M5S: “Crocetta non può sorvolare anche sulla Corte dei conti-“La Monterosso va rimossa al più presto”

La Monterosso va rimossa al più presto, Crocetta non può ignorare pure la sentenza della Corte dei Conti, che è il sigillo su una una gestione fallimentare del mondo della Formazione, caratterizzato da conduzioni allegre, clientelari e dalla totale assenza di controlli”.

 Il gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle all’Ars chiede a gran voce la rimozione del segretario generale della Regione dopo la condanna al maxirisarcimento comminata dalla Corte dei conti per la questione degli extrabudget.

La notizia di oggi – affermano i portavoce fa il paio con quella altrettanto grave riferita ieri in quinta commissione all’Ars dalla dottoressa Corsello, che ha ammesso la totale mancanza di controlli nei rendiconti degli enti negli anni passati. I quali, a dire la verità, erano già stati denunciati e segnalati dalla dirigente in relazioni mandate al governo precedente“.

L’assenza di controlli avrebbe, infatti, favorito, oltre alle gestioni truffaldine, anche il proliferare di contratti, consentendo agli enti, da un lato di mettere in mobilità o in cassa integrazione il personale, dall’altro di continuare ad assumere personale con contratti atipici. Le irregolarità avrebbero rallentato anche la macchina dei finanziamenti. La percentuale delle somme non erogate agli enti per le annualità pregresse, secondo quanto riferito dalla dirigente, sarebbe il frutto del rifiuto da parte di alcuni enti di presentarsi in assessorato per chiarire le irregolarità emerse in questi mesi. Un fatto, questo, che potrebbe esporre gli stessi enti alla restituzione delle somme già percepite.

Tra tante notizie negative sulla Formazione, però, una positiva fa capolino tra i resoconti dell’incontro di ieri all’Ars.

Abbiamo appreso con piacere – affermano i pentastellati – che a breve verrà pubblicato l’albo definitivo, questione già oggetto di una nostra interrogazione all’Ars, e che i controlli incrociati con l’Inps hanno dato i loro frutti. Questo renderà giustizia a tutti quei lavoratori storici della Formazione che hanno visto, negli ultimi anni, il loro mondo lavorativo sgretolarsi per interessi politici”.


4 commenti

  1. Francesco Menallo on

    Crocetta ignorerà questo ed altro. La monterosso non è un tecnico (per giunta esterno!!!!) da mantenere per la sua indispensabile (!) competenza.
    E’ uno snodo del sistema. Se salta lei saltano equilibri.
    La corsello e’ una “usa ad obbedir tacendo”.
    Nel 2002, quando era direttore del supl PA, le consigliai di farsele mettere per iscritto, le cose che le dicevano di fare, che non stavano ne in cielo ne in terra.
    Forse le ho salvato la carriera ( sicuramente le ho evitato la prima azione di danno erariale) già allora. Così come quando le dissi cosa rappresentava quello che era il suo dirigente generale di allora, il prof ( senza laurea, in perfetto stile formazione professionale) Rino Lo Nigro.
    Sarebbe interessante che rispondesse alla domanda: dove sono i saldi non rendicontati? Ok, gli enti sono moooooolto discoli, e voi?!?

  2. Queste cariche istituzionali sono assegnate e politicizzate dal potente di turno e gli assicurano una continuità nella carriera politica. Per quanto riguarda i dipendenti in mobilità e cassa integrazione è un modo x creare sudditanza e dipendenza sia al personale a tempo indeterminato che a tempo determinato; giocano sulla speranza del lavoro per essere rieletti. Forza 5 STELLE

