Il MoVimento 5 Stelle esprime solidarietà ad Ignazio Cutrò

di Simone Luca Reale

Ci vuole coraggio ad opporsi alla mafia.

Ci vuole coraggio specie in una terra insanguinata come lo è purtroppo, la nostra bella terra siciliana.

Non dobbiamo e non vogliamo essere qui noi oggi ad esaminare la storia di quei tanti eroi che nel corso dei decenni a costo della loro vita hanno deciso di dire basta. Di dire basta alla mafia.

Noi qui oggi vogliamo solo esprimere la nostra solidarietà ad Ignazio Cutrò, testimone di giustizia che ha deciso di non cedere al ricatto della mafia.

Ignazio Cutrò è un imprenditore della provincia di Agrigento. Dopo che la sua impresa edile tra il 1999 e il 2006 è stata oggetto di attentati che ne hanno danneggiato i mezzi,  Ignazio Cutrò ha denunciato e fatto condannare gli estorsori mafiosi.

Oggi apprendiamo attraverso un’intervista, che Cutrò  ha rilasciato ad un emittente locale della provincia di Messina, che l’imprenditore di Bivona da qualche settimana ha scelto di vivere a Brolo (ME).  Ma è con grande amarezza  e rammarico che dalla stessa intervista apprendiamo che Cutrò ha dichiarato  di aver capito di non essere ospite gradito dalla maggioranza dei condomini.

A questo proposito ci tornano in mente le lettere al Giornale di Sicilia scritte dai vicini di casa di Falcone che nell’aprile 1985 lamentavano il fastidio delle sirene e il timore di un attentato che potesse coinvolgerli.

Noi del MoVimento 5 Stelle vogliamo esprimere solidarietà e pieno appoggio ad Ignazio Cutrò.

Noi del MoVimento 5 Stelle teniamo bene in mente che prima che nelle aule dei tribunali la mafia si combatte nella società.

Noi del MoVimento 5 Stelle, senza alcuna vena polemica, chiediamo a tutti gli altri candidati alla presidenza della Regione Sicilia di prendere posizione in merito alla vicenda.  Chiediamo di unirsi a noi ed esprimere solidarietà senza se e senza me ad Ignazio Cutrò.

Noi del Grillo Dei Nebrodi, MoVimento nato  proprio a Brolo, chiediamo apertamente al sindaco Salvo Messina, all’onorevole Giuseppe Laccoto e all’onorevole Nino Germanà di rendere note le loro posizioni in merito alla vicenda.

Non si può lasciare solo chi combatte la mafia.

Tutti noi dobbiamo prendere ad esempio i vari Ignazio Cutrò ed avere un po’ più di coraggio. Dobbiamo avere il coraggio di cambiare questa nostra bella ma maledetta terra siciliana.

Dobbiamo avere il coraggio di celebrare i sacrifici di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ogni giorno della nostra vita e non solo nei giorni dell’anniversario del loro assassinio. Le stesse persone che presenziano agli anniversari delle vittime di mafia, non devono farlo solo in quelle occasioni, la mafia la si combatte tutti i giorni, anche costituendosi “scorta civile” per quelle persone che si sono ribellate a cosa nostra.

Se davvero, noi, che oggi siamo trentenni, quarantenni, cinquantenni o oltre, vogliamo lasciare ai nostri figli e ai nostri nipoti una terra un po’ più giusta. Una terra dalla quale non sei costretto ad emigrare. Una terra che oltre al mare e al sole abbia anche qualcosa in più, dobbiamo avere tutti, un po’ più di coraggio.

Il coraggio di dire basta a tutte le forme di mafia. Il coraggio di dire basta a tutte le forme di clientelismo.

Non possiamo continuare a lamentarci che le cose non funzionano, che “nun si campa chiù”, che “nun s’arriva a fini du misi”, e dopo, quando c’è da prendere posizione in merito a determinate vicende che sono la principale causa dello sfaldamento socio-economico della nostra terra, non troviamo il coraggio di farlo.

Tutti i cittadini devono infatti avere ben presente che c’è un collegamento diretto tra malaffare mafioso e clientelare e crisi economica e sociale.

Per questo abbiamo il dovere di sostenere quegli esempi, come Cutrò, che decidono di opporsi, rischiando la propria vita, alla mafia, avendo bene in mente le parole di Bertolt Brechtr:

“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari. E fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei. E stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare.”

 

 

Il Grillo dei Nebrodi – MoVimento 5 Stelle Sicilia

 

 

 

 


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