Palmeri (M5S): “Bene impugnativa Cdm della norma sull’utilizzo dei cacciatori per abbattere selvaggina. Ne avevamo chiesto la soppressione dalla finanziaria regionale”

“È un bene che il Consiglio dei ministri abbia impugnato l’art. 33 della Legge di stabilità regionale (la n. 1/2019) che prevedeva l’utilizzo dei cacciatori per prelevare e abbattere la fauna all’interno delle aree protette, allo scopo di ricomporre gli squilibri ecologici”: lo sostiene Valentina Palmeri, deputata regionale del Movimento 5 Stelle, che aveva già ritenuto la disposizione illegittima e presentato infatti un emendamento soppressivo.

“I cacciatori – spiega Palmeri – non possono essere utilizzati nelle attività di controllo della fauna selvatica sull’intero territorio regionale e nelle aree precluse dalla normativa venatoria, oltre alle aree naturali protette. Negli ultimi anni il Governo ha impugnato disposizioni simili contenute in altre leggi regionali. La materia del controllo faunistico è stata disciplinata con la successiva legge n. 157/1992, che la giurisprudenza costituzionale qualifica come norma  fondamentale di riforma economico-sociale. Questa legge, all’articolo 19, comma 2, elenca i soggetti deputati al controllo della fauna ed è definita dalla Corte costituzionale tassativa, oltre che vincolante per le Regioni in quanto espressione della competenza esclusiva dello Stato sulla tutela dell’ambiente e dell’ecosistema. Una integrazione da parte della legge regionale riduce il livello minimo e uniforme di tutela dell’ambiente. Da questo, e da altri motivi, emerge chiaramente come l’art. 33 della Legge di stabilità sia viziato di illegittimità”, conclude Palmeri.  


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