Racconto di un candidato: Wind of change

Ieri 24 Settembre, a margine della conferenza stampa per la presentazione del programma, una giornalista di Repubblica mi chiede quali siano le sensazioni che si respirano in questi giorni. Io ci penso un po’… Sono dentro l’ARS, in mezzo ai giornalisti e ai curiosi, e non è facile capire a quale pulpito dedicare più attenzione. Alla fine le rispondo. Mi sento come se stessi muovendo i primi passi in un mondo nuovo. Quasi riesco a immedesimarmi in Neil Armstrong e mi sento leggero, il mondo è privo di gravità e l’orizzonte si incurva come in un sorriso, anche se i tempi impongono austerità. Ma rispondere con un sorriso a tutti i dubbi e le amarezze dei nostri giorni è un segnale di forza. Le dico che non conosco la strada su cui stiamo esordendo, ma conosco esattamente la destinazione… E mi sento fortunato.

Io sento, io so che stiamo cavalcando verso il cambiamento. Così rivedo le diapositive della rivoluzione tunisina e del mondo arabo, rivedo gli occhi di mio padre quando mi raccontava del ’68 e mi accorgo di quanto sia bello combattere con le idee più che con le armi.

Parliamoci chiaro: il Movimento 5 Stelle, piaccia o non piaccia, sta guidando una rivoluzione politica, etica e culturale. E non lo dicono i sondaggi (niente di più freddo e asettico), lo dice la gente. Sabato abbiamo raccolto 350 firme in 5 ore, senza nemmeno un comunicato stampa o un articolo su un giornale. E’ bastato pubblicare sul sito e su facebook l’appuntamento davanti alla Feltrinelli per scatenare una reazione a catena che è durata fino a stamattina quando, col banchetto chiuso già da 48 ore, la gente mi chiamava ancora per sapere dove firmare. Lo dicono le urla di chi abbassa il finestrino, distogliendo il broncio dal traffico, per dirci di non mollare, di buttarli tutti fuori, di continuare così. Stiamo guidando la rivoluzione democratica. Ci stiamo riprendendo quanto ci hanno tolto.

Poco fa, prima di scrivere questo post, mi sono affacciato al balcone ed ho cercato la luna perchè volevo guardare negli occhi la mia Sicilia e prometterle, ancora una volta, che io non l’avrei mai abbandonata; che io non l’avrei mai lasciata nelle mani di chi non la ama. Non mi interessa l’esito delle elezioni. Dal 2004 ho fatto tutto e più di tutto per Lei. Ho rinunciato alle vacanze per manifestare, proporre leggi davanti a Palazzo dei Normanni, spazzare le strade, staccare striscioni abusivi, tenere riunioni, spiegare la differenziata alla gente, portare centinaia di stranieri in giro per tutta la Sicilia, promuovere il territorio con la mia associazione culturale, raccogliere firme, riprendere i consigli comunali e pubblicarli su youtube, sostenere i magistrati, rompere le scatole ai miei amici, sognare…

E adesso che cammino col sole in fronte e un bagaglio di consensi e di idee, sento il vento soffiare impetuoso alle mie spalle. Forse è uno spiraglio di speranza, o forse è l’alito della mia terra che mi invita a non fermarmi. Qualunque cosa sia, il mio impegno non morirà mai perché chi ha parlato con la gente, chi l’ha vista arrabbiarsi e guardarci con speranza, ha visto cos’è la vera Sicilia ed è un sogno troppo bello per svegliarsi proprio adesso.

Alessandro Vetro

Candidato all’Ars

M5S Palermo


13 commenti

  1. … la realta’ che sfugge totalmente a queste scimmie ammaestrate della disinformazione e’ che, nel M5S non ci sono capi o padroni ma solo persone che condividono le loro intelligenze per trovare delle soluzioni con i minori effetti collaterali possibli; soluzioni che non sono scolpite nella roccia ma, passibili, in ogni momento, di implementazioni da parte di altre intelligenze che parteciperanno alla ricerca delle soluzioni.

