Province, cala finalmente il sipario. M5S: “L’idea dello stop entrata nel Palazzo assieme a noi”

Va a posto uno dei tasselli del programma del Movimento 5 Stelle, che dell’eliminazione dell’Ente e, soprattutto, della sua componente politica, ha fatto uno dei suoi cavalli di battaglia. Trionfa pure la democrazia diretta, dopo la consultazione on line della base. “Con noi i cittadini per la prima volta protagonisti del voto”. 

L’idea dell’abolizione delle Province, come quella della riduzione dei costi della politica – affermano i deputati – è entrata nel Palazzo assieme a noi. Prima, qui dentro e poi in ambito nazionale, certi temi erano tabù e mai avrebbero avuto diritto di cittadinanza nelle stanze del potere, dove finora si è sempre pensato alla coltivazione estensiva del proprio orticello. Fare funzionare i nuovi enti è ora compito del governo che deve cominciare da subito a lavorare al disegno di legge che assegni loro le competenze. Non aspetti, com’è suo costume, l’ultimo minuto per mettersi al lavoro e dimostri una volta tanto di avere le idee chiare sul futuro, visto che l’andamento dei lavori ha dimostrato tutt’altro e che solo alcuni nostri importanti correttivi hanno permesso che da quest’aula non uscisse un aborto. Ci riferiamo, ad esempio, al referendum per l’adesione ai liberi consorzi e alla costituzione delle città metropolitane secondo la formulazione dell’articolo 7, che non escludesse tutto il territorio circostante dagli eventuali benefici che alle città metropolitane deriveranno dalla futura programmazione europea”.

Sul tema delle Province, il Movimento tiene a sottolineare come si sia concretizzato uno storico esempio di democrazia diretta. “A decidere – affermano i deputati – sono stati i cittadini, che abbiamo chiamato ad esprimersi tramite una votazione on line. Non ci pare che la vecchia politica abbia mai fatto qualcosa del genere”.


6 commenti

  1. Gerlando Patti on

    A mio avviso le province potrebbero essere sostituite con una riunione periodica di tutti i sindaci di tutti i comuni della ex provincia in uno dei comuni della ex provincia; la riunione avrebbe durata prefissata; di volta in volta l’assemblea dei sindaci nominerebbe seduta stante uno dei sindaci come presidente di quella riunione. Durante la riunione,ogni sindaco porta le sue necessità per il proprio comune; alla fine della riunione,il sindaco nominato presidente per l’occasione,raccoglie tutte le richieste dei sindaci,vagliate attentamente e le inoltra alla Regione.
    Faccio un esempio:
    Provincia di Agrigento,43 comuni,quindi 43 sindaci,per circa 400.000 abitanti.
    A cadenza trimestrale i 43 sindaci fissano una riunione in uno dei comuni della ex provincia di Agrigento a rotazione.
    Si stabilisce di riunirsi a Sciacca,in cui convergeranno i 43 sindaci;ogni sindaco,propone i bisogni e le emergenze del proprio comune; il presidente della riunione (nominato come tale,sul momento e solo per questa riunione),dopo il vaglio delle varie richieste,inoltrerà le esigenze dei vari comuni direttamente alla regione.

    E’ una soluzione ideale: Zero spese (i sindaci percepiscono già uno stipendio),niente sedi provinciali,autoblu,spese di gestione,bollette energetiche,personale permanente impiegatizio,stipendi,tredicesime,quattordicesime,ecc…milioni e milioni di euro risparmiati; un ente provincia in meno e snellimento burocratico.

  2. Perchè non presentate una proposta di legge per dare un aiuto economico a chi ha reddito 0?
    Un reddito minimo garantito, potete proporlo al governo regionale.
    Ci sono tante persone con reddito 0, soprattutto i giovani

  3. Potete presentare una proposta di legge per fare approvare il reddito minimo garantito?
    Chi ha reddito 0 o inferiore a 600 euro al mese deve essere aiutato.

    • Questa tua proposta dovrebbe essere mandata a Renzi che ha dato 80 euro ai dipendenti con meno di 1.500 euro al mese. Quelli indigenti con euro 0 o con pensioni sociali di meno 600 euro non sono italiani. Quello già fa campagna elettorale per le europee, lo vuoi capire. Forza 5 STELLE.

  4. SICILIA COME IL FRIULI: ABOLISCE LE PROVINCE, NASCONO I CONSORZI. Catania, Messina e Palermo diventano aree metropolitane capiano solo il nomeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee
    ????????
    non hanno fatto nulla

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