Trivellazioni, Greenpeace occupa indisturbata per 34 ore una piattaforma nel Canale di Sicilia. M5s torna sull’accaduto e chiede maggiore sicurezza per il futuro

Il deputato Matteo Mangiacavallo: “E se su quella piattaforma fossero sbarcati dei malintenzionati ovvero dei terroristi?”

Greenpeace contro le trivelle in SiciliaIl Movimento 5 Stelle torna sul fatto accaduto lo scorso 14 ottobre quando una decina di attivisti di Greenpeace, per protestare in maniera non violenta contro l’articolo 38 del Decreto “Sblocca Italia” che apre a nuove trivellazioni a mare, riuscivano ad occupare per 34 ore, totalmente indisturbati, la piattaforma “Prezioso” al largo della costa di Licata.

Quanto accaduto è di una gravità inaudita non tanto per il gesto di Greenpeace del tutto innocuo e realizzato a soli fini dimostrativi, quanto perchè evidenzia una grossa falla nel sistema di sicurezza delle piattaforme a mare; – afferma il deputato del Movimento 5 Stelle Matteo Mangiacavallo – e se su quella piattaforma fossero sbarcati dei malintenzionati ovvero dei terroristi? Di cosa staremmo a parlare oggi? Staremmo a piangere uno sversamento di petrolio nei nostri mari che avrebbe comportato un danno irreparabile ed incalcolabile all’ambiente e alla popolazione dell’intera costa sud della Sicilia“.

Il deputato 5 Stelle presenta dunque un atto ispettivo rivolto al governo regionale per fare luce sulla vicenda ma, soprattutto, per assicurarsi che le piattaforme petrolifere presenti al largo delle nostre coste rispettino i criteri di sicurezza tanto decantati da Crocetta proprio nelle scorse settimane. “Attraverso l’Interrogazione appena depositata chiediamo, inoltre, – conclude Mangiacavallo – di prendere visione dei piani di sicurezza e, quindi, di imporre alle compagnie petrolifere la presenza di personale con preparazione e mezzi adeguati a prevenire atti vandalici”.


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