M5S: “Artigianato in Sicilia, dal 2012 persi 200 milioni di euro, perché trattenuti dallo Stato”

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La denuncia delle parlamentari Angela Foti e Azzurra Cancelleri. L’amministrazione centrale da 5 anni trattiene 38 milioni di euro l’anno che sarebbero dovuti arrivare nell’isola. La notizia venuta fuori nel corso di audizioni in commissione attività produttive all’ARS e alla Camera ”

“Dal 2012 lo Stato tiene in ostaggio 38 milioni di euro annui, destinati alla Sicilia e ai suoi 80 mila artigiani che con quei soldi avrebbero potuto investire e salvarsi dalla crisi”.
La scandalosa notizia è emersa durante una delle ultime audizioni in commissione Attività produttive all’Ars e alla Camera. A denunciare il fatto è il Movimento 5 Stelle, che con la deputata Angela Foti, dopo le opportune verifiche, sentiti gli uffici regionali e la Confederazione Nazionale degli Artigiani, ha chiesto l’intervento dei colleghi al parlamento nazionale. E la conferma è giunta anche dalla deputata alla Camera Azzurra Cancelleri, che ha spiegato come “le quote da assegnare alla Sicilia vengono imputate al bilancio dello Stato” e riguardano “l’abbattimento degli interessi del credito per scorte, investimenti e contributi a fondo perduto per sostenere lo sviluppo delle imprese artigiane, consorzi e società consortili costituite, anche in forma di cooperativa”.

“Lo Stato li trattiene – spiega la parlamentare – da 5 anni, cioè da quando è scaduta la convenzione con ‘Artigiancassa spa’, che in Sicilia si occupa di gestire le risorse messe a disposizione dalla legge n. 949/52 che regola l’accesso al credito alle Regioni, in quanto regione autonoma. Ma ad oggi nessun iter per il trasferimento dei fondi esiste. La gestione delle azioni economiche quali incentivi alle imprese artigiane in Sicilia – continua la Cancelleri – è esercitata dallo Stato, in considerazione del fatto che la nostra è una Regione autonoma che non ha adeguato il proprio statuto. Così accade che le Regioni a statuto ordinario ricevono fondi di uguale importo ogni tre mesi e la quota calcolata per gli incentivi nella Regione Siciliana invece viene riassegnata alle amministrazioni centrali in attesa delle norme di attuazione previste dallo Statuto siciliano che non sono mai arrivate”.

“Le mancate erogazioni – aggiunge la deputata – valgono circa 200 milioni, cifra che negli ultimi sei anni in Sicilia, terra piegata dalla morsa della crisi, avrebbe potuto contribuire a rilanciare il settore secondario. Per questo ho chiesto spiegazioni al governo ed al ministro all’Economia Padoan, che ho interrogato in aula perché si adoperino per accelerare l’iter e riavviare l’attribuzione delle risorse ferme da ormai troppi anni”.

” Non escludiamo – afferma Angela Foti – di chiedere accertamenti nelle sedi opportune perché siano chiarite eventuali responsabilità di danno erariale ad opera di governatori e assessori che a partire dal governo Lombardo hanno lasciato irrisolta la questione. Questo in una regione in cui agli artigiani viene spesso negato l’accesso al credito e in cui le risorse europee quando vengono spese rimangono appannaggio di pochi.”


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2 commenti

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  2. quello che manca in Sicilia è la possibilità per i giovani di poter accedere al credito per le nuove iniziative imprenditoriali…chiedono ancora oggi un sacco di garanzie .
    Altra cosa importante l’accessibilità ai bandi Europei sono difficilissimi da poter fare senza l’aiuto di un consulente o tecnico che abbia già un bagaglio di esperienza nella presentazione dei bandi.
    Ma per far ciò vogliono tutti i consulenti/tecnici un acconto sul lavoro da effettuare e qui casca l’asino!! Non tutti hanno questa somma da dare in anticipo al consulente!! Proporrei un pool di tecnici che possano dare una mano gratuitamente per la valutazione dell’eventuale progetto imprenditoriale e se fattibile stilarlo, d’altronde in tutti i bandi è prevista una percentuale per la progettazione è solo questione di attendere!!! Scommettere con l’imprenditore/artigiano!!

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