Ex Asi Dittaino, verso una transazione ma emergono nuovi lati oscuri. Prossimo incontro a ottobre e una commissione speciale in Attività produttive, parola dell’assessore Lo Bello. Il M5S: “Vigileremo su tutto”

Sul caso ‘famiglie espropriate’, si è tenuta in settimana l’audizione in III commissione voluta dal M5S: “È una vicenda che ha dell’assurdo, il primo esproprio 40 anni fa ma molti proprietari attendono da decenni che vengano pagate le indennità di esproprio”.

Si è svolta in commissione Attività produttive all’Ars l’attesa audizione, richiesta dai deputati all’Ars del Movimento 5 Stelle, dei rappresentanti delle trenta famiglie di proprietari di terreni di Dittaino, espropriati dalla Regione negli anni Settanta e Ottanta per la realizzazione dell’Area di Sviluppo Industriale, cui la Regione non ha mai pagato le indennità di esproprio, nonostante i tribunali si siano già pronunciati in via definitiva dando loro ragione. Il debito ammonta a quattro milioni e mezzo di euro.

Erano presenti l’assessore Lo Bello, il commissario ad acta dell’Irsap di Enna Maria Grazia Bandara e il vice direttore generale ing. Carmelo Viavattene. Accanto a una delegazione dei proprietari, le deputate del Movimento 5 Stelle Angela Foti, Vanessa Ferreri e Valentina Palmeri. Sorprende, invece, l’assenza massiccia dei deputati dell’Ennese, e in particolare quella dell’onorevole del Pd Mario Alloro, ex direttore generale del Consorzio Asi, ente da cui dal 2012 è in aspettativa, e che tanto dovrebbe sapere e avrebbe potuto raccontare.

Emerge da subito la volontà congiunta tra le parti di addivenire ad una transazione. Proprio l’assessore Lo Bello rimanda la seduta a ottobre, direttamente in assessorato Attività produttive, quando avrà avuto il tempo di studiare la disastrosa situazione debitoria dell’ex Asi in questione, ma anche di tutte le altre ex Aree di Sviluppo Industriale. Una gestione folle che pagheranno i siciliani a colpi di mutuo, e di cui dovremo ringraziare gli illustri amministratori . E si scopre che di debiti, le ex Asi, ne hanno accumulati parecchi, prima di trasformarsi in Irsap e regalare un’ulteriore beffa ai creditori: la legge regionale ha previsto che i debiti restino all’Asi e non transitino al nuovo Istituto. Una ‘bed company insomma’ che di fatto non ha la capacità di liquidare i crediti e che mantiene il carrozzone.

Secondo lo stesso assessore regionale Lo Bello, per l’ex Asi di Messina si conterebbero addirittura debiti per 36 milioni di euro, e non si tira indietro nel definire la situazione debitoria complessiva come “un’intera manovra”. Insomma, fatti i conti e avendo consultato l’assessorato al Bilancio, tutti i creditori delle ex Aree dovrebbero essere convocati direttamente in assessorato così da procedere ad una transazione.

Ciò che pare evidente – affermano i deputati del Movimento 5 Stelle – è che le sole liquidazioni dei beni di proprietà delle ex Asi non basteranno a coprire nemmeno la metà dei debiti. Nel caso di Enna, da una liquidazione complessiva si potrebbe ricavare un milione di euro circa, a fronte di quasi 5 milioni di euro di debiti, cumulati solo nei confronti degli ex proprietari dei terreni espropriati. Una voragine”. I dubbi, comunque, sono molteplici. Il portavoce delle famiglie, nel corso dell’audizione, si è chiesto: “Dove sono i soldi derivati dalle vendite e liquidazioni poste in essere già negli anni passati?”. Per fare luce su questa ulteriore vicenda, l’assessore Lo Bello e la stessa commissione Attività produttive all’Ars assicurano di istituire delle commissioni speciali, che indagheranno su tutto il flusso di denaro. Il Movimento 5 Stelle promette riflettori accesi sulla vicenda: “Vigileremo su tutto”.

Gli espropriati, adesso, non chiedono altro che giustizia: “Le nostre famiglie sono state spogliate delle proprie terre, 3 milioni 200 mila metri quadrati di terreni a metà tra Enna e Assoro. È una vicenda incredibile che ha devastato le nostre famiglie economicamente e moralmente. Ci auguriamo che nessuno di voi, un domani, possa dire di non sapere ciò che accade sulla nostra testa da 40 anni”.


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