Manifesti elettorali abusivi: il M5S di Biancavilla (CT) chiede più rigore

La mattina dell’1 Maggio, Biancavilla si è risvegliata coperta da numerosi manifesti elettorali abusivi. E’ con profondo rammarico che constatiamo come atteggiamenti così offensivi nei confronti della cittadinanza e della politica in sé, continuano ad essere perpetrati senza vergogna. Perché chi ha commesso questa azione, dovrebbe come minimo vergognarsi, tanto più che stiamo parlando di un amministratore comunale, l’assessore e vicesindaco Giuseppe Pappalardo.

L’assessore “non politico”, come tiene a precisare, ha deciso di lanciare la sua campagna elettorale nella maniera peggiore, dimostrando come della politica, quella con la P così minuscola da non essere neppure visibile, ha preso tutti i vizi e nessuna virtù. I manifesti sono infatti doppiamente abusivi, sia perché sono stati affissi in luoghi non idonei (muri, lamiere, cestini della spazzatura, stalli pubblicitari), sia perché non rispettano il limite temporale, che permette l’affissione solo a partire dal 30° giorno dalle elezioni (Legge 4 Aprile 1956, n. 212).

Sappiamo che Biancavilla ha moltissimi problemi, e di certo quello dei manifesti abusivi non è il principale. Tuttavia ci preme sottolineare come tali atteggiamenti, oltre a trasgredire la legge, violano dei principi etici che ciascuno dentro di sé dovrebbe coltivare, tanto più se si accinge a voler amministrare una città, facendosi carico della gravosa responsabilità di gestire la vita altrui. Il manifesto abusivo è infatti un oltraggio a tutto questo; è un simbolo negativo che tra le righe ti dice: “a me non importa della legge, io mi metto dove mi pare, non mi importa di sporcare, tanto la città è a nostro uso e consumo, non mi importa se inquino, se consumo carta, se spendo soldi inutili, se ti infastidisco durante la tua serena scampagnata del 1° Maggio. Non mi interessa tutto questo, continuerò a sporcare, a oltraggiare e disprezzare la legge, purché tu mi voti! Tanto, nessuno mi punirà per questo!

manifesti abusivi pappalardo spazzatura

Dietro un gesto apparentemente banale, si nasconde la zavorra culturale che ci portiamo dietro, quella di chi, anche inconsciamente, pensa di non fare nulla di male nell’attaccare un manifesto, senza rendersi conto di avallare ragionamenti illegali e incivili, ma anche la zavorra culturale di chi guarda i manifesti e alza le spalle impotente, perché “è normale” che sia così, perché anche al male ci si abitua, purtroppo.

Ma i tempi cambiano, e le coscienze si risvegliano. Grazie ai social network il MoVimento 5 Stelle Biancavilla ha immediatamente denunciato l’accaduto, riscontrando una vasta eco di indignazione in molti concittadini. L’ass. Pappalardo ha prontamente risposto con un mea culpa di circostanza, dapprima accusando i suoi attacchini e poi, in seguito ad alcune segnalazioni, accusando sé medesimo, reo di aver personalmente contribuito ad affiggere i manifesti incriminati. Infine, ha preso l’impegno di ripulire la città per il giorno successivo, ma come previsto, ha tradito la parola data.

Alla luce di questi avvenimenti, il MoVimento 5 Stelle Biancavilla ha fatto pervenire una lettera al Comune (num. di protocollo 10220), con la quale chiede che le autorità preposte si impegnino a far seriamente rispettare la legge vigente in merito, mediante controlli serrati e costanti, e mediante l’applicazione severa delle sanzioni pecuniarie previste per l’affissione abusiva (da € 103 a € 1.032). Chiede inoltre che si proceda alla pulizia degli spazi deturpati, naturalmente non a spese dei cittadini, onde evitare di raddoppiare la loro indignazione.


2 commenti

  1. mary carbone on

    Salve,io abito a Mascalucia,anke qui stesso problema,faccioni dovunque,santini scaraventati in ogni dove.E non pulisce mai nessuno!!!!!queste cartaccie svolazzano per mesi per le strade.A ki dovrei rivolgermi???

    • Può rivolgersi ai vigili urbani. Tuttavia deve essere in grado di dimostrare il reato. Nel caso specifico di Biancavilla, il manifesto affisso in un luogo non idoneo è un reato palese.
      Purtroppo nel caso dei volantini il discorso è più complesso. La legge 4 aprile 1956, n. 212 dice:
      “Dal trentesimo giorno precedente la data fissata per le elezioni […] è vietato il lancio o il getto di volantini in luogo pubblico o aperto al pubblico e ogni forma di propaganda luminosa mobile.”
      Quindi è illegale il lancio di volantini, non il volantinaggio brevi manu. Se poi la gente cui è stato consegnato il volantino lo getta a terra, la responsabilità ricade su chi sporca.
      E’ importante che ci si riesca di nuovo ad indignare di fronte a comportamenti incivili come questi, comportamenti resi purtroppo “normali” da decenni di malapolitica.

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