Rifiuti:M5S, stop a impianto biometano a Biancavilla

Foti, impianto previsto in area Sin con produzioni denominate Igp e Dop

Di Paola, Governo riferisca in aula all’Ars, non è conforme a piano stralcio

Palmeri, occorre screening impianti

Trizzino, vicenda Biancavilla è emblema sistema che non funziona

Il M5s dice no alla realizzazione del maxi impianto per la produzione di biogas e compost in contrada Rinazze a Biancavilla (Ct). E lo ha ribadito anche oggi durante l’audizione in commissione Ambiente dell’Ars dell’assessore regionale all’Energia e servizi di pubblica utilità Alberto Pierobon e del sindaco di Biancavilla Antonio Bonanno. Nei mesi scorsi, infatti, l’assessorato regionale all’Ambiente ha rilasciato parere positivo con l’ok alla valutazione di impatto ambientale (Via).
Il M5S chiede al Governo “di riferire in aula, perché l’impianto non è conforme al piano stralcio dei rifiuti e al ddl sui rifiuti in discussione all’Ars e va stoppato. E di fatto fa da apripista alla costruzione di un inceneritore in un’area attigua”. Stando al contenuto dello studio di impatto ambientale della ditta proponente, l’impianto, che dovrà smaltire ogni anno 58 mila tonnellate di rifiuti organici, dovrebbe comportare dei vantaggi per il comprensorio, ma entrando nel merito dell’analisi di contesto, non si può non rilevare che l’impianto sorgerà in un’area che dista appena 500 metri dalle sponde del fiume Simeto e dalla rete dei valloni circostanti e di numerosi pozzi d’acqua ad uso civile ed agricolo. Non solo. Biancavilla rientra nei siti classificati come Siti di interesse nazionale (SIN) e per questo sottoposti ad un piano di protezione ambientale particolarmente rigido. Il M5S esprime perplessità sulla già carente rete viaria che difficilmente potrebbe sopportare il transito di 35 autocompattatori da 5 tonnellate al giorno. “Le produzioni agricole della Valle del Simeto come arance, ficodindia, olio cavolo nero e ciliegia – dice la deputata regionale del M5s e vicepresidente della commissione Attività produttive dell’Ars, Angela Foti – sono Dop e IGP e per questo vanno tutelate. I comuni dell’hinterland rientrano nel Piano di sviluppo delle aree interne SNAI (Strategia nazionale aree interne) e siamo preoccupati per l’impatto economico, ambientale e sociale che la costruzione dell’impianto avrebbe sull’intero comprensorio, anche perché fa da apripista al progetto della società Greenex, per la realizzazione di impianto per il trattamento dei rifiuti solidi urbani nelle vicinanze, che in pratica è un inceneritore mascherato”. Le fa eco il deputato regionale del M5S Nuccio DI Paola. “Oltre un mese fa – aggiunge – abbiamo denunciato che la Regione sta rilasciando autorizzazioni di impatto ambientale non conformi al piano stralcio dei rifiuti e al ddl sui Rifiuti. Siamo in pieno farwest. Persino il sindaco di Biancavilla l’ha dichiarato in commissione e ha fatto ricorso al Tar per chiedere l’annullamento del procedimento. Chiediamo al Governo di fare chiarezza e riferire in Aula. E nei giorni scorsi l’assessore Pierobon ha anche inviato una missiva al Governo in cui chiede certificazioni conformi al piano stralcio”. Rincara la dose la vicepresidente della commissione Ambiente dell’Ars Valentina Palmeri, secondo cui “occorre verificare se questi impianti sono previsti dal piano stralcio e nelle more, stoppare la procedura come già stabilito in commissione Ambiente”. Per il deputato regionale del M5S Giampiero Trizzino: “La vicenda dell’impianto di Biancavilla è l’emblema di un sistema che non può funzionare. Com’è possibile utilizzare un maxi impianto come questo in assenza del Piano regionale dei rifiuti? Sembra di vedere un film già visto”. “A gennaio – conclude – la Regione ha autorizzato l’ampliamento della discarica di Grotte San Giorgio e la stessa cosa è avvenuta qualche mese fa ad Enna, dove nella discarica di Cozzo Vuturo è stato dato l’ok a una mega struttura, non conforme al contenuto del Piano dei rifiuti”.


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