Impianto biometano nelle campagne del nisseno. M5S: “Impensabile tra i vigneti”

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Mozione del consigliere comunale Giovanni Magrì. “Quell’impianto è assolutamente invasivo e inquinante, il Sindaco ritiri in autotutela i pareri del Comune”. Cancelleri intanto invita gli altri sindaci del comprensorio a farsi sentire.

 
Palermo 15 aprile 2017 – “E’ assurdo che la città non sia stata informata dei fatti gravi che stanno accadendo – dichiara Giovanni Magrì consigliere M5S di Caltanissetta – l’impianto di biometano va bloccato e il consiglio comunale, tagliato fuori dal Sindaco, deve prendersi la responsabilità e dire STOP all’impianto e Sì al ritiro in autotutela dei pareri espressi dal Comune di Caltanissetta. Non possiamo consentire la realizzazione dell’impianto di produzione di biometano tra le campagne di Contrada Grottarossa, perché è un impianto assolutamente invasivo e, a nostro avviso, altamente inquinante che danneggerebbe un’area a forte vocazione agricola che ospita parecchie eccellenze della produzione della nostra zona”.

Con la mozione si impegna il Sindaco di Caltanissetta a ritirare in autotutela i pareri tecnici rilasciati nelle more di approfondimenti sulle ricadute che l’impianto avrebbe in quella zona. Le prime perplessità furono sollevate dagli imprenditori agricoli di contrada Grottarossa sulla paventata realizzazione di un impianto per la produzione di biometano e fertilizzante compostato, proprio in un’area a forte vocazione agricola e vitivinicola. L’impianto prevede la lavorazione di scarti animali, letame, liquami bovini e suini, sangue e i fanghi residui dalla lavorazione degli animali, oltre alla frazione organica dei rifiuti solidi urbani.

“Questo è un mix esplosivo di ingredienti – dichiara Giancarlo Cancelleri deputato M5S all’Ars – che potrebbe produrre un compost dal pH fortemente acido, se così fosse e noi ne siamo convinti, questo avvelenerebbe i terreni in quella zona.”

“Si tratta – aggiunge ancora Magrì – di un impianto costituito da diversi manufatti in cemento armato, alcuni alti anche più di quindici metri, per una superficie complessiva di circa 50.000 mq., che presenta caratteristiche costruttive fortemente invasive e in quella zona si sta invece sviluppando un turismo d’eccellenza che, un impianto del genere, andrebbe sicuramente a rovinare. In ragione dell’alto livello di acidità del fertilizzante ricavato, l’utilizzo e lo smaltimento dello stesso potrebbe inoltre avere effetti nocivi sui terreni, sulle falde acquifere e sulle coltivazioni limitrofe”.

Nel frattempo, a livello regionale il deputato Giancarlo Cancelleri lancia un appello ai sindaci del comprensorio: “Il grido di allarme delle imprese della zona di Grottarossa deve destare grande preoccupazione, mettere in ginocchio oltre cento aziende per fare posto ad un poco sostenibile impianto di bio-metano, nuova frontiera della speculazione energetica, è l’azione più sciocca che si può fare. Invito i Sindaci di Delia, Canicattì e Serradifalco a farsi sentire presso il sindaco di Caltanissetta, alla fine questo impianto – conclude Cancelleri – danneggerà anche aziende nei loro territori.”

Inquinamento impianto biometano nell’Anconetano

 


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