Il progetto annunciato dal ministro Martina a Portopalo potrebbe essere un toccasana per le regioni che puntano molto su questo settore. Le deputate palermitane del M5S alla Camera Lupo e Mannino, che hanno avviato una serie di incontri con i pescatori, indicano le esigenze della categoria.
M5S: “In preparazione un piano ministeriale per la pesca? Bene, la Sicilia deve giovarsene. Occhio alle licenze e alle quote tonno. Pronta una nostra risoluzione alla Camera”
“Un vasto piano ministeriale per la pesca in preparazione? Bene, la Sicilia deve giovarsene, per questo si pensi alle vere priorità dei pescatori, alla revisione delle licenze e delle quote tonno”.
Le deputate palermitane del Movimento 5 stelle alla Camera Lupo e Mannino accolgono con soddisfazione l’annuncio del ministro Martina fatto a Portopalo, che potrebbe aprire nuove prospettive per le regioni che puntano particolarmente su questo settore e indicano quelli che dovrebbero essere le pietre miliari del nuovo percorso.
“Abbiamo incontrato – dice Loredana Lupo – diverse associazioni di categoria che unanimamente hanno sottolineato la necessità e l’urgenza di interventi nel settore della pesca. Insieme ai colleghi della commissione Agricoltura della Camera depositeremo a breve una risoluzione in commissione, per impegnare questo governo a muoversi nella stessa direzione delle associazioni. Al governo chiediamo di interfacciarsi con la realtà dei lavoratori che hanno una visione chiara e lucida delle problematiche del settore, temi come la ricognizione delle licenze rilasciate e delle attrezzature connesse e l’avvio di uno studio serio e puntuale sugli impatti dei danni ambientali e delle relative responsabilità che stanno spopolando i nostri mari. In sede internazionale chiediamo l’impegno di porre all’attenzione la revisione dei trattati che ci portano a competere sul mercato con paesi con meno diritti per i lavoratori e controlli di qualità meno stringenti”.
“Si chiarisca una volta per tutte – afferma la Mannino – la differenza tra pesca artigianale, pesca hobbistica/sportiva e pesca
industriale e conseguentemente si differenzi la normativa in funzione dell’effettivo impatto di tutte sull’ecosistema e sul sistema economico. Si aggiornino le quote TAC (tonno e pesce spada) in funzione dell’effettiva presenza delle specie nei nostri mari e si distribuiscano le quote in funzione del territorio e non delle sole licenze. Si portino le quote dell’Italia a livello di quelle della Francia e della Spagna”.
“In chiave europea – continua Claudia Mannino – il ministro si faccia portavoce della sospensione del trattato UE/Marocco sui prodotti agroalimentari a favore di un tavolo tecnico tra tutti i paesi che si affacciano nel Mediterraneo, al fine di rispondere tutti alle stesse normative e vincoli. L’UE avvii un processo di ‘identificazione’ del segmento della pesca artigianale costiera mediterranea, ridefinendola all’interno di parametri che tengano in debito conto sia i valori tecnici (GT) che la valenza sociale ed economica della flotta esistente. Il tutto all’interno del regolamento CE 1967/2000 e smi, e nel nuovo indirizzo UE che mira ad una ‘regionalizzazione del Mediterraneo’ per macroaree (GSA). Si verifichi il coerente impiego dell’attuale Fondo Europeo per la Pesca (FEP Reg. CE 1198/2006) in particolare per il segmento della piccola pesca costiera artigianale, e l’UE si attivi per una concertazione con i Paesi del Mediterraneo, al fine di stabilire misure atte alla difesa degli stocks che debbano essere rispettate da tutti”.
