Sversamento liquami Aci Trezza. Gruppo M5S Ars: “Una indecenza, chi ha sbagliato paghi”

“Il divieto di balneazione di Aci Trezza a causa dello sversamento di liquami fognari direttamente al mare, è la cartina al tornasole di una regione che, anche per il menefreghismo dei comuni, sulla depurazione delle acque reflue, ha un impiantistica da medio evo e per la quale paga ingenti sanzioni all’Unione Europea. Chiediamo l’intervento concreto del commissario all’emergenza depurazione Enrico Rolle, che dovrebbe avere nei cassetti, anche il progetto quel depuratore”. A dichiararlo sono i deputati regionali M5S del Catanese, Angela Foti, José Marano, Gianina Ciancio e Francesco Cappello, insieme al collega componente della commissione Ambiente Giampiero Trizzino, a proposito dell’ordinanza del sindaco di Acicastello che ha vietato la balneazione del tratto di mare che va dal lungomare Scardamiano ai faraglioni dei Ciclopi.

“Chi ha perpetrato questo ennesimo danno – spiegano i deputati – di tipo economico, ambientale e di immagine, deve pagare. Chiaramente ne risponderà politicamente il presidente della Regione cui presenteremo una interrogazione, ma le amministrazioni locali e i loro tecnici, hanno la loro oggettiva responsabilità. E’ assurdo che non ci sia un impianto di depurazione in un comune, quale quello di Aci Trezza, che nel periodo estivo vede aumentare esponenzialmente gli abitanti. La diffusa mancanza di impianti di depurazione nei nostri comuni, – spiegano ancora i deputati – non giustifica questo ennesimo accadimento, che rimane di una gravità assoluta, specie in un periodo dell’anno in cui la Sicilia dovrebbe esprimere il meglio di sé con i suoi visitatori e invece – concludono – offre questi spettacoli indecenti, peraltro in un’area marina protetta”.

Sulla vicenda, interviene anche il consigliere comunale M5S di Acicastello Antonio Bonaccorso: “Credo che sia arrivato il momento – dice Bonaccorso – che la giunta guidata dal Sindaco Drago, si assuma le dovute responsabilità. Ancora una volta i castellesi e i turisti, non possono godere del loro mare. Ci troviamo vicino all’area marina protetta isole ciclopi e situazioni come queste sono inammissibili” conclude il consigliere.


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