Il caso Gemelli- Guidi scuote Confindustria, M5S all’Ars: “L’imprenditoria siciliana pretenda pulizia”.

Il gruppo parlamentare 5 stelle fa appello alle forse produttive della Sicilia “danneggiate dai continui scandali che negli ultimi tempi hanno caratterizzato le vicende dell’associazione. Cancelleri: “Il commissario di Siracusa quantomeno ha avuto il pudore di fare un passo indietro, cosa a cui Montante non pensa nemmeno”.

Il caso di Gianluca Gemelli, coinvolto nel ‘caso Guidi’, proietta nuove ingombrantissime ombre su Confindustria, da qualche tempo a questa parte, ormai ospite fissa delle pagine di cronaca dei giornali e non certo per lodevoli iniziative in nome dei loro associati. E’ ora che l’imprenditoria siciliana si ribelli a questo stato di cose e pretenda rigore e pulizia all’interno dell’associazione, cominciando col chiedere le dimissioni del vertice di Confindustria Sicilia, Antonello Montante, big sponsor di Crocetta”.

Il gruppo parlamentare del M5S all’Ars fa sentire la sua voce sull’ennesimo scandalo che investe i vertici di Confindustria.

Il caso del commissario di Siracusa, implicato nella torbida e gravissima vicenda dello scandalo che ha portato alle dimissioni della sua compagna, il ministro Guidi – commenta Giancarlo Cancelleri – è l’ennesimo esempio di come Confindustria stia diventando una scomoda prigione per i suoi associati. Proprio Confindustria Siracusa, prima dell’arrivo di Gemelli, meno di un anno fa era finita sui giornali perché a dirigerla era stato chiamato un imputato per truffa. Mentre sono arcinote le vicende che hanno interessato il suo massimo rappresentante regionale, Montante, indagato per mafia. E’ ovvio che non è il contenitore che va cambiato, ma il suo contenuto, nella migliore delle ipotesi in gran parte inadeguato. Gemelli, quantomeno, ha avuto il pudore di farsi immediatamente da parte, cosa che in tanti mesi non ha pensato di fare Montante. E’ ora che a chiedere questo passo indietro siano coloro che da questa chiacchieratissima presenza sono danneggiati: gli industriali siciliani. Noi lo facciamo da tempo, mentre la politica fa orecchie da mercante”.


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