  2. Mai più ragazzi ancora bambini costretti a lasciare la SICILIA (come fece mio padre) per cercare un lavoro lontano da casa, mai più vecchi che hanno parlato il loro dialetto fino alla loro morte lontani da casa ormai da oltre 60 anni. Se ne devono andare “loro” quelli che hanno schiacciato con i loro piedi la dignità di questa regione.

  3. Francesco Ciccioni on

    La tua esperienza mi appartiene. E siamo entrambi ricchissimi e felici. In bocca al lupo, Alessandro.

  4. Gianina Ciancio on

    Quanto mi rivedo nelle tue parole…
    Non riesco ad immaginare una politica diversa da quella che sto vivendo in prima persona. Tutto il resto sembra già lontano o un piccolo ostacolo da superare, piano piano, anno dopo anno, nell’ottica di una rivoluzione culturale più che di una vittoria elettorale.
    E’ bello condividere queste sensazioni.
    Grazie.

  5. La classe politica ha cancellato la nuova generazione impedendole di realizzarsi da protagonista sia nell’ambito dell’occupazione che in quello della vita comune. Quelli della tua fascia d’età , esistono solo all’anagrafe ma per il resto siete ombre senza consistenza, esseri costretti a vegetare senza diritti e senza prospettive. Un numero notevole ed ingombrante a testimonianza del fallimento di una intera società. Noi adulti abbiamo la grave responsabilità di avere sostenuto, nonostante gli esiti disastrosi sopratutto in campo civile ed etico, dei governanti inetti ed irresponsabili, che hanno dilapidato le finanze pubbliche per interessi personali e non per il bene collettivo. Chiedere perdono non serve, ma rimediare agli errori passati con l’arma del voto è ancora possibile. Portiamo avanti i nostri ragazzi, diamo loro l’opportunità di essere artefici del loro destino, di affermare i loro ideali, di concretizzare i loro sogni, di riappropriarsi della dignità della persona umana. Per una volta cambiamoli noi questi personaggi inconcludenti e disuniti, ancora alla ricerca di accordi e rimpasti, dediti a nuove sigle da coniare, intenti a denigrarsi più che a programmare, evitando loro anche questa fatica di spostarsi da un partito all’altro, per cui si sono spesi e si spendono tanto.

  6. Bellissime parole. Mi è piaciuto particolarmente quando dici che “poco fa, prima di scrivere questo post, mi sono affacciato al balcone ed ho cercato la luna perchè volevo guardare negli occhi la mia Sicilia e prometterle, ancora una volta, che io non l’avrei mai abbandonata; che io non l’avrei mai lasciata nelle mani di chi non la ama. Non mi interessa l’esito delle elezioni”.

    Spero che finalmente anche nel sud le stelle del movimento 5 stelle possano iniziare a brillare!

    Un saluto dalla Basilicata…
    Mirella

  7. Alessandro mi hai commosso. PEnso che hai tolto le parole dalla mente di tanti coetanei. Noi siamo il presente ed il futuro di questa regione e di questo paese. Noi ci siamo attivati e veniamo da lontano. Io a 40 anni ho assistito al passaggio da quella che loro chiamano prima e seconda repubblica. Mentre alla fine hanno cambiato solo i connotati approfittando di sacrifici umani di gente che credeva, pochi, davvero allo Stato. Noi siamo carne viva e pensiero vivo che morirà così: con la rabbia che il MoVimento ci consente di incanalare per fare la Rivoluzione politica e culturale. Noi moriremo così sul campo, nei nostri letti o in qualche assemblea mentre con le parole e qualche riga di sudore o di lacrime avremo combattuto per la nostra terra e per i nostri figli. Mio figlio perlomeno non mi potrà mai dire: “papà mentre succedeva questo schifo tu perchè stavi a guardare?”. Ci stiamo provando assieme, coi nostri limiti è vero, ma mi sento di chiamare tutti fratelli e sorelle del MoVimento. Grazie Alessandro per le emozioni che mi hai dato con queste parole.

