Costa Concordia, “sì” dell’Aula alla mozione 5 Stelle. Il governo presserà per portare la carcassa a Palermo

Anche la Regione  presserà lo Stato  per portare la Costa Concordia a Palermo per la demolizione o, quantomeno, per i lavori propedeutici ad essa. Sala d’Ercole ha dato il via libera alla mozione del Movimento Cinque Stelle “per impegnare il governo regionale a mettere in pratica tutte le iniziative possibili per dirottare i lavori a Palermo,  una delle poche strutture del Mediterraneo in grado di portarli a compimento”.

“E’ stata vinta una battaglia”- afferma soddisfatto il primo firmatario dell’