M5S accoglie appello del sindaco di Belpasso: “Tutto il supporto possibile in difesa del territorio”

I deputati regionali 5stelle pronti a sbarrare la strada al mega centro commerciale in progetto. Gianina Ciancio: “Ma la questione è tutta in capo al comune”

Il gruppo parlamentare M5S all’Ars raccoglie l’appello del sindaco di Belpasso contro la costruzione del mega centro commerciale.

“Rispondiamo con piacere all’appello del sindaco – dice la deputata Gianina Ciancio – anche se il primo cittadino sa bene che la battaglia è tutta in capo al Comune.

La nostra posizione non può che essere contraria a questa ennesima colata di cemento che non serve a nessuno, per motivi che è inutile  ribadire e che illustri esponenti della società civile hanno già spiegato con chiarezza. Da giorni studiamo le carte e ci chiediamo ancora come sia stato possibile stipulare una convenzione del genere in un terreno allora a rischio R3 per il Pai e come mai, nel 2013, non si sia bloccata la proroga della concessione non con un semplice atto di indirizzo politico ma con un provvedimento degli uffici tecnici, così come recita la sentenza che ha accolto il ricorso dell’impresa. La proroga, infatti, a detta del TAR, è stata ottenuta per silenzio assenso. Consigliamo al primo cittadino di approfondire e valutare bene la legittimità della concessione. Le uniche strade percorribili, adesso, sono il ricorso al Cga o la revoca in autotutela. Sappiamo che il Comune ha dato mandato agli avvocati per capire quale sia l’azione più efficace da intraprendere e aspettiamo di conoscere l’esito di queste consultazioni. Dal canto nostro ci sembra doveroso appellare la sentenza. Siamo disponibili a dare una mano fornendo tutto il supporto possibile, anche legale, valutando altre soluzioni, per una questione che coinvolge tutti e rischia di vedere ulteriormente mortificato il nostro territorio. In particolare cercheremo di approfondire come sia stato possibile che la Regione, nel 2011, per il tramite dell’Arta, abbia dato seguito alla richiesta del Comune di ridurre la zona da rischio p3 a p2, tra l’altro solo per la zona interessata, e di individuare eventuali responsabilità”.


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