Impianti pubblici per i rifiuti: finalmente il Governo fa quel che il M5S ha sempre detto

Ieri in Giunta decisa la costruzione di cinque nuovi impianti. I deputati della Commissione Ambiente: “Così si può uscire dall’emergenza e mettere all’angolo affaristi e mafiosi, adesso si metta mano al Piano dei rifiuti”.

“Se si vuole uscire dall’emergenza rifiuti e mettere all’angolo affaristi e mafiosi, bisogna costruire gli impianti pubblici. Lo abbiamo sempre detto con chiarezza e le nostre battaglie hanno fatto breccia: finalmente il governo Musumeci ha deciso, durante la Giunta di ieri, di realizzare cinque nuovi impianti per il trattamento dei rifiuti”.

Lo dichiarano i deputati regionali del Movimento 5 Stelle e componenti della IV commissione Ambiente, Territorio e Mobilità dell’Ars: Stefania Campo, Nuccio Di Paola, Valentina Palmeri (vice presidente) e Giampiero Trizzino.

“Per lungo tempo – ricordano i deputati – abbiamo denunciato l’esistenza di una vera e propria corsa da parte di molte aziende dalla dubbia capacità professionale e con carente capitalizzazione finanziaria, a costruire nuovi impianti per il trattamento di rifiuti in Sicilia. Per lungo tempo abbiamo sollecitato l’attuale Governo a controllare che non ci sia un ‘mercato’ delle autorizzazioni, ponendo l’attenzione  sulla necessità di realizzare gli impianti pubblici, previsti già dal Piano Stralcio approvato per la Gestione dei Rifiuti in Sicilia, così come raccomandato dalla IV commissione, molti dei quali inseriti da anni nel piano di finanziamenti del “Patto per il Sud”.

“Adesso – sollecitano i deputati M5S – occorre mettere mano al piano dei rifiuti, lo si riscriva sulla base delle osservazioni del ministro Costa. Mentre la riforma sarà discussa in Aula a partire da martedi 7, occorre approvare un Piano  regionale dei rifiuti improntato sull’economia circolare, per completare con i fondi europei gli impianti pubblici, fino a raggiungere l’autosufficienza operativa per non ritrovarci mai più in emergenza. Così come dichiarato dallo stesso Ministro Costa, ribadiamo che gli inceneritori, oltre che rappresentare un grave rischio sanitario per i siciliani, sono in rotta di collisione con le nuove direttive europee sull’economia circolare, non prevedono più il recupero energetico come opzione per la gestione dei rifiuti. Ci appelliamo al ministro Costa per compiere un passo ufficiale con il governo della Regione, per smentire ufficialmente gli esuberanti tecnici del ministero, per definire la strategia dei prossimi decenni senza gli inceneritori”.

“Al vaglio del Governo Musumeci – ricorda in particolare Palmeri – c’è anche l’impianto di Calatafimi-Segesta, il cui progetto preliminare è fermo da diversi anni. Proprio dove Arata voleva l’impianto di biometano, che pare nascondesse un inceneritore, sorgerà  in realtà, secondo quello che è emerso in Giunta ieri, un impianto per il compostaggio pubblico”.

“Infine, consentitemi la provocazione – conclude Palmeri – invito il ministro Salvini a mettersi una felpa ‘Calatafimi-Segesta’ e a venire a sostenere l’impianto pubblico di compost e sconfessare quelle che sembrano essere le trame affaristiche ordite sulla pelle dei siciliani. Dica al Paese che la lotta alla mafia, camorra e ‘ndrangheta, oltre ad essere una priorità, è la prima frontiera per rendere più robusta la nostra democrazia. La democrazia di cui noi del Movimento 5 stelle vogliamo essere garanti”.


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