M5S, presentato emendamento in bilancio per aziende danneggiate da cantieri a Palermo

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Trizzino e Schillaci, imprese muoiono e Procura accende riflettori su tempistiche

Per sostenere le aziende penalizzate dai cantieri ‘infiniti’ a Palermo, il M5s all’Ars, in un emendamento al Bilancio presentato dal deputato regionale Giampiero Trizzino, chiede lo stanziamento da parte della Regione siciliana di risorse per le imprese del capoluogo siciliano, strette in una morsa ‘letale’, tra crisi economica ed ‘eterne’ incompiute. “Il testo dell’emendamento che ho presentato – dice Trizzino – prevede lo stanziamento di 2 milioni di euro per le aziende, che oltre alle difficoltà dovute negli scorsi anni alla crisi economica, hanno subito un altro duro colpo e sono state costrette a chiudere, come in via Amari e viale Lazio”. “Sui ritardi nella consegna delle opere – aggiunge la deputata regionale del M5S Roberta Schillaci – apprendiamo che anche la Procura di Palermo vuole vederci chiaro e ha deciso di aprire un fascicolo per accertare eventuali responsabilità nelle tempistiche previste per il completamento delle opere”. “L’apertura dell’inchiesta – aggiunge la parlamentare – è un fatto importante. A Palermo i cantieri ‘vergogna’ hanno messo in ginocchio i residenti, che oltre ai disagi hanno visto crollare il valore degli immobili, e i commercianti in via Amari e viale Lazio, costretti in molti casi alla chiusura di attività pluridecennali. Occorrono monitoraggi adeguati sulla gestione degli appalti e sui pesanti ritardi nella tabella di marcia dei lavori, che hanno comportato inevitabili disagi a tutta la cittadinanza”. “Opere che avrebbero dovuto essere ultimate oltre un anno fa, come nel caso del passante ferroviario, non sono ancora state completate – prosegue -. Suona quasi come una beffa nell’anno di Manifesta e Palermo Capitale della Cultura, che dovrebbe rappresentare una boccata di ossigeno per l’economia della città”. Poi Schillaci aggiunge: “Continuiamo a chiedere maggiore trasparenza e auspichiamo che il Comune si impegni ad applicare l’articolo 6 della legge nazionale 5 del 2014, che prevede l’obbligo da parte delle amministrazioni locali di destinare almeno il 2 per cento dei trasferimenti regionali a forme di democrazia partecipata con l’utilizzo di strumenti, che coinvolgono la cittadinanza nelle scelte di azioni di interesse comune”.


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