puntare al governo della Regione perché per cambiare l’Italia ancora una volta dobbiamo partire dalla Sicilia. Proprio cosi, la storia si ripete, dallo sbarco dei Mille allo sbarco degli Americani……..alla conquista del Movimento 5 Stelle.
    Servono messaggi forti quali: ANTICORRUZIONE, ABOLIZIONE DELL’AUTONOMIA SICILIANE, VOTO AI SICILIANI RESIDENTI FUORI DALL’ISOLA, SALVAGUARDIA DELLE COSTE, UNA POLITICA DI PIANTUMAZIONE ALBERI NELLE IMMENSE MONTAGNE, INTERVENTI X IL MIGLIORAMENTO DEI SERVIZI IDRICI, INTEVENTI RIPARAZIONE E MIGLIORAMENTO VIE DI COMUNICAZIONE, INTERVENTI RACCOLTA E SMALTIMENTO RIGIUTI, VERIFICA DEPURATORI, …..ETC.
    Un caro saluto,
    Rosario Pollina

  2. È chiaro che alle prossime elezioni gli altri partiti scompariranno dalla Sicilia. Per troppi anni siamo stati terra di conquista, è ora di finirla con questi giochi e pensare allo sviluppo del territorio.
    Un messaggio per Rosario Pollina, non è il M5S che ha conquistato la Sicilia, ma la Sicilia che ha conquistato la libertà intellettuale e l’onestà decidendo di votare il M5S.
    in bocca al lupo
    Giovanni

  3. Rosario Pollina abolizione dell’autonomie siciliane? Stai scherzando spero? Lo statuto è stato conquistato col sangue dai siciliani e non può essere liquidato come autonomie e soprattutto come una cosa cattiva da eliminare! L’hai mai letto lo statuto? Conosci l’art. 36, il 37 , il 38? Sai che da 70 anni aspettiamo i decreti attuativi? Sai che grazie alla mancata attuazione dello statuto l’Italia ci frega 7 miliardi l’anno per stessa ammissione di Baccei? Che libero ha quantificato in 10 miliardi i mancati incassi dell’Italia in caso di separazione della Sicilia? Secondo lo statuto tutte le tasse che i siciliani pagano dovrebbero restare in Sicilia, con la sola eccezione di introiti del lotto e dei tabacchi! Le imprese che hanno sede fuori dalla Sicilia ma stabilimenti in Sicilia dovrebbero versare le tasse alla Sicilia, le accise sui prodotti petroliferi dovrebbero restare in Sicilia, lo stesso per gli introiti derivanti dal petrolio estratto nel nostro sottosuolo e nel nostro mare, le forze dell’ordine in Sicilia dovrebbero dipendere dal nostro presidente, potremmo emettere prestiti interni, alias potremmo avere una nostra moneta, l’alta corte che doveva difendere la Sicilia in caso di abusi dell’Italia e che è nata prima della corte costituzionale, come lo stesso statuto( 15 Maggio 1946) è nato prima della costituzione (1948) è stato abolito con atto d’imperio dalla corte costituzionale negli anni 50′, cioè un’organo dello stato nè ha abolito un’altro, come se il parlamento abolisse il governo o viceversa! E ora dovremmo abolire l’autonomie come le chiami tu, facendo quello che nonostante tutta la buona volontà 70 anni di malgoverno non è riuscito a fare. I morti della rivolta del sette e mezzo ed i nostri caduti che hanno conquistato col sangue lo statuto si rivolteranno nelle loro tombe!!!!!!!

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