M5S: “Albo formatori, rispettare la scadenza del 20 aprile. Una proroga non gioverebbe a nessuno”

“Prorogare oltre il 20 aprile la scadenza per l’aggiornamento dell’albo della formazione professionale? Non gioverebbe a nessuno. Sicuramente non ai lavoratori della formazione. Siamo nettamente contrari alla proposta di far slittare i termini, avanzata oggi in commissione dai sindacati presenti e da alcuni colleghi di altri partiti”. 

Lo dichiarano i deputati regionali del Movimento 5 Stelle, appartenenti alla commissione Cultura, formazione e lavoro all’Ars, Giovanni Di Caro, Nuccio Di Paola, Roberta Schillaci e Ketty Damante. 

“Ci sono già quasi 4.000 richieste di aggiornamento pervenute  – ricordano i deputati – e proprio con la definizione dell’albo si potrà attingere a una serie di aiuti e di percorsi per venire incontro a tutti quei formatori che saranno censiti nell’albo ma che non avranno ancora un contratto con i vari enti di formazione. Oggi centinaia di lavoratori del mondo della formazione professionale sono ancora senza un sussidio. Quindi, anziché pensare a diluire i tempi, si rispetti la scadenza del 20 aprile per la chiusura dell’aggiornamento e si proceda dando finalmente certezze agli interessati. Inoltre, laddove occorre e per venire incontro alle esigenze di tutti, si adotti una procedura semplificata per agevolare quei formatori che hanno difficoltà tecnologiche nel completare la pratica. Infine, restando in tema di formazione, chiediamo ancora una volta e a gran voce che il governo regionale provveda a rimpinguare il Fondo di garanzia, per pagare ai formatori gli arretrati dal 2012 al 2015”, concludono i deputati. 


1 commento

  1. Pietro Scuderi on

    Anche oggi in V commissione i sindacati che rappresentano i lavoratori sono stati volutamente esclusi così la spartizione della torta continua con i solito compagni di merenda. Cigd per gli operatori in servizio a discapito dei crediti vantati da anni da ex lavoratori del comparto licenziati ingiustamente e vergognosamente lasciati a casa anche in presenza di una legge che li tutela

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