Impianto biometano ad Alcamo. M5S: Perché parte iter senza piano rifiuti?

I portavoce M5S Trizzino, Palmeri e Lombardo: “Impianto impensabile senza un piano dei rifiuti. Sospendere iter autorizzatorio”. Lunedì intanto i deputati M5S chiamano a raccolta i sindaci.  

“Senza un piano dei rifiuti vigente, la conferenza dei servizi al dipartimento regionale per l’ambiente per l’autorizzazione di un impianto a biometano nel territorio di Alcamo è assolutamente anacronistica. Il progetto per la realizzazione di tale impianto non è coerente con il principio di prossimità, è dannoso per la salute dei cittadini e dell’ambiente e pertanto non andrebbe in alcun modo autorizzato”. A dichiararlo è il deputato regionale del Movimento 5 Stelle Giampiero Trizzino che, insieme alla collega di commissione Ambiente all’Ars Valentina Palmeri e al deputato nazionale M5S Antonio Lombardo, esprimono palese dissenso sull’iter regionale per la realizzazione di un impianto di biometano in territorio alcamese. “Nella fase in cui deve essere ancora approvato il piano regionale – spiega Trizzino – tutte le procedure relative a nuovi impianti, soprattutto se non in linea con i diagrammi di flusso dei rifiuti divisi per ambito provinciale, devono essere necessariamente posticipati ad una valutazione successiva. Questo, non solo è un ragionamento coerente con la programmazione, ma è anche quanto hanno affermato sia il consulente del Presidente della Regione, Prof. Angelini, che lo stesso Presidente, durante una seduta d’Aula sulla emergenza rifiuti, avvenuta pochi mesi fa. L’impianto per il quale si chiede la nuova autorizzazione, sfrutta una tecnologia non all’avanguardia che prevede produzione di biogas, di certo non in linea con le prescrizioni della nuovo Pacchetto UE sulla economia circolare. Sebbene il progetto, già bocciato, sia stato ripresentato in una versione ridimensionata, questo risulta estremamente sovradimensionato rispetto al fabbisogno provinciale”. Intanto ad inizio settimana prossima l’M5S Ars chiama a raccolta tutti i sindaci del Trapanese. “I territori e i sindaci – spiega la deputata Valentina Palmeri – non possono essere espropriati del loro ruolo istituzionale, quindi – ribadiamo – la conferenza, ad oggi, senza un piano dei rifiuti vigente, appare non solo anacronistica ma anche un abuso ed una contraddizione rispetto a quanto aveva dichiarato il Presidente Musumeci e rispetto a quelli che sono gli obiettivi della riforma sui rifiuti in via di approvazione e del Piano Rifiuti. La nuova Autorità Provinciale verrà costituita da tutti i sindaci della ex Provincia di Trapani e sarà chiamata a decidere in via definitiva sulla impiantistica da realizzare, ho organizzato un incontro per lunedì 14 gennaio con tutti i sindaci, le autorità e gli enti interessati della ex provincia di Trapani per stimolare un confronto in merito alle scelte da adottare sul piano regionale di gestione dei rifiuti, e perché ci stiamo muovendo in coerenza a questi indirizzi, nel solo interesse del territorio. L’approvazione del piano infatti – sottolinea ancora la deputata – e della legge regionale, sbloccheranno le risorse finanziarie europee che dovranno essere utilizzate per l’impiantistica pubblica, insieme alle risorse nazionali e quelle del Patto per il Sud”. Perplessità anche da Roma, dove il deputato nazionale Antonio Lombardo punta il dito sull’iter autorizzativo regionale. “Perché la Regione – dice Lombardo – non sospende l’iter autorizzativo di questi impianti, nelle more dell’approvazione definitiva del piano regionale rifiuti? Sarebbe logico ragionare sugli impianti alla luce delle nuove norme e di concerto con i sindaci dei territori interessati. I sindaci hanno sicuramente l’interesse a fare costruire impianti pubblici e non certo favorire impianti privati con un possibile aumento dei costi a carico della collettività”- conclude il deputato.


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