Vertenza consorzio bonifica Ragusa. Proposta M5S. Dalla Regione subito 5 milioni per i lavoratori

La deputata regionale Stefania Campo: “Musumeci, recuperi disattenzione per i lavoratori, ‘dimenticati’ in finanziaria e ponga rimedio nel ‘collegato’. Noi disponibili ad appoggiare qualsiasi proposta, ma i soldi siano vincolati per il pagamento delle spettanze e siano ripartite in maniera uniforme”.   

“Musumeci, recuperi disattenzione per i lavoratori, ‘dimenticati’ in finanziaria e ponga rimedio nel ‘collegato’. Noi disponibili ad appoggiare qualsiasi proposta, ma i soldi siano vincolati per il pagamento delle spettanze e siano ripartite in maniera uniforme. Non devono esserci le disparità del passato. I lavoratori vanno pagati tutti. Il mio gruppo parlamentare ha presentato un emendamento che vincola delle somme congrue nella legge di stabilità regionale 2018, che servano direttamente al pagamento degli stipendi dei lavoratori del consorzio”. A dichiararlo è la parlamentare regionale del Movimento 5 Stelle Stefania Campo, che torna ad intervenire sulla vicenda dei lavoratori del consorzio di bonifica di Ragusa. “Il governo regionale – spiega Campo – ha sprecato un’occasione non prevedendo già in finanziaria una quota per il pagamento delle spettanze arretrate dei lavoratori. Ora, proviamo noi a riproporre nel ‘collegato’ una cifra, di cui abbiamo trovato copertura finanziaria, che serva esclusivamente per dare agio a lavoratori che stanno vivendo un dramma ed a cui va la nostra più totale solidarietà. Oggi – spiega ancora la deputata M5S – abbiamo ricevuto i rappresentanti delle loro sigle sindacali per ascoltare i reali bisogni dei lavoratori e abbiamo spiegato loro come intendiamo muoverci.  Siamo disponibili infatti a sub-emendare proposte anche di altri partiti in aula, che vanno nella direzione dei lavoratori. La condizione che pone il mio gruppo è quella che tali somme, servano esclusivamente per i dipendenti. Ci auguriamo – conclude Campo – che nessuno si tiri indietro, altrimenti, siamo pronti a fare le barricate, anche mediatiche, per rendere pubblici i nomi dei deputati che voteranno in maniera contraria”.

 


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