Ars, mozione Cas: votazione rinviata. M5S: “Pronunciarsi ora era fuori luogo”

Confronto governo aula inesistente. Era inopportuno votare in queste condizioni la mozione”.

Il Movimento 5 Stelle si dice soddisfatto per il rinvio della votazione sul Cas, che i deputati Cinquestelle hanno espressamente chiesto “per l’assoluta assenza di presa di indirizzo politico da parte dell’assessorato alle Infrastrutture”.

C’era anche un errore di mira – afferma la deputata Valentina Zafaranadoveva essere coinvolto anche l’assessorato al Bilancio, visto che la mozione chiedeva una improponibile ricapitalizzazione dell’Ente per più di 180 milioni”.

Il trasporto autostradale – sottolinea la deputata deve rimanere pubblico. La possibile cessione di parte delle quote tramite offerta pubblica, così come richiesto dall’onorevole Grasso, è solo l’anticamera dell’interessata longa manus di privati che potrebbero introitare consistenti pedaggi. Film già visto e che osteggeremo in ogni modo, perché sarebbe copia conforme di quanto avviene già per il trasporto nello Stretto, laddove privati, che conosciamo bene, da un bisogno tutelato dalla Costituzione traggono lucro”.

Come troppo spesso accade – continua Valentina Zafarana – prima si porta un Ente pubblico al punto di non ritorno, lo si spolpa completamente, infine si propone di venderlo ai privati perché non si è più in grado di gestirlo. Un modus operandi visto e rivisto, che ha portato l’intero Paese a permettere che i privati prendessero il controllo dei servizi primari e strategici per la popolazione, riuscendo così ad anteporre la logica del profitto al reale interesse pubblico”.

Si dice – conclude la parlamentare – che il Cas sia un Ente senza soldi, che non può andare avanti, che è ‘deficitario per definizione’, ma che contestualmente esternalizza, per cifre improponibili, servizi che già effettuava internamente con il proprio personale, spendendo, ad esempio, due milione e mezzo per soli sei mesi”.

Il Movimento 5 Stelle manifesta le sue perplessità sull’efficacia della mozione.

L’atto – dice Valentina Zafarana – non era decisivo. Attendiamo di comprendere quanto prima le determinazioni politiche dell’assessore, ad oggi parecchio nebulose”.


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