MISE – Tavolo sulla microelettronica

“Oggi una giornata impegnativa, ma importante: mattina microelettronica, io direi meglio semiconduttori; pomeriggio: componenti elettronici. Due settori distinti ma profondamente connessi.”

Stiamo trattando un tema centrale per lo sviluppo delle politiche industriali del nostro paese.

Al tavolo sono presenti i dirigenti del MISE, le Regioni Campania e Lombardia, le sigle sindacali, l’ANIE. Un argomento centrale riguarda la programmazione delle politiche di coesione 2014-2020.

La Regione siciliana è assente e questo è per me motivo di grande rabbia. La Lombardia, a prescindere da tutto, si muove.

3,3 Mld € per le aree ad obiettivo 1. La Regione Siciliana assente ripeto, assente! Sia fisicamente a questo tavolo, sia per la presentazione di progetti alla UE. Al Tavolo congiunto sul settore aperto a Catania poco tempo fa su iniziativa del sindaco Bianco, l’assessore Vancheri aveva dichiarato il massimo impegno del governo regionale. Buffonate. Gli States stanno attuando un piano di politiche di rientro di capitali e manufacturing, non come facciamo noi con le iniziative esotiche di Letta e Saccomanni. Gli americani hanno capito, dopo la sberla del crack finanziario del 2008, che bisogna ripuntare all’economia vera. Obama guarda lungo e i risultati iniziano a farsi sentire. La Micron, società americana, con presenza di un board italiano, non ne vuole più sapere di stare in questo paese del cavolo e – torto o ragione – ha già avviato una bella procedura di mobilità per 400, si 400 – il 40% della forza lavoro – su tutto lo stivale da nord a Sud, dalla Brianza a Catania, passando per Arzano. Decimazione di sapere e professionalità. Una ecatombe per il nostro paese. La microelettronica europea intanto langue, non costruisce stabilimenti, non investe e la Francia ne approfitta. A Catania si sono spese risorse ingenti per costruire l’M6, una promessa, una speranza, vana! Le lungaggini burocratiche e la mancanza di vision e di rete tra i diversi livelli di governo hanno fatto perdere la sfida dei 12 pollici. Adesso il Plant produce tecnologie a basso valore aggiunto, con pochi livelli di mascheratura. Processi inadeguati se commisurati alla mole di investimenti e alle prospettive iniziali. La colpa? Prima in classifica la classe politica regionale siciliana compreso il governo Crocetta che con il suo assessore Vancheri aveva promesso il massimo impegno. Come no! Mi domando che caspita abbia da fare di più importante oggi. Al tavolo ci siamo solo noi 5S. Seguiamo i lavori, cerchiamo di comprendere e capire come fare la nostra parte, io ed i colleghi Tripiedi e Puglia. Buon lavoro a tutti.

Tommaso Currò Cittadino Portavoce Deputato 5 Stelle


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