Con l’articolo 5, cuore della legge sull’acqua stravolto, I partiti vogliono mantenere il controllo del territorio”

Giudizio negativo dei parlamentari Cinquestelle sulla ridefinizione degli ambiti territoriali ottimali.

M5S: “Con l’articolo 5, cuore della legge sull’acqua stravolto, I partiti vogliono mantenere il controllo del territorio”.
L’articolo 5 ha stravolto il cuore della legge. I deputati M5S all’Ars non condividono affatto la piega imboccata dalla norma sulla ripubblicizzazione dell’acqua al bivio della definizione degli ambiti territoriali ottimali. “Una grande sconfitta all’articolo 5 – afferma Valentina Palmeri -. Il cuore della legge è stato stravolto. Le prossime gestioni opereranno, molto probabilmente, all’interno dei confini delle ex province e non dei bacini idrografici, com’è attualmente quindi. L’aula, votando un emendamento a firma del relatore Barbagallo, ha mantenuto l’attuale numero degli ATO a 9 e bocciato il nostro che lo portava a 5. La vecchia politica ha mostrato di non voler cambiare assolutamente nulla. Una legge che regolamenta tutte le acque della regione dovrebbe tenere conto di una suddivisione degli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) secondo i confini dei bacini idrografici, che secondo diversi studi universitari, sono 5 e non 9. Questo è fondamentale per un gestore affinché non vada in passivo, perché all’interno del bacino idrografico reale il gestore opera in un territorio con un corretto bilanciamento del rapporto acqua/area/utenti/infrastrutture. Tutto rimarrà come prima con delimitazioni di territori che continueranno ad essere senza acqua, quindi con gestioni che opereranno in territori ricchi di acqua e gestioni che opereranno in territori con deficit sia idrici che infrastrutturali”.
“Riproporremo, nel passaggio previsto entro 60 giorni in IV commissione, – annuncia Angela Foti – la perimetrazione con 5 bacini, che è il giusto compendio tra i bisogni di acqua per uso civile, agricolo e industriale”.
“Ci auguriamo a questo punto – afferma Matteo Mangiacavallo – che l’assessore al ramo, trovandosi di fronte ad una legge che la obbliga a procedere all’individuazione di 9 nuovi ATO non vada verso la semplificazione amministrativa scegliendo la perimetrazione coincidente con le 9 ex province, e che voglia procedere secondo quanto indicato dalla legge Galli, ovvero perimetrando i confini secondo bacini idrografici”.


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