Maurizio Santangelo – Ilustrazione della mozione sul MUOS al Senato

Pubblichiamo il testo integrale del discorso che Maurizio Santangelo ha tenuto oggi in aula al Senato per illustrare la mozione n° 1-00125 sul MUOS

Signor Presidente, Signori Colleghi, Onorevoli cittadini,

Il MUOS è un sistema di comunicazioni satellitari della marina americana composto da quattro satelliti e quattro stazioni di terra sparse nel mondo, una delle quali è in fase di realizzazione in Sicilia, nei pressi del comune di Niscemi.

A Niscemi sono state realizzate Tre mega antenne.

Per rendere operativo il Muos sono state già state installate tre antenne dal diametro di 18 metri, alte 150 metri (più della Cupola della Basilica di San Pietro e 3 volte la torre di Pisa), con un raggio d’azione di 130 km e si prevede un totale di 2059 mq di cementificazione..

Attualmente a Niscemi si trova già la base NRTF-8 di Niscemi che ospita 41 antenne di un sistema già operativo dal 1991.

Il MUOS è, quindi, l’ennesimo scempio ambientale che va a sommarsi allo sterminato numero di antenne già presenti a Niscemi.

Il raggio d’azione interesserà principalmente una popolazione di 30.000 abitanti ed include i comuni di Niscemi, Gela, Vittoria, Caltagirone, Piazza Armerina, Butera e Riesi, zona già definita «Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale».

Il Muos sarà realizzato all’interno della Riserva naturale «Sughereta di Niscemi», inserita nella rete Natura 2000 come Sito di Interesse Comunitario (SIC) ai sensi della direttiva europea denominata “Habitat”.

Tutto ciò è stato ovviamente realizzato all’oscuro e non tenendo conto delle proteste dei cittadini, preoccupatissimi per i rischi alla salute ed all’ambiente della zona che sarebbe interessata dal raggio d’azione delle antenne quasi come se fosse stato installato in una zona desertica come accade nel resto del mondo.

La rassicurazione dell’ARPA Sicilia (Agenzia regionale protezione ambiente) che ha effettuato una serie di rilevamenti sulle emissioni di onde elettromagnetiche è stata giudicata totalmente insufficiente da alcuni studiosi dei migliori atenei italiani, in quanto i dati sono stati acquisiti con strumentazioni e procedure di misurazione inadeguate.

Per impedire la realizzazione del MUOS migliaia di cittadini hanno manifestato più volte in maniera pacifica in tutti i modi e le sedi competenti, costituendosi in diversi comitati tra cui quello NO MUOS – MAMME NO MUOS.

A marzo 2013 il Comitato delle Mamme No MUOS, preoccupate per la salute dei propri figli, è stato insignito del Premio Donne, Pace e Ambiente, a Roma mentre nello stesso tempo al presidio di Niscemi alcune mamme sono state strattonate e colpite, mentre provavano a bloccare l’ingresso degli operai tra i soldati, durante il cambio di guardia. Alcune donne sono finite in ospedale.

I cittadini dei comuni dell’area interessata saranno, quindi, esposti ai campi elettromagnetici con ricadute sulla salute e l’ambiente in cui vivono sebbene non siano MAI stati consultati, in barba a qualsiasi principio di partecipazione democratica.

Il MUOS di Niscemi, così come avvenuto per gli inceneritori, la TAV in Val di Susa o per le trivellazioni nel Mediterraneo, è ancora una volta il frutto di scelte governative fatte senza ascoltare minimamente il parere dei cittadini, che però sono coloro che si ammalano, muoiono, nascono con malformazioni o non possono più mangiare i prodotti del proprio territorio perché inquinati!!

E infatti qui ricordo che il raggio di azione del MUOS di Niscemi riguarderà anche il territorio di Gela, già ampiamente inquinato dall’impianto petrolchimico che ha portato e continua a portare lutti e sofferenza ai cittadini di questa martoriata città.

Ricordo anche che la prolungata esposizione a campi elettromagnetici dell’intensità proveniente dal MUOS porta, come conseguenze dannose, insorgenza di tumori e leucemie, ed i soggetti maggiormente esposti sono i bambini e gli anziani, ma a lungo termine tali conseguenze non risparmierebbero nessuno, neanche l’ecosistema.

