Letta: “abbiamo sostenuto l’economia”. Istat: “disoccupazione giovanile oltre il 40%”

Mentre gran parte del parlamento è impegnato a litigare, a giocare strani e ridicoli giochi di palazzo e a mettere in atto delle vere e proprie buffonate (come chiamare il cambio di rotta di Berlusconi?), il paese lentamente muore.
E intanto, nel bel mezzo di una situazione tragica, Enrico Letta nel suo discorso al Senato osa affermare:  “abbiamo sostenuto l’economia”.

In realtà basta tornare indietro di qualche ora per smentire la bugia “lettiana”. Infatti l’ISTAT ha reso noti alcuni dati che ci fanno dire che quella italiana è ormai un’economia da guerra.
Secondo quei numeri il tasso di disoccupazione nazionale si attesta al 12,2% (in realtà tale cifra andrebbe valutata in eccesso, visto che ad esempio gli inoccupati non rientrano in questa statistica).
Una situazione ancora più drammatica per quanto riguarda la disoccupazione giovanile, visto che qui si supera la soglia del 40%  (15-24 anni).
Non da meno i numeri che riguardano gli under 30; infatti, secondo un’indagine compiuta sempre dall’Istat nel giugno 2013, dal 2008 al 2012 sono circa 730 mila in meno gli under 30 occupati. E’ evidente quindi che siamo di fronte a una vera è proprio questione giovanile.

A quale sostegno dell’economia si riferisce quindi Letta?

Sembra che il presidente del consiglio, considerando anche la colossale bugia sulla legge elettorale in diretta televisiva, si trovi bene nel mondo delle balle.

In ogni caso, vista l’evidente incapacità di questa classe politica, non ho richieste particolari da rivolgere ad essa, ma, alla luce dei numeri riportati sopra, da giovane under 30 una cosa la voglio chiedere.

“Non parlate più dei giovani. Basta. Un’intera generazione non ne può più delle vostre chiacchere. Siamo stufi. Siamo stanchi delle dichiarazioni che, a cadenza puntuale, fate sui giovani. Dichiarazioni ipocrite,  fine a se stesse. Non vogliamo sentirci ripetere che quella giovanile è una condizione di emergenza. Lo sappiamo già. Lo viviamo quotidianamente sulla nostra pelle”.

Un appello che va rivolto anche al nostro Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

“Signor Presidente, la ringrazio delle dichiarazioni che ogni tanto fa a favore dei giovani. Ma mi chiedo e le chiedo: a cosa servono? Sono delle dichiarazioni a mio parere inutili e prive di alcuna importanza dal punto di vista pratico. Inoltre, evidenziano una chiara contraddizione con il comportamento che lei, sempre nella veste di Presidente della Repubblica, mantiene. Infatti lei è il supremo garante di un sistema, questo sistema politico, che non fa altro che mantenere lo status quo. Un sistema in cui non vi è spazio per la meritocrazia”.

Per cui, rinnovo la mia richiesta a lei Presidente Napolitano, a lei Letta e a buona parte della classe politica:  “Non parlate più dei giovani. Le chiacchere ci hanno profondamente stancato”.

Spetta a noi lottare e, con la partecipazione fondamentale di tutti i cittadini onesti, giovani e meno giovani, riusciremo a costruire un Paese diverso: un Paese in cui non ci sarà spazio per il malaffare. Lotteremo e finalmente ci riapproprieremo dei diritti che la nostra carta costituzionale ci riconosce e che voi, in vari modi, senza vergogna, ogni giorno calpestate. Primo fra tutti, il diritto al lavoro.

Noi tutti insieme, vi archivieremo; e presto, molto presto, non sarete che un ricordo!

Di Simone Luca Reale


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