  8. Bravo, una poetica presentazione della tua persona. Consiglio: dovete trovare dei rappresentati di lista da far partecipare allo spoglio presso i seggi elettorali.

  9. In tutte le parole che ho letto a commento del mio post ho sentito i vostri cuori palpitare allo stesso ritmo del mio. Non trovo le parole per manifestarvi la gioia che si prova quando si riesce a entrare così a fondo nell’anima di chi ti legge senza nemmeno conoscerti.
    Ma sto sorridendo e ho il magone, spero che basti.

  10. Nuatri simu abituati a campari abbonè abbonè e un ci puonu mancu i baddi pi farinni capiri ca nuddu nni urdinà di accommadari sempri senza pretenniri mai socchi nn’apparteni. Di stà manera damu a largasìa a chiddi ca cumannanu ca sintiennusi spierti continuanu a arruddarisi u sò cudduruni e a tirari acqua o sò mulinu senza talìari nè erva nè lavuru. Cridiemu a tutti i fissarii ca nni prummintunu senza scannaliarinni ca campa cavaddu ca l’erva crisci, e aspittamu ‘mpassuluti comi tanti sturduti a manna du cielu mentri ormai nni putimu stuiari u mussu. Ma cu avà diri ca nni avìamu arridduciri cu na pezza davanti e una darrìa, senza chiù nè arti nè parti e comi tanti cani vastuniati. Ddà pi ddà pari ca nni dispramu e ca vulissimu acchianari i mura lisci ma pùa nni spacinziamo e lassamu perdiri pinzannu ca cu veni appriessu cunta i pidati; atri voti spramu ca Diu vidi e provvidi.
    La verità è che siamo complici dell’olocausto di una intera generazione a cui dobbiamo almeno la solidarietà in questa lotta che hanno intrapreso e che si rivelerà ìmpari se non ci schieriamo fattivamente con loro per rimuovere poteri consolidati e devastanti. Proviamo ad edificare insieme una nuova arca di Noè dove salvare coloro che vogliono riemergere e impegnarsi nella ricostruzione di un mondo ispirato ai valori e ai principi anch’essi ripescati in seno a questo diluvio rovinoso che ci vorrebbe inerti. Lanciamo a questi ragazzi tenaci e combattivi i nostri voti come dei salvagenti cui potersi aggrappare per salvarsi, per salvarci e per riscattarci.

  11. Cari elettori, ricordiamoci che chi non vota non solo non compie il proprio dovere,ma casa ancora più grave, rinuncia ad esercitare la propria sovranità popolare, facendo il gioco di chi ha determinato questa decisione deleteria e inconsulta.
    E’ impensabile concepire l’astensione come protesta e reazione al malgoverno in quanto il voto è l’unico strumento legale che ancora abbiamo per realizzare il “Rinnovamento” restando nella “Democrazia”. Diversamente, potrebbe diventare il primo passo verso il regime.

  12. Mi piacerebbe sapere come mai siamo diventati così esigenti nei confronti dei giovani da cui pretendiamo maturità, coerenza e integrità, che dovrebbero essere prerogative anche e sopratutto degli adulti. Se in passato avessimo richiesto le stesse doti forse oggi non ci troveremmo in questo stato. Bisogna essere ciechi per non leggere nei loro atteggiamenti apparentemente superficiali l’angoscia e lo smarrimento di chi non ha appigli nè certezze,di chi è in balia degli eventi, di chi non è tenuto affatto in considerazione. I nostri figli non sono dei marziani ma dei ragazzi che vogliono vivere e non vegetare, che tentano di affermarsi come persone, che malgrado tutto credono e non demordono e che, cosa eccezionale e meravigliosa,hanno delle idee da portare avanti. Se la condizione disastrosa e insostenibile in cui versano, dovuta al malgoverno, fosse trattata come un diritto leso, la controparte dovrebbe risarcirli fino alla fine dei loro giorni. Intanto, come genitori e generazione in buona parte responsabile, diamo loro un anticipo con il nostro voto a sostegno di un cammino lungo e difficile, irto di difficoltà ed insidie ma pieno di obiettivi e di speranze.

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