La presenza del MUOS, avrà, infatti, effetti deleteri anche sull’ecosistema della Sughereta di Niscemi e del Bosco di Santo Pietro, nonché un potenziale impatto anche sul settore agricolo, data l’elevata influenza dei campi elettromagnetici sulle colture.

Nonostante i lavori siano stati ripresi nessuno ha fatto effettiva chiarezza sui rischi paventati dalla popolazione.

Non è da dimenticare, inoltre, che questa stazione opererà a nemmeno 20km dall’Aeroporto di Comiso e, pertanto, potrebbe essere incompatibile con le altre apparecchiature radar, con conseguenze rilevanti anche sulla sicurezza del traffico aereo.

Questo tipo di rischio di interferenze, in particolare sulle strumentazione di bordo degli aeromobili, legati al nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari, sono noti ai tecnici della Marina americana già da alcuni anni. A dimostrazione di ciò, l’installazione di queste antenne era prevista in un primo momento nella grande base aeronavale di Sigonella, alle porte di Catania, ma a seguito dell’esito dello studio di valutazione di impatto elettromagnetico è stato spostato su Niscemi.

L’Iter giuridico del Muos è stato molto contraddittorio e controverso:

Per poterlo realizzare all’interno di quest’area L’Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente ha addirittura approvato nel 2009 il Decreto di riperimetrazione della Riserva “Sughereta”, che riduce sia la superficie della riserva sia l’estensione delle aree classificate “zona A”.

Nel marzo del 2013 il Governatore Crocetta aveva raggiunto un’intesa con il Governo nazionale per chiedere agli Stati Uniti di non installare le parabole fino all’ottenimento dei risultati sull’impatto ambientale e sugli esiti per la salute, revocando l’autorizzazione per la realizzazione del MUOS. Successivamente, nel LUGLIO del 2013, nemmeno 5 mesi dopo, lo stesso Crocetta ha l’annullato la revoca dell’autorizzazione, basando questa scelta su uno studio dell’Istituto superiore di sanità, che ha stabilito che la realizzazione dell’impianto non crea alcun danno alla salute dei cittadini, negando addirittura che esista un nesso di causalità tra inquinamento elettromagnetico e danni per la salute.

Ma questo studio non tiene in nessuna considerazione le conclusioni dello studio pluridisciplinare di un gruppo di lavoro realizzato da esperti del Politecnico di Torino e varie altre Università italiane, che ha indicato il rischio rilevante dovuto agli effetti a breve e lungo termine del sistema di telecomunicazioni satellitare sconsigliandone l’installazione a Niscemi.

E non è certamente rassicurante l’accordo che proprio il governatore Crocetta ha fatto con il Ministro della Difesa, con il quale la Regione Siciliana si impegna a “concludere positivamente” l’iter di approvazione in cambio di misure di mitigazione, come ad esempio la verniciatura “mimetica” delle parabole!

Come se il problema del Muos potesse risolversi con la verniciatura delle parabole!

Considerato questo e considerato che tutte le attività rischiose devono essere valutate alla luce del principio chi inquina paga e che il principio di precauzione stabilisce:  “al fine di proteggere l’ambiente, un approccio cautelativo dovrebbe essere ampiamente utilizzato dagli Stati in funzione delle proprie capacità. In caso di rischio di danno grave o irreversibile, l’assenza di una piena certezza scientifica non deve costituire un motivo per differire l’adozione di misure adeguate ed effettive, anche in rapporto ai costi, dirette a prevenire il degrado ambientale”

Pretendiamo che il Governo adotti tutte le opportune iniziative, pur nel rispetto dell’autonomia regionale, per scongiurare le conseguenze dell’installazione di tale sistema sulla salute dei cittadini e sull’ecosistema di tutta l’area interessata.

Si chiede, quindi, al Governo di adoperarsi, in tutte le forme possibili, per garantire ai cittadini il diritto alla sicurezza del territorio e dei suoi abitanti e di rendere effettiva la sospensione dei lavori per la realizzazione del MUOS, nel pieno rispetto del principio di precauzione per assicurare la piena tutela del diritto alla salute della popolazione locale e dell’ambiente in cui vivono.


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