Riforma dei rifiuti. M5S: Il Governo Crocetta vuole l’incenerimento

I deputati regionali Foti, Ciancio e Trizzino: “Bocciato l’unico emendamento M5S che disponeva il divieto di incenerire rifiuti indifferenziati. Per il PD l’economia circolare è solo «filosofia»”

Palermo 1 marzo 2017 – Il Governo Crocetta ha gettato la maschera, vuole incenerire i rifiuti, né più né meno, andando palesemente contro il nuovo orientamento europeo sull’economia circolare”. A dichiararlo sono i deputati regionali del Movimento 5 Stelle Giampiero Trizzino, Gianina Ciancio e Angela Foti dopo il voto finale della Commissione ambiente del Parlamento regionale, presieduta dall’On. Maggio (PD), che ha espresso il voto finale alla «riforma sui rifiuti».
“Un disegno di legge che si propone solo a parole – spiegano Trizzino, Ciancio e Foti – di recepire la disciplina dell’economia circolare, la nuova frontiera in materia di tutela dell’ambiente imposta dall’Unione europea. Leggendo la riforma, a parte due righe scarne, inserite per il rotto della cuffia, nelle quali si cita poco e male il significato di economia circolare, in tutto il resto del testo non v’è traccia di una disciplina di dettaglio che ne dia reale applicazione. Il colmo è stato raggiunto questa mattina – raccontano i deputati M5S – durante la discussione finale, quando è stato bocciato l’unico emendamento del M5S che si proponeva di introdurre disposizioni specifiche come il divieto di smaltimento o incenerimento dei rifiuti riusabili, riciclabili; norme che, in realtà, già esistono in altre regioni e che hanno permesso il superamento l’emergenza. Ebbene, alla presentazione del nostro emendamento, i deputati della maggioranza (PD, NCD), pur di osteggiarlo, sono arrivati a sostenere che l’economia circolare è «filosofia» e che la nostra proposta violava il «diritto di impresa»”.
Il Governo conferma ancora una volta la volontà di lasciare aperta la porta agli inceneritori, dimostrando la propria incapacità di gestire un sistema complesso come quello dei rifiuti.
“In definitiva – concludono i tre portavoce M5S – la riforma approvata oggi non introduce nulla di nuovo rispetto al passato, ma lascia la Sicilia in una condizione emergenziale che sono una reale pianificazione del territorio potrà far superare”.


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