Affitti del Comune di Palermo, M5S: ”La denuncia è servita. Dopo diversi mesi di letargo, sito istituzionale parzialmente aggiornato”

La deputata La Rocca: “Ma i dati sono ancora incompleti. Risposta del Comune alla nostra iniziativa fuori luogo”.

La nostra denuncia pubblica è servita, almeno ora sul sito ci sono nuovi dati, anche se parziali e con misteriose e penalizzanti mancanze”.

Il M5S all’Ars torna sulla galassia affitti immobili del Comune di Palermo dove sono numerose le zone d’ombra. Ieri il Movimento le ha denunciate pubblicamente lamentando la mancanza all’appello di parte delle somme che, calcoli alla mano, sarebbero dovute arrivate nelle casse comunali. Stando agli elenchi del Comune ci sarebbero immobile per i quali il Comune avrebbe recuperato anche otto e nove euro l’anno”.

L’operazione – dice la deputata Claudia La Rocca – evidentemente ha lasciato il segno, se è vero come è vero, che dopo mesi di immobilismo e silenzio, in pochissime ore il Comune ha pubblicato, anche se parzialmente, i dati relativi al 2014, sostituendoli a quelli del 2013. Nel fare quest’operazione, però, è stata ‘sbadatamente’ eliminata la fondamentale colonna relativa al tipo di utilizzo dei beni. Ci chiediamo perché”.

Assieme all’aggiornamento repentino del sito, da Palazzo delle Aquile è arrivata anche una risposta alla denuncia del Movimento. In cui sosteneva che i dati segnalati dai deputati erano vecchi e già pubblicati sul sito istituzionale.

Ne prendo atto – dice la deputata Claudia La Rocca – ma ho la vaga sensazione che si voglia girare intorno al problema. In primo luogo sappiamo benissimo che i dati erano vecchi di 2 anni (2013), sappiamo leggere anche noi, motivo per cui avevo fatto una richiesta di accesso agli atti anche per chiedere dati che non sono presenti sul sito (ad esempio i canoni previsti). A questa richiesta mi sono state date risposte parziali e dopo diversi solleciti. Mentre ad un’altra non mi è stata data mai risposta. In più i dati pubblicati sul sito, non corrispondono alla parziale risposta ricevuta (ad esempio gli immobili di edilizia residenziale pubblica presenti sul sito risultano 1682, mentre nella risposta che mi è pervenuta ne erano indicati 3572). Inoltre, continuo a non comprendere la poca chiarezza soprattutto sul fronte degli immobili ad uso commerciale”.

Non metto in dubbio – conclude La Rocca – che in questa storia ci siano responsabilità che risalgono anche a precedenti amministrazioni, motivo per cui chiedere maggiore chiarezza, trasparenza e seri interventi in merito. Pretendiamo chiarezza”

 


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