Museo di Messina pronto ma ancora chiuso, Zafarana (M5S): “A che gioco stiamo giocando?”

La deputata Cinquestelle all’Ars chiede uno stop ai rinvii e una data definitiva di apertura.

“A dicembre scorso è stato annunciata, in pompa magna, la prossima apertura del nuovo Museo di Messina. Come al solito, però, alle parole non sono seguiti i fatti, e la data di apertura, per un motivo o per un altro, continua a slittare di mese in mese, senza una valida motivazione ”. Così interviene Valentina Zafarana, deputata messinese del M5S all’ARS.

“Stranamente – spiega Zafarana – non esiste nessuna dichiarazione ufficiale nella quale venga esplicitata una data definitiva di apertura del Museo. Tante promesse, e tante notizie “ufficiose” che parlavano di maggio. Solo dalla stampa, però, apprendiamo che la data sembra essere stata slittata, ancora una volta, per cavilli burocratici”.

“Sulla base di queste notizie – continua la deputata – e delle segnalazione del comitato Apriti Museo, ci siamo attivati per capire i motivi di quest’ulteriore ritardo, apprendendo che i lavori sono stati ultimati e che all’errore tecnico-contabile era stato posto rimedio già a metà marzo. Quali sono adesso i motivi che portano a prevedere l’apertura per il 17 Giugno (sempre secondo notizie di stampa)? Perché tardare ancora nel restituire ai messinesi e ai siciliani la fruizione di un patrimonio culturale ‘blindato’ ormai da più di trent’anni? A che gioco stiamo giocando?” – chiede la deputata.

“Un atteggiamento grave sotto tutti i punti di vista, – conclude Zafarana – non ultimo quello relativo alla prolungata parziale fruizione per la stagione turistica che si avvicina, che continua a creare un danno immenso all’immagine della nostra Regione  e che procura mancati introiti nel periodo che richiama più turisti nella città dello Stretto”. La parlamentare 5Stelle chiede adesso all’assessore Vermiglio di comunicare ufficialmente la data definitiva di apertura del Museo, assolutamente prima dell’inizio della stagione estiva, e che non si assista più a questo vergognoso balletto di continui rinvii”.


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