  3. Ennesimo esempio di come in Italia, e in Sicilia in particolare, manchi la “cultura del controllo”, a cui si aggiunge – nel caso specifico – la mancanza di “cultura dei controllori”.
    Indignazione a parte, non mi sorprende affatto la notizia circa la vicenda dell’extrabudget alla Formazione culminata con la condanna da parte della Corte dei Conti; d’altronde, cosa ci si dovrebbe aspettare se un incarico pubblico dirigenziale – il quale richiede, fra le altre, evidenti competenze dal taglio prettamente gestionale/finanziario – viene ricoperto da una dottoressa in filosofia?
    Senza nulla togliere a chi sceglie un siffatto corso di studi, si intende (lo stesso può dirsi per un dottore in geologia o in qualsiasi altra branca non afferente al ruolo in questione).
    Ognuno di noi dovrebbe applicarsi in settori consoni ai propri studi ed attitudini (a meno di essere privi di competenza, e pertanto considerati <>), ma chi decide di fare il manager pubblico ed amministrare e gestire risorse nell’interesse pubblico (appunto), dovrebbe porsi un doppio scrupolo di coscienza e dignità nel valutare sé stessi in ordine al possesso o meno delle necessarie capacità per ricoprire ruoli che implicano prima “oneri” e solo dopo “onori”.
    Sulla congruità del curriculum e dell’esperienza specifica dell’attuale segretario generale della Regione siciliana Patrizia Monterosso (allora a capo del dipartimento della Formazione) si legga qui:

    http://livesicilia.it/2010/06/01/i-curricula-ai-raggi-x_50661/

    http://www.qds.it/4110-regione-in-pensione-dg-senza-laurea.htm

    http://www.formazioneprofessionalesicilia.it/joomla/ultime/mistero-monterosso-su-s-tutti-i-suoi-segreti

    http://www.carmeloincardona.it/wordpress/?p=320

    Inutile dire che in un sistema meritocratico – come avviene spesso nel settore privato dove vale la logica dell’impiego fruttuoso del denaro – il datore di lavoro che “caccia fuori i soldi” per pagare lo stipendio di un quadro/dirigente ha quantomeno una legittima aspettativa che la prestazione resa dal lavoratore non porti danni ma guadagni (fermo restando che nessun azienda avrebbe assunto un
    lavoratore “titolato” in tutt’altro “campo” rispetto a quello di cui dovrebbe occuparsi)!
    Banale dire che, nello stesso sistema meritocratico, ad un ingente danno economico causato dal lavoratore, sarebbe seguito un sonoro “siluramento”!
    Traslando il tutto nel campo pubblico (dove il datore di lavoro che “caccia fuori i soldi” siamo noi cittadini/contribuenti), perché non avviene lo stesso a fronte di un danno erariale di milioni di euro???
    Eppure la normativa sul pubblico impiego (D.Lgs. n. 165/2001, art. 21) prevede che per i dirigenti pubblici che “Il mancato raggiungimento degli obiettivi ….. comportano….l’impossibilita’ di rinnovo dello stesso incarico dirigenziale” e che “In relazione alla gravità dei casi, l’amministrazione può inoltre, previa contestazione e nel rispetto del principio del contraddittorio, revocare l’incarico …. ovvero recedere dal rapporto di lavoro”.
    Un danno erariale di quasi 1 milione e 300 mila euro accertato dai magistrati contabili, non cozza violentemente con il “raggiungimento degli obiettivi di una pubblica amministrazione”???
    Un danno erariale di quasi 1 milione e 300 mila euro accertato dai magistrati contabili, non rappresenta una “caso grave”???
    A queste domande Crocetta dovrebbe rispondere e agire di conseguenza, interrogandosi anche sulla giusta applicazione di una norma, invece di dichiarare (come riportato da Repubblica) che: “Non stiamo parlando di una sentenza penale – dice il governatore – ma di una decisione della Corte dei conti che ha il valore di una sanzione amministrativa. La Monterosso ha sbagliato, pagherà. Altri provvedimenti, sarebbero un abuso. Non c’è alcuna incompatibilità prevista dalla legge. Patrizia non ha offerto le sue dimissioni, non ne abbiamo proprio parlato. Per me rimane una funzionaria irreprensibile che ha fatto denunce e contribuisce alla lotta nella corruzione nella formazione professionale”.

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