“Deputato supplente? Diciamo succube perché sarà sempre sotto scacco dell’assessore che sostituisce. Altro che norma di rango costituzionale, questa riforma è ad altissimo rischio di incostituzionalità, visto che il deputato supplente non avrà libertà né autonomia nell’esercizio del mandato, ma sarà vincolato alle decisioni dell’assessore di cui prende il posto e sarà privo di indipendenza e sottoposto a potenziali ricatti politici”. Lo afferma il deputato M5S Adriano Varrica, autore all’Ars della relazione di minoranza sulla norma sul deputato supplente.
“Questa norma – dice Varrica – presentata come un avanzamento istituzionale, è in realtà del tutto autoreferenziale e priva di utilità per i cittadini siciliani. Serve solo ad aggirare la riduzione del numero dei parlamentari da 90 a 70, portandoli di fatto a 82. Non interessa minimamente ai cittadini e non è certo pensata per loro. È pensata dalla politica per fare un favore alla politica”.
Netto anche Nuccio Di Paola, vicepresidente dell’Ars e coordinatore del Movimento 5 Stelle Sicilia, che parla di “un’altra pagina nera scritta all’Ars con questo voto”.
“Il voto di oggi – dice – è un attentato all’autonomia del Parlamento. Rischiamo di aprire una maglia pericolosa. Per la prima volta Roma interviene su una norma che riguarda le regole interne dell’ARS, che storicamente questa istituzione ha sempre deciso in modo autonomo. Presenteremo, prossimamente, un disegno di legge di riforma complessiva della legge elettorale”.
“La norma sul deputato supplente imposta da Roma e sostenuta dal centrodestra – dice il capogruppo M5S Antonio De Luca – è abominevole: crea un gruppo di deputati sotto ricatto politico, privi di libertà e autonomia, con un grave squilibrio tra potere legislativo ed esecutivo”. Molto critici sull’argomento anche gli interventi in aula dei deputati 5 Stelle Campo, Sunseri e Schillaci.
