IL GRANDE FABBRO STANCO

Durante gli ultimi torridi giorni di Agosto Rosario Crocetta è carico di una stanchezza nuova. E’ stufo, finalmente anche lui come tutti i suoi conterranei. “Le alleanze politiche attengono ai partiti. Mi sono stancato di essere una specie di fabbro, che mette insieme i pezzi del puzzle delle alleanze. La mia candidatura, ricordo, è nata dai movimenti” gridava dall’alto degli scranni europei.

L’uomo sceso da Bruxelles e rientrato nella sua Gela portava dentro di sé il potere della stanchezza. Poco tempo per vedere il cavaliere tornare fabbro e farsi ovattare dalla stanchezza del potere.

Dopo il miracolo siciliano di compattare, sotto un unico stendardo, 2 partiti come PD ed Udc, riuscendo anche a convincere (o forse a convincersi) che “L’Udc è cambiata, non li mollo”, dopo solo qualche giorno dalle dichiarazioni apocalittiche con le quali prometteva di spazzare in toto il sistema di potere che ha distrutto la Sicilia, Rosario Crocetta mette la freccia… E che fa, sorpassa? Neanche per sogno, entra ai box! E spedito.

Il 27 Agosto Crocetta tuonava “onestamente mi sembrava assurdo e incomprensibile che Micciché, dopo aver avuto per tre anni, uno scontro con Berlusconi, potesse perdere la faccia”. Non ci si può affidare a gente che ha distrutto, da buoni compari della Lega Nord, una Regione! E qui il tremendo spettro che aleggia legato all’Udc: vuoi vedere che ci ricasca?

Ed infatti, puntuale come il traffico di viale Regione Siciliana alle 13, arriva l’ultimo acquisto in casa Crocetta, che di nome fa Emanuele Dipasquale e che di lavoro (dal 2006 al 2012) ha fatto il sindaco di Ragusa sotto le bandiere di… Indovinate chi??? Silvio Berlusconi! Lo so, sembra una sceneggiatura degna del genio dell’assurdo Samuel Beckett, ed invece è tutta roba locale.

Quindi, ricapitolando, il fabbro stanco si ritrova da uomo “della strada” qual era (portato a noi dai movimenti quali esattamente non si sa), ad essere il pilota dell’aereo più pazzo del Mondo: PD, UdC ed ex-Pdl… Se non sbaglio ricorda qualcosa dal romano profumo, un profumo lontano, quasi di… Monti. Quello che mi viene da chiedere all’Europarlamentare Crocetta, dal basso dell’umiltà di un Ricercatore precario, è: ma la coerenza tanto sbandierata?

Se per coerenza intendiamo la conformità tra le proprie convinzioni (sono stanco di mettere insieme pezzi per fare alleanze) e l’agire pratico (in meno di un mese costruire un mosaico da far invidia a Sant’Apollinare in Ravenna), direi che non ci siamo proprio.

E se nel piatto mettiamo anche la dichiarazione, raccolta da Repubblica a fine Agosto, secondo la quale “la nostra (sua…) coalizione vede scendere in campo moderati, progressisti e democratici”… Beh il banco sballa! E di brutto!

Ma soffermiamoci su un termine usato tantissimo in politica, soprattutto in periodi elettorali: coalizione. Spesso le parole le lasciamo cadere così, non diamo mai troppo peso ad esse. Ma esse un peso, o meglio un significato lo hanno. E ben preciso.

Una COALIZIONE è una alleanza fra individui o gruppi di individui diversi, che stabiliscono di unire le proprie forze e cooperare per il raggiungimento di un fine condiviso, ciascuno badando al proprio interesse. Tale alleanza può essere temporanea o dipendere da pure convenienze contingenti. Ecco cosa è una coalizione. Non è un gruppo di amici che va a fare una scampagnata. Voi non andavate in vacanza con una coalizione di amici. No, una coalizione è quella roba lì.

Per non parlare del Programma della coalizione; il tanto agognato Programma. Lo chiedono in continuazione, a noi, quasi ironici: “ma perché voi avete un Programma?!”. Beh in realtà il nostro Programma è lì, in RETE da sempre ed ogni giorno si arricchisce di un nuovo spunto portato dal singolo cittadino, lui si, stanco veramente. Saremo folli, ridicoli, utopistici. Ma coerenti anche.

Io avrei paura a chiedere il loro di Programma.

Ve lo immaginate un Programma di PD + UDC + (ex)Pdl?

Immaginate tutta quella gente, quei professionisti della politica che negli ultimi 30 anni (parole di Crocetta stesso) hanno distrutto letteralmente la Sicilia, riuniti tutti insieme per scrivere un Programma.

Ponti sullo Stretto, Elettrodotti, MUOS, cantieri utili mai aperti o dalla consegna biblica, ferrovie lasciate all’abbandono, la Sicilia lasciata “staccarsi” lentamente dal Continente. Infrastrutture inesistenti. Il mare consegnato ad una qual si voglia trivella per un pugno di grana. Le città che perdono 1000 abitanti l’anno.

Riuscite ad immaginarlo? Che bel Programma…

 

Manfredi Giuseppe

MoVimento 5 Stelle Messina


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