Precari, circolare della Regione taglia trasferimenti. M5S lancia l’allarme

Il deputato regionale M5S Giovanni Di Caro: “Il dirigente Pirillo viola le norme regionali. I lavoratori non possono essere toccati, Musumeci si assuma la responsabilità dell’illecito commesso dai suoi dirigenti”.

“Con un vero e proprio colpo di mano arbitrario, un dirigente dell’assessorato agli enti locali della regione siciliana, getta in mezzo ad una strada i 48 precari del comune di Favara, che sono a carico della Regione Siciliana, e delle centinaia di altri lavoratori dei comuni siciliani in dissesto, avendo applicato un taglio assolutamente illecito delle somme che la Regione trasferisce ai comuni per la gestione di tali lavoratori. Musumeci intervenga immediatamente perchè il suo assessorato sta commettendo un illecito”. A dichiararlo è il deputato regionale del Movimento 5 Stelle Giovanni Di Caro che accoglie l’appello dei comuni siciliani in dissesto che si sono visti tagliare dall’oggi al domani tramite una circolare a firma di due dirigenti, le somme destinate ai lavoratori cosiddetti precari degli Enti Pubblici, che stando alla legge regionale 27 del 2016 sono a carico della Regione. “Il taglio – spiega Di Caro – viola la neutralità per i bilanci dei comuni in dissesto, che tradotto in maniera semplice, non possono vedersi imposta alcuna riduzione dei trasferimenti proprio perché in dissesto. A questo punto, vogliamo capire secondo qual principio, il dirigente generale Pirillo si assuma la responsabilità di comunicare con una circolare, non controfirmata da alcun assessore del governo regionale in carica una circolare  che viola palesemente le normative in materia. Ovviamente chiediamo che il presidente Musumeci intervenga immediatamente per evitare che i lavoratori, divengano carne da macello e i già risicati bilanci dei comuni in dissesto, non finiscano definitivamente a gambe in aria. Anche se la circolare, così come è normale che sia, verrà ritirata- conclude Di Caro – l’accaduto sarà oggetto di interrogazione urgente da depositare all’indomani del nostro insediamento ufficiale in Ars”.


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