Estorsioni Scordia. Appello M5S: Sindaco sia parte civile

Il deputato regionale Francesco Cappello e la Consigliera Maria Contarino: “Solidarietà agli imprenditori e alla parte sana della città. Inaccettabile il silenzio del sindaco Barchitta”.

Palermo 19 gennaio 2018 – “Il movimento 5 stelle all’Ars si schiera fianco degli imprenditori che hanno subito estorsioni da parte dei malavitosi e come istituzione farà la propria parte, non lasciandoli da soli. La strada da seguire non è quella del silenzio ma della solidarietà. Stigmatizziamo il silenzio dell’amministrazione di Scordia che non prende ancora posizione sul grave problema estorsioni e criminalità organizzata palesatosi anche con la recente operazione Chaos 2”. A dichiararlo è il deputato regionale del Movimento 5 Stelle Francesco Cappello che chiede un intervento rapido e netto a favore della comunità sana cittadina da parte del primo cittadino di Scordia.

“Ad oltre una settimana dal Consiglio Comunale in cui la Consigliera Maria Contarino del M5S Scordia – spiega Cappello – ha chiesto al Sindaco Franco Barchitta, assente nella stessa seduta, la posizione in relazione agli ultimi gravi eventi relativi agli arresti di esponenti delle cosche che controllano il territorio, prendiamo atto che il Sindaco non ha ancora risposto e preso una posizione chiara”.

“Il M5S Scordia – aggiunge la consigliera Maria Contarino – constata, dalle accuse mosse, che l’economia del territorio è ancora sotto scacco della malavita e di fronte alle gravissime accuse rivolte a membri della comunità scordiense la posizione ufficiale del primo cittadino continua ad essere inspiegabilmente il silenzio. Un sindaco deve essere portavoce della comunità anteponendo i principi di Legalità, Sicurezza e Giustizia”.

“Il comportamento di Barchitta è inaccetabile – sottolineano Cappello e Contarino – perché anche in questa occasione dimostra di rappresentare se stesso anziché la comunità. Ci aspettiamo atti concreti come l’eventuale costituzione di parte civile nel processo che si instaurerà ai danni degli indagati” concludono.


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