Sbarca all’Ars ddl governativo quasi fofotocopia di quello del M5S già in Bilancio. Cancelleri: “Ennesima prodezza dell’esecutivo del nulla”

È quello sui parchi archeologici approvato dalla commissione Cultura due mesi fa. Le proteste dei deputati 5 stelle hanno costretto l’assessore a stoppare il testo.

“Il governo del nulla non si smentisce mai, pur di mettere il cappello su qualcosa e non riconoscere le buone idee delle altre forze politiche è capace di tutto, perfino di presentare un disegno di legge quasi fotocopia di quello nostro, già approvato da due mesi in commissione Cultura, emendato dallo stesso governo, ed ora fermo in Bilancio”.

Commenta in questo modo il deputato 5stelle e vicepresidente dell’Ars,  Giancarlo Cancelleri, quanto accaduto oggi in commissione Cultura di palazzo dei Normanni, dove l’assessore Tusa ha presentato un ddl sui parchi archeologici, nonostante la stessa commissione ne avesse approvato uno sulla stessa tematica.

“Siamo alla follia – afferma Cancelleri  –  non si può dire che siano fotocopia perché è stata cambiata la forma e anche la lunghezza, ma la sostanza è certamente la stessa: la gestione dei parchi archeologici. Nella sterminata prateria delle norme che mancano per dare risposte alla Sicilia in ginocchio, la giunta Musumeci  concentra le sue attenzione nel fare un duplicato di qualcosa di esistente e che i deputati della maggioranza avevano pure emendato. Forse è meglio quando Musumeci e suoi deputati si concentrano su tematiche assolutamente ridicole come la legge sulle aiuole, attualmente in discussione in aula mentre la Sicilia affonda e, purtroppo, non solo metaforicamente”.

“Non vorrei – aggiunge Cancelleri – che sia proprio il presidente Musumeci a imporre ai suoi di fare questi duplicati, lo penso perché riconosco all’assessore Tusa la capacità di comprendere atti di buon senso e di saperli sostenere e più volte lo ha fatto”

Il disegno di legge governativo dovrebbe essere comunque arrivato al capolinea dopo le rimostranze dei deputati 5 stelle della quinta commissione (Di Caro, Di Paola, Schillaci e Trizzino).

“Così ci è stato assicurato – afferma Di Caro – noi comunque saremo irremovibili. Il loro intento era evidentemente fare diventare testo base il loro ddl in cui assorbire il nostro”.


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