Privatizzazione aeroporto Catania. Campo M5S: “SAC dimostra che l’aeroporto di Comiso è ostaggio di altri interessi”

La deputata Ars punta il dito contro la privatizzazione e il silenzio della politica: “Mentre privatizzano nessuno pensa allo scalo Pio La Torre, Musumeci compreso. Va tolta la concessione aeroportuale a Soaco”. 
 “È di tutta evidenza che la vendita delle azioni della SAC a privati cancella, in un sol colpo, anni e anni di dichiarazioni pubbliche di Agen, Torrisi e soci, sulla volontà di far crescere l’aeroporto Pio La Torre di Comiso”. A dichiararlo è la deputata del Movimento 5 Stelle, Stefania Campo a proposito del progetto di privatizzazione dell’aeroporto di Catania.
“La verità – spiega Campo – è che l’aeroporto di Catania ha preso possesso di quello di Comiso per tenerlo fermo, inchiodandolo ad una croce, dentro una palude di debiti incredibili, per dimostrare all’eventuale acquirente che non avrà alcuna concorrenza. Al contempo anche la Regione ha tenuto immobile l’intera comunità iblea, con promesse di sviluppo e volontà di creare un sistema aeroportuale integrato che a questo punto nessuno ha, evidentemente, intenzione di realizzare”.
“Sono mesi – continua la deputata – che chiediamo a Musumeci una discussione seria in Assemblea. Un confronto a 360 gradi: sulla cabina di regia a livello regionale, sull’importanza strategica degli aeroporti per noi che siamo un’isola, sulla necessità che le ‘porte di ingresso in Sicilia’ rimanessero in mano pubblica, sulla prospettiva a lungo termine. Ma nulla di ciò è accaduto, anzi, Musumeci e Agen sembrano aver appianato qualsiasi pubblico dissapore. Ora vanno a braccetto. Intanto, lo scippo istituzionale ai danni di noi cittadini siciliani, e in particolare di noi iblei, è stato perfettamente pianificato; chiaramente, a norma di legge, così dicono, mettendo nel sacco i beni più preziosi per poi venderli al mercato delle pulci al miglior offerente. Una sorta di ‘furto politico con scasso’ per il quale ci sentiamo traditi e umiliati”.
“Ritengo necessario, arrivati a questo punto – sottolinea ancora Stefania Campo – che si apra un confronto concreto sulla possibilità di avviare le procedure per togliere la concessione aeroportuale a Soaco, incapace sia di portare in attivo il bilancio della società nel 2020 e quindi per il settimo anno consecutivo, che di mantenere un livello di traffico e di operatività tali almeno da consentire al territorio della Sicilia sud orientale un minimo di crescita delle proprie potenzialità economiche. Cosa dobbiamo aspettare ancora: Che il Pio La Torre venga gestito non più come scalo ma come parcheggio aereo, o come specchietto per le allodole, o come ripiego etneo nei periodi di turbolenza del vulcano? Dimostriamo, invece, che il territorio esige rispetto e che è pronto a fare le barricate per il pieno utilizzo dell’aeroporto degli Iblei. Oggi o mai più” – conclude Camp

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