Assenza di agenti di polizia penitenziaria e tensioni in crescendo al Rems di Caltagirone, ad alto rischio i dipendenti e la cittadinanza. M5S: “Vengano sospesi immediatamente i servizi”

Diversi tentativi di evasione, nonché tre pazienti su 11 ad alto rischio di pericolosità. Accade nella residenza di Santo Pietro che un tempo avrebbe portato la definizione di ospedale psichiatrico giudiziario.
Il deputato alla Camera Gianluca Rizzo e il parlamentare all’Ars Francesco Cappello presentano rispettivamente una risoluzione in commissione Difesa e un’interrogazione all’assessore regionale alla Salute. Rizzo chiede anche la presenza di stazioni dei carabinieri in tutte le città che accolgono le nuove Rems e che venga riaperta quella della frazione di Santo Pietro chiusa nel 2012.
Sbarca all’Ars e alla Camera la vicenda della Rems di Caltagirone con una risoluzione in commissione Difesa e un’interrogazione rivolta all’assessorato alla Salute. Inaugurata ad inizio maggio, la Rems (residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza), sorta nella frazione Santo Pietro di Caltagirone, registrava tre tentativi di evasione dopo solo 48 ore dall’apertura, numerose aggressioni agli infermieri, inoltre veniva appiccato un fuoco all’interno della struttura; l’ultima evasione risale ad una decina di giorni fa.
Solo tre guardie giurate e nessun agente di polizia penitenziaria per controllare 11 pazienti, tre dei quali ad alto rischio di pericolosità sociale. Interviene così il deputato Cinquestelle Francesco Cappello che, dopo l’ispezione alla Rems, chiede vengano sospesi immediatamente i servizi, e quindi il trasferimento di tutti i pazienti in altra struttura idonea al servizio e dotata di adeguato personale medico, paramedico, guardie giurate ed agenti di polizia penitenziaria che risponda ai requisiti di sicurezza previsti dalla normativa vigente. “Non capiamo perché l’assessorato abbia avviato i progetti Rems senza disporre di personale a sufficienza. Lo stesso personale medico e paramedico, infatti, – aggiunge Cappello – è sottodimensionato”. A piangere le conseguenze dell’apertura della Rems anche il Cta di Caltagirone; quest’ultimo infatti ha subito uno svuotamento di personale secondo logiche di mobilità frutto di erronee scelte verticistiche e dirigenziali.
E’ evidente che tutti i dipendenti della struttura sono ad oggi sottoposti a seri e continui rischi – conclude Cappello – lo stesso vale per gli stessi abitanti della frazione Santo Pietro di Caltagirone che, oltre alle eventuali ripercussioni legate alla sicurezza del luogo, temono venga compromesso il turismo della zona”.
Interviene anche il deputato alla Camera Gianluca Rizzo che chiede al governo nazionale di provvedere a garantire l’apertura e il mantenimento di una stazione dei carabinieri in tutte le città che accolgono le nuove Rems; ed in particolare, di riaprire la stazione dei carabinieri nella frazione di Santo Pietro, chiusa nel 2012 nonostante la protesta delle autorità locali e degli abitanti del borgo che vedevano venir meno un importante presidio di legalità in un territorio che è stato teatro dell’arresto del noto latitante di mafia Nitto Santapaola,

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