Crocetta non è Borsellino

Nella mia lista non ci saranno indagati per associazione mafiosa”. Questa è il leit motiv della campagna elettorale di Crocetta, basata sulla lotta alla mafia.

Basta non essere indagati per non essere collusi con la mafia. Ci sono inchieste, intercettazioni, che anche se non supportate da una indagine giudiziaria, potrebbero quanto meno far sorgere il dubbio.
Come diceva Andreotti, del quale vorremmo ricordare solo questa citazione, a pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca.

Facciamo un esempio, uno a caso. Nella lista dell’UDC della circoscrizione di Palermo, sarà candidato Nino Dina, eletto alle scorse elezioni regionali per la Provincia di Palermo.

Il nome di Nino Dina viene tirato in ballo nella cosiddetta inchiesta “Ghiaccio”. Nino Dina sarebbe il colletto bianco che nel 2003 sbrigò le carte tra l’imprenditore Michele Aiello, condannato a 14 anni per associazione mafiosa, e l’ex presidente Totò Cuffaro, che nello stesso processo si è beccato 5 anni per favoreggiamento.

Il primo a parlare di Dina come colluso con la mafia è il super pentito Nino Giuffrè, che ai giudici della terza sezione penale di Palermo, presieduta da Vittorio Alcamo racconta che Nino Dina era il mediatore, assieme a Giuseppe Guttadauro, dei rapporti tra Provenzano e la politica regionale. Giuffrè non si limita ad insinuazioni ma scende nei particolari: “Nino Dina per Provenzano è sempre stato vicino agli ambienti mafiosi di Vicari fin dagli anni ’80, poi nel 2001 fece il salto di qualità arrivando all’ assemblea regionale con l’ Udc accanto a Cuffaro”.

Nel 2003 la Regione stava redigendo il tariffario sanitario, il documento che fissa i rimborsi pubblici alle cliniche private, e Cuffaro disse a Nino Dina: “Ecco la bozza del tariffario, dallo a Michele Aiello e digli di scrivere in rosso le cifre da cambiare e in blu quelle da mantenere“. Quando la Regione versò oltre cento milioni di euro alle cliniche di Aiello, Nino Dina era membro della commissione sanità. Cento milioni di soldi pubblici per tariffe gonfiate del 400%.

Nino Dina è colpevole? Non sta a noi dimostrarlo. Tuttavia ci piace ricordare le parole di Paolo Borsellino.

“L’equivoco su cui spesso si gioca è questo. Si dice: “Quel politico era vicino a un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato, quindi quel politico è un uomo onesto”. E no! Questo discorso non va, perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire: “Beh! Ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi, ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria, che mi consente di dire quest’uomo è mafioso“. Però, siccome dalle indagini sono emersi tanti fatti del genere, altri organi, altri poteri, cioè i politici, cioè le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia, dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato, ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perché ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza, si è detto: “Ah, questo tizio non è stato mai condannato, quindi è un uomo onesto”. Ma dimmi un poco: ma tu non ne conosci gente che è disonesta, che non è stata mai condannata perché non ci sono le prove per condannarla, però c’è il grosso sospetto che dovrebbe, quantomeno, indurre, soprattutto i partiti politici, a fare grossa pulizia, a non soltanto essere onesti, ma apparire onesti, facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti, anche se non costituenti reati“.” (dalla lezione del 26 gennaio 1989 all’Istituto Tecnico Professionale di Bassano del Grappa)

Borsellino diceva inoltre che “Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d’accordo”. E’ forse questa la guerra alla mafia di Crocetta?

Per il Movimento Cinque Stelle chi si candida deve essere incensurato, sulla sua condotta pubblica e privata non vi devono essere dubbi di collusione alcuna. Per noi è già legge. Non potremmo mai affidare il nostro destino a queste persone.

Siciliani, il 28 ottobre potete scrivere l’inizio di una nuova storia, la storia di una Sicilia Pulita. Votate per Voi, Votate per il Movimento Cinque Stelle.

Patrizio Cinque

Il Grillo di Bagheria


5 commenti

  1. Potevo anche pensare di votarci per il movimento 5 stelle, ma dopo queste parole mi sa che ho deciso definitivamente. Sicuramente se uno non è indagato non è detto che “pulito”, ma non si può di certo asserire con sicurezza il contrario solo per dei sospetti. Se cominciate col buttare fango sugli altri per prendere qualche voto, siete a buon punto…per diventare come tutti gli altri…spero nel movimento ci sia gente migliore…Grazie

  2. Pingback: Meglio scema « Simone Tulumello

  3. nicola martorana on

    Gentile signore che ha richiamato il commento dei ragazzi del movimento,inneggiando alla cultura del sospetto.Dico che ha percettamente ragine, il sospetto nob è colpevolezza e ciascuna persona ha il sacrosanto doritto a fare valere la propria innnocenza con tutte le garanzie possibili.Peró il discorso politico è tutta un’altra storia.Al politico si deve chiedere di piû assoluta traspatenza delle proprie amicizie,dei propri redditi,delle attivitá e delle persone a cui si da il proprio voto.delle leggi che si fanno.Infine il politico DEVE rispondere delle proprie omissioni delle mancate denuncie politiche dei fatti,e di co.e ha gestito il proprio operato all’i terno del sistema.NON PENSI caro signore che queste sono chiacchere al vento,per he un politico di spiccco prima o poi deve rispondere ad un’elettorato,e tutti i politici al momento opetanti in regione,devono rispondere di una bancarotta in regione senza precedenti.di un tasso altissimo di indagati,inquisiti ed anche condannati.che hanno amministrato e sperperato senza alcuna dignitá il patrimonio di una regione ormai allo stremo.Non abbia remore caro signore in nome della difesa delle garanzie di difendere l’indifendibile se non si attivano meccanismi antisistema,non si inizierá mai un percorso di rinnovamento.LA SALUTO CORDIALMENTE.

  4. Ma non vi rendete conto che, con questo modo di pensare, basta una denuncia “pilotata” da un avversario politico per distruggere la carriera politica anche del più onesto tra noi?

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