Cuffaro all’Ars. M5S: Non ci scandalizza né il tema, né chi lo ha organizzato, ma il silenzio di Musumeci

Con governo assente, saltano anche le mozioni. I deputati M5S: Presidente Micciché, ci stupisce ogni giorno in negativo”.

Palermo 13 – settembre 2018Valentina Zafarana. “Io mi vergogno. E dato che non pretendo da voi che possiate provare lo stesso sentimento, vi risparmierò la fatica, mi vergognerò pure per voi. E da questa vergogna nasce la necessità di chiedere scusa ai milioni di siciliani onesti, ai quali oggi è stato dato un messaggio: il Parlamento Siciliano non è nemico della mafia. Devo chiedere scusa a tutti gli imprenditori siciliani, migliaia, che ogni giorno devono lottare contro il racket mafioso. A quelli che dopo l’omicidio di Libero Grassi, di fronte alle proprie aziende in fiamme, dichiaravano “domani ci rimbocchiamo le maniche e ricostruiamo. Siamo persone oneste, e persone oneste vogliamo restare. Ma lo Stato deve aiutarci”. Oggi abbiamo detto loro che sono soli. Devo chiedere scusa ai detenuti, la cui causa è stata, in modo ipocrita e volgare, strumentalizzata per portare avanti il processo di riabilitazione di un uomo a cui, evidentemente, tanti in quest’aula devono qualcosa.

Jose Marano. “Dopo un mese, di chiusura del palazzo mi aspettavo che questo parlamento avesse tra le sue priorità la trattazione delle emergenze dei siciliani, invece si è preferito stendere tappeti rossi per far tornare all’Ars Cuffaro. Prima della pausa estiva peraltro avevamo approvato un DDL sull’istituzione di una giornata siciliana della legalità, ebbene, abbiamo inaugurato tale giornata in questo modo”.

Antonio De Luca. “Non sono scandalizzato dalla realizzazione di questo convegno, né da chi lo ha organizzato, né da chi lo ha concesso, né da chi vi ha preso parte, perchè siete tutti figli di questo sistema e quindi non mi scandalizzo se gli consegnate le chiavi, se lo accogliete o ve lo baciate, che gli dite questa è casa tua. Non mi scandalizza nemmeno il tema perché è un tema di assoluta importanza. Mi chiedo però nei vent’anni che avete alle spalle di legislatura regionale e nazionale, quante volte lo avete trattato questo tema? O è servito il carcere di Cuffaro, per farvi porre questo problema. Non mi scandalizza quindi chi ha accolto quest’uomo come fosse il messia a proferire il verbo, ma quello che mi teme e mi fa pensare è il silenzio del presidente Musumeci, quell’uomo che ha sempre vantato rigore e moralità e che invece ha scelto il silenzio. Quel silenzio di cui la mafia si è sempre nutrita in Sicilia”.

Giancarlo Cancelleri. “Questa terra non si dimentica di chi ha saldato il conto con la giustizia sia chiaro, ma c’è una condizione morale che non verrà mai saldata. Chi si è macchiato di un reato che è quello di favoreggiamento personale a soggetti vicini a cosa nostra, non può entrare con tanto di onori in sale intitolate a chi per combattere quella stessa mafia, ha perso la vita. Per me oggi è sacra quella sala, perché la sala Mattarella mi fa sentire ogni giorno di essere fiero e orgoglioso di essere siciliano. Oggi io non posso permettermi che chi ha combattuto la mafia ed è morto ha una lapide d’ottone messa a muro mentre chi è ancora vivo e ha contribuito ad aiutare quella associazione mafiosa che lo ha ucciso, può entrare in quella sala e addirittura prendersi di onori della cronaca e della ribalta”.

Angela Foti. “Questo parlamento ha steso il tappeto rosso a persone che di certo non hanno una posizione molto comoda. Si è parlato di un tema gravissimo, ovvero le condizioni a cui purtroppo sono sottoposte le persone in regime carcerario. Un tema per il quale l’Itaila è in regime di sanzione dell’Europa. Il tema è importantissimo, nessun dubbio, ma si doveva discuterne altrove”.

Luigi Sunseri. “Ci siamo presi ben 40 giorni di ferie, liberi dall’attività istituzionale, rientriamo oggi in Ars per discutere in aula con l’asessore di riferimento di mozioni importanti per i siciliani. E invece il governo era assente. Non è una questione di diritto, ma di decenza, di rispetto e dignità. Lei presidente Micciché per rispetto, ha dato all’onorevole Cuffaro la sala intitolata a Mattarella. Presidente Micciché, lei ogni giorno continua a stupirci in negativo, ci faccia lavorare. Evidentemente per lei la Regione Siciliana sta così bene, da non avere necessità di essere salvata da questo Parlamento”.   

 


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