CARA di Mineo: “Un ghetto nel Mediterrano”. Interrogazione M5S per conoscere le intenzioni del governo

“Un centro di segregazione per gli extracomunitari e una fonte di potenziali pericoli per la sicurezza dei siciliani”. È l’“istantanea scattata” al CARA di Mineo dal gruppo parlamentare del Movimento Cinque Stelle con un’interrogazione presentata all’Ars, che mira a capire quali siano le iniziative poste in essere dal governo della Regione in Sicilia e nei confronti della Presidenza del consiglio dei ministri per assicurare tutela sia alla popolazione locale, che alle migliaia di extracomunitari lì radunati. L’atto parlamentare, che vede come primo firmatario Francesco Cappello, arriva all’indomani degli incidenti di cui è stato teatro il centro  e che mettono in forse i diritti sia dei siciliani che degli immigrati.

“I primi  – afferma Cappello – hanno il  diritto di vivere serenamente nelle proprie case, gli altri  ad essere liberati dall’ingiusto status di segregati che si concretizza attraverso l’espletamento dell’intero iter burocratico, troppo lento per ottemperare a tutte le richieste di asilo e che può durare fino ad undici mesi”.

Nello specifico l’interrogazione mira  a sapere quali siano le iniziative poste in essere per garantire l’ordine pubblico, l’incolumità dei cittadini residenti a Mineo e nei comuni vicini, nonché delle forze dell’ordine impegnate nel CARA di Mineo e  quali  iniziative  intende porre in essere il governo al fine di restituire alla Sicilia il ruolo di regione patria dell’ospitalità e non della segregazione, ma anche per restituire ai siciliani la serenità e la pace che scelte scellerate dei governi nazionali hanno messo in forse, trasformando la nostra isola nel più grande ghetto del mare Mediterraneo.


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