Ospedale San Marco di Librino, M5S: “Anni di ritardi e ancora nessuna consegna”

La deputata Cinquestelle Gianina Ciancio: “Se non stessimo parlando della salute dei cittadini, sembrerebbe quasi una barzelletta. La prima data di fine lavori era prevista per il 2011, posticipata di anno in anno e ancora nulla”.

A seguito di numerosi rinvii e un ritardo accumulato da più di mille giorni, già nel 2014, per la costruzione dell’Ospedale “San Marco” di Librino, la deputata M5S del Catanese, Gianina Ciancio, interrogava l’assessore Borsellino in merito ai ‘nuovi’ tempi di consegna; accadeva per l’esattezza nel novembre dello scorso anno. Ma ad accompagnare i ritardi di consegna dell’Ospedale, anche i ritardi di risposta del governo. Infatti, la risposta all’interrogazione arriva soltanto pochi giorni fa, il 18 giugno 2015. “Il contenuto? – afferma Ciancio – Ovviamente altri ritardi. La scusa? Un’altra perizia di variante riguardante la centrale termo-cogenerativa della struttura”, questo è il ‘verdetto’ contenuto nella risposta inviata dall’assessorato. Consegna dei lavori che avrebbe dovuto avvenire entro il 31 maggio 2015. Stiamo parlando dello stesso assessore che nel giugno del 2013 riferiva in aula: “Per quanto concerne i tempi di realizzazione, i lavori eseguiti risultano in linea con il nuovo crono programma di perizia e l’ultimazione dei lavori, giusta atto aggiuntivo, è prevista per il 30 marzo 2014” e che “i lavori sono in avanzatissima fase di esecuzione“. Pensare che la prima data di fine lavori, addirittura, era prevista per il 2011 e l’ok al finanziamento arrivava nel 2008. “Oggi ci viene comunicato – continua la parlamentare M5S – che non solo il termine ultimo di maggio non è stato rispettato, ma che la ditta chiede almeno altri sei mesi per completare ed ultimare la struttura che dovrebbe andare a sostituire i presidi etnei Ferrarotto, Santa Marta e Santo bambino”. “E nel frattempo – conclude Ciancio – l’area resta un cantiere a cielo aperto. Se non stessimo parlando della salute dei cittadini, sembrerebbe una barzelletta. Il ritardo a spese dei cittadini è divenuto intollerabile”.


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