Villa del Casale, M5S denuncia: “Rischiamo di perdere il riconoscimento di patrimonio dell’umanità”

Presentata interrogazione all’Ars, prima firmataria la deputata Cinquestelle Angela Foti: “Va istituito immediatamente il Comitato di Gestione. La richiesta era già stata avanzata anche dall’Unesco”
 Il degrado la fa da padrone alla Villa Romana del Casale di Piazza Armerina. Il sito, dichiarato patrimonio dell’umanità già nel lontano 1997, raccoglie ad oggi la più grande varietà di mosaici al mondo. Ma accade che parte degli antichi reperti abbiano ancora il vecchio rivestimento in plexiglas, per l’esattezza il 20 percento del totale; alcune tessere sono visibilmente sollevate a causa di problemi di drenaggio dell’acqua; e ancora, gli accessi ad alcune zone della Villa sono interdetti; mentre, i posteggi per i turisti sono in pessime condizioni”. E’ questa la denuncia del Movimento 5 Stelle all’Ars e degli attivisti Cinquestelle di Piazza Armerina. La deputata regionale Angela Foti chiede l’immediata istituzione del ‘Comitato di Gestione’.
IMG_4605 La stessa richiesta era già stata avanzata proprio dall’Unesco già nel ’97. Ora l’agenzia delle Nazioni unite, a seguito di una visita in Sicilia, minaccia la cancellazione dall’elenco di diversi siti, proprio a causa della mancata istituzione del Comitato. “Ed ecco le vergogne della nostra Terra, – affermano gli attivisti del comune nell’Ennese – la cattiva gestione dei siti e la mancata ottemperanza dei dettami dell’Agenzia delle Nazioni unite rappresentano, infatti, una disagio che si riverbera sull’economia siciliana e ne comporta ingenti danni, sia economici che di immagine”. “Pensare che i lavori di recupero funzionale, – continua la deputata Cinquestelle – autorizzati nel 2003,iniziati nel 2007 e consegnati nel 2012, sono ancora parziali. In pratica, sono stati spesi milioni di euro per un lavoro mai completato”. “Ovviamente vogliamo vederci chiaro – concludono in coro la deputata e gli attivisti M5S – il governo faccia luce sulle numerose problematiche: qual è l’entità reale dei costi sostenuti per il progetto e il restauro del sito? Vogliamo conoscere l’importo complessivo dei fondi Ue utilizzati e le ragioni del mancato completamento dei lavori; mentre l’accertamento di eventuali responsabilità; e quindi, la risoluzione dei problemi di viabilità e sicurezza delle strade che conducono al sito”. 
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Di seguito la denuncia dettagliata del Movimento 5 Stelle: Circa il 20 percento dei mosaici mantengono ancora il vecchio rivestimento in plexiglas, il quale crea un effetto serra e sbalzi di temperatura che accelerano il processo di deterioramento delle opere. Il Triclinium, ciclo di mosaici che di per sé ha un valore inestimabile, non è stato, restaurato e molte delle tessere sono già saltate; l’ opera appare sporca e opaca, inoltre gli accessi alle due scale laterali che portano alle passerelle sono chiusi e quindi è impedita la visione dall’alto di una delle scene musive più belle della Villa Romana. Sono visibili ancora molti problemi di drenaggio dell’acqua, in quanto, ad appena tre anni dalla fine dei lavori di restauro, la presenza di umidità deturpa i mosaici e solleva le tessere, i cui rigonfiamenti vengono incredibilmente tenuti fermi da semplici pietre poggiate sopra, compromettendo il sito e mettendo in dubbio la validità degli interventi effettuati. Le nuove coperture realizzate in rame, inoltre, a causa della pioggia e della mancanza di manutenzione, rilasciano il verderame che macchia le pavimentazioni sottostanti, rischiando di compromettere i mosaici. Ancora, nelle aree commerciale e di parcheggio antistanti la Villa del Casale, il manto di copertura in cemento dell’opera aperta al traffico è già completamente sbriciolato e si è trasformato in un grande sterrato polveroso, per via del calcestruzzo impoverito utilizzato in fase di costruzione. Alle problematiche suesposte si aggiungano le pessime condizioni in cui versa la strada provinciale 15, unica arteria che collega Piazza Armerina alla Villa del Casale, le cui corsie sono spesso chiuse al transito, costellate da buche, interessate da frane e prive delle adeguate barriere stradali, che mettono a rischio la viabilità verso il sito Unesco.
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