Sanità, gli emendamenti presentati da Formica e Grasso regalano gli immobili del Piemonte all’Irccs. Il M5S: “La norma è incostituzionale”

Arriva proprio in questi giorni in Aula il testo di legge correttivo che riguarda le sorti dell’ex ospedale Piemonte di Messina. “Un’azione volutamente accelerata dal governo regionale e dai deputati del messinese, nonostante il clima già rovente per l’esercizio provvisorio e le norme finanziarie ancora in bilico”. Così dichiara la deputata del M5S Valentina Zafarana che entra nel merito degli emendamenti a firma dei deputati Santi Formica e SanitàBernadette Grasso, già passati in commissione. “Emendamenti palesemente incostituzionali, – afferma la deputata –  una testimonianza della volontà di regalare immobili e patrimonio che erano del Piemonte al Centro Neurolesi Bonino Pulejo di Messina, l’Irccs. I parlamentari propongono un’espropriazione senza indennizzo; in buona sostanza, i beni dell’Azienda sanitaria passerebbero direttamente e gratuitamente alla proprietà dell’Irccs”. La deputata Zafarana invita adesso il presidente Ardizzone a stralciare le norme incostituzionali, così come il suo ruolo istituzionale permette.

Nel merito della destinazione degli immobili, il Ministero di Giustizia si era già pronunciato sollevando rilievi al testo di legge. Gli emendamenti Formica-Grasso non solo non sanano il rilievo, ma addirittura introducono varie violazioni alla costituzione: le norme sarebbero in contrasto con l’art. 42 comma 3 (nel cedere immobili all’Irccs, infatti, si verificherebbe una espropriazione senza indennizzo); nonché in conflitto con l’art. 32, in quanto indebolirebbe la dotazione patrimoniale dell’ospedale Papardo. “Come se non bastasse, – continua la parlamentare Cinquestelle – si tratta di emendamenti che offendono la stessa intelligenza umana”. “Con questi emendamenti, – aggiunge Zafarana – Formica & Co. intendono produrre un danno enorme all’azienda Papardo ed agli stessi possibili creditori”.

Come riferito dal Ministero, i beni al momento sono vincolati all’utilizzo sanitario. Ma è importante rilevare che con una cessione o vendita, il vincolo non esisterebbe più; “i locali del Piemonte – così la parlamentare Cinquestelle – potrebbero diventare anche un albergo, per esempio, e ci chiediamo che ne sarebbe del restante patrimonio costituito da appartamenti e terreni per un valore di oltre un miliardo? I deputati hanno finalmente gettato la maschera. L’Irccs non è un ente pubblico così come lo è un ospedale, pertanto potrebbe diventare, già domani, con un paio di firme, una società per azioni”.

Ancora una volta, – conclude Zafarana –  la Regione dimostra di non avere alcuna volontà di regolare in modo chiaro e certo questo passaggio di immobili che, invece, l’emendamento targato M5S tenta di regolare. In questo clima di spostamenti, svuotamenti, accorpamenti, e di incertezza generale nel mondo sanitario regionale, a Messina qualcuno sta tentando di sacrificare lo stesso diritto fondamentale alla salute così come avvenuto un paio di anni fa con l’ospedale Margherita”.


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