M5S, presentato all’Ars il ddl per la democrazia partecipata. Palmeri: “I cittadini protagonisti dell’amministrazione dei Comuni”

Il disegno d legge è il primo in Sicilia elaborato sulla piattaforma nazionale Lex con il supporto degli attivisti. L’atto introduce, nelle amministrazioni dove mancano, strumenti come il referendum, il question time e l’iniziativa popolare e mira a farli funzionare dove sono previsti ma rimangono inutilizzati per mancanza dei regolamenti attuativi.

democrazia_partecipataPetizioni, referendum ed iniziativa popolare. Sono gli strumenti di democrazia partecipata che un disegno di legge del M5S all’Ars punta a mettere a disposizione dei cittadini per catapultarli dentro le istituzioni e consentirgli una più diretta partecipazione al processo politico decisionale dei Comuni.

Il ddl, che vede come primi due firmatari nell’ordine Valentina Palmeri e Salvatore Siragusa, è il primo in Sicilia caricato sul portale Lex del M5S, che consente agli attivisti ed iscritti al portale nazionale M5S di migliorare i progetti di legge ed integrarli entro 60 giorni da loro caricamento.

Questi strumenti – dice Valentina Palmeri – in linea di massima sono già presenti negli statuti dei Comuni, ma spesso, a causa della mancanza dei regolamenti attuativi rimangono lettera morta. Il nostro ddl prova a forzare la mano, infatti la legge ha una funzione sussidiaria: se i Comuni non provvedono a emanare i regolamenti è la legge che mette a disposizione dei cittadini le modalità necessarie per utilizzare gli strumenti di democrazia partecipativa”.

Gli strumenti previsti, si diceva, sono tre. L’iniziativa popolare permette di sottoporre al voto del Consiglio comunale proposte di formazione degli atti amministrativi di competenza di questo organismo, il referendum consente ai cittadini di esprimere il consenso o il dissenso rispetto a singole questioni ed, infine, il question time permette ai cittadini di porre domande all’amministrazione comunale per ricevere informazioni e chiarimenti su tutto ciò che concerne la vita pubblica della comunità.

Da sottolineare – aggiunge Siragusa – che questa legge prevede l’inserimento obbligatorio di questi strumenti negli statuti comunali laddove questi non siano previsti”.


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