“Fuggire davanti ai problemi è il marchio di fabbrica del governo PD-Crocetta. Miccichè non è degno di rappresentare i siciliani, si dimetta subito”

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Il M5S all’Ars chiede all’assessore alla Famiglia, Politiche sociali e Lavoro di rimettere immediatamente il mandato dopo la sua vile fuga dall’assessorato per non incontrare due disabili cui aveva da tempo promesso assistenza.

Fuggire davanti ai problemi e alle responsabilità è sempre stato il marchio di fabbrica del governo PD-Crocetta, farlo davanti a persone disabili, dopo averle lasciate in attesa per otto ore e averle illuse per svariati mesi è un peccato che grida vendetta al cospetto di Dio. Micciché non è degno di rappresentare i siciliani, se ne deve andare senza se e senza e senza ma. E questa volta senza far attendere nessuno un solo minuto”.

Il M5S all’Ars chiede le dimissioni immediate dell’assessore alla Famiglia, politiche sociali e Lavoro Gianluca Miccichè, dopo il “vergognoso e inqualificabile spettacolo” arrivato nelle case di tutti gli italiani grazie alle telecamere delle Iene, che hanno documentato la vana e interminabile attesa di due gravi disabili in carrozzina, in visita all’assessorato retto da lui in cerca di risposte agli impegni assunti e non mantenuti dallo stesso Micciché di assicurare loro un servizio di assistenza.

Tra l’altro – continuano i deputati 5stelle – Miccichè è pure recidivo, visto che lo scorso mese ha lasciato in asso un altro disabile dopo averlo convocato. Se a ciò aggiungiamo i disastri inanellati durante il suo mandato e le macerie fumanti disseminate nel mondo delle politiche del lavoro, le dimissioni non possono che essere il degno epilogo di un indegno mandato”.

Sul tema disabili il M5S all’Ars ha elaborato, assieme alle associazioni, una proposta, di legge (ferma dal 2014 in commissione Salute) che mira a evitare i continui black-out assistenziali oggi registrati. Il ddl, a firma di Giancarlo Cancelleri, mira a garantire al disabile, attraverso la figura del caregiver, un’assistenza personale autogestita che gli permetta di vivere a casa propria, consentendo ai suoi familiari di essere liberi da obblighi assistenziali che spesso ne compromettono la vita lavorativa. La copertura potrebbe arrivare dal taglio dei vitalizi e degli stipendi dei parlamentari.


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