Ragusa. “L’organo del Duomo di Ibla cade a pezzi”, l’allarme del M5S

 La deputata Ferreri: “Perso il finanziamento di 120 mila euro per il restauro, vergognoso il balletto di carte tra la segreteria generale della Presidenza della Regione e la soprintendenza dei Beni culturali di Ragusa”.

“Mentre a Palermo ci si perde in chiacchiere, l’organo del Duomo di San Giorgio di Ragusa Ibla cade a pezzi”. Così la parlamentare iblea del M5S all’Ars Vanessa Ferreri lancia l’allarme e interviene sulla mancata concessione di un finanziamento di 120 mila euro per il restauro dell’organum maximum del Duomo di Ragusa Ibla, deliberato nel 2012 dalla segreteria generale della Presidenza della Regione.

“Da più di 4 anni assistiamo ad un vergognoso balletto di carte tra la segreteria generale della Presidenza della Regione e la soprintendenza dei Beni culturali di Ragusa, – spiega la deputata del M5S – e intanto l’organo a canne, realizzato dalla ditta Serassi nel 1881, il più grande ed imponente nel suo genere, marcisce e continua a sgretolarsi, e solo grazie all’intervento del parroco, della Curia e di pochi cittadini che hanno a cuore l’immenso valore storico e artistico dell’opera, lo si preserva dal crollo definitivo”.

“L’ultimo progetto rimodulato per il restauro dell’organo presentato della Soprintendenza di Ragusa, e redatto da uno dei massimi esperti del settore, è adesso al vaglio di una fantomatica commissione nominata nel 2013, di cui non si conoscono né i tempi e le modalità di convocazione, né gli atti prodotti. L’unica cosa certa è che non vi fa parte nessuno degli esperti in restauro di strumenti musicali storici presenti nella “long list” ufficiale dell’assessorato regionale ai Beni culturali”, continua Vanessa Ferreri, che nelle scorse settimane ha sentito sia il Servizio 3° della segreteria generale della Presidenza, sia l’incarico del parroco del Duomo di San Giorgio alla cura dell’organo, oltre che aver constatato di presenza le precarie condizioni dell’opera.

Desta inoltre incredulità come, in questo assurdo impantanamento burocratico delle somme destinate al restauro dell’organo, non sia mai stato sentito l’assessorato ai Beni culturali, l’unico ente competente a reputare se i lavori di ripristino fossero qualificabili di estrema urgenza, come ritiene la Soprintendenza di Ragusa e la Curia, o di lavoro “in economia”, come ritiene il Servizio 3°. Anche per questo motivo è stata presentata dalla deputata iblea un’interrogazione urgente al presidente della Regione e all’assessore ai Beni culturali, per capire se il finanziamento è ancora disponibile e i motivi di questo assurdo e continuo rimpallo di responsabilità.

“Solo in Sicilia può accadere che la prepotenza e la saccenteria di qualche dirigente prevalga sulla tutela di uno strumento di prima grandezza, l’organo più grande e completo costruito dai Serassi nel corso della loro pluricentenaria attività, ammirato dal mondo intero, il cui degrado avanza inesorabilmente tra la incredulità e la costernazione del mondo scientifico, culturale e musicale internazionale nonché quello, naturalmente, dei ragusani tutti”, conclude Vanessa Ferreri.


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