Scuole non siciliane, in arrivo più fondi dallo Stato M5S all’Ars: “La Regione si adegui per non penalizzare i nostri istituti”

Un decreto del Ministero dell’Istruzione ha rivisto al rialzo i parametri per i finanziamenti delle scuole italiane, tranne che per quelle della Sicilia, che vengono finanziate dalla Regione. Penalizzate le primarie (elementari). Una interrogazione 5stelle, a prima firma di Valentina Palmeri, chiede al governo Crocetta di adeguare i criteri assegnazione dei fondi regionali agli istituti siciliani a quelli del resto d’Italia.

La Regione riveda al rialzo le quote di finanziamento delle scuole siciliane per metterle al passo con gli istituti scolastici di tutta Italia.

E’ questa in sostanza la domanda portante di una interrogazione presentata dal M5S all’Ars (prima firmataria Valentina Palmeri) che prende le mosse da un decreto del ministero dell’Istruzione che, in seguito all’approvazione della legge 107 del 2015 (la cosiddetta “Buona scuola”) ha previsto la maggiorazione dei fondi per le spese di funzionamento amministrativo e didattico delle scuole, tranne che per quelle siciliane. I nuovi parametri in base ai quali le istituzioni scolastiche ricevono ogni anno la quota di finanziamento statale sono stati ritoccati al rialzo e prevedono per le scuole fuori dalla Sicilia uno stanziamento ad alunno che per la scuola primaria (elementare) passa da 8 a 20 euro.

Rimangono fermi invece i parametri per le scuole siciliane, che ricevono la quota per le spese di funzionamento dalla Regione Siciliana, che per il 2015 ha previsto lo stanziamento di 31 milioni di euro per gli istituti di ogni ordine e grado.

“Una somma veramente esigua – commenta Valentina Palmeri – che spalmata per tutti gli istituti dell’isola fa arrivare praticamente briciole ad ogni scuola”.

Da qui l’atto parlamentare del Movimento, indirizzato a Crocetta e all’assessore all’Istruzione Marziano per mettere una toppa a questa nuova ed insopportabile ingiustizia, che finirebbe per penalizzare ulteriormente le scuole siciliane già alle prese con enormi problemi.

“A farne le spese – afferma Valentina Palmeri- sarebbero soprattutto le scuole primarie i cui parametri per alunno sono molto più bassi di quelli nuovi previsti dal ministero”.

Oltre alla promozione di iniziative per adeguare i parametri di finanziamento delle scuole siciliane a quelle delle altre regioni, il Movimento chiede a Crocetta e a Marziano se “intendono avviare interlocuzioni con il ministero dell’Istruzione per avere chiarimenti sui nuovi parametri di calcolo del fondo di funzionamento delle scuole, al fine di non penalizzare nessuna scuola della nostra isola rispetto al resto d’Italia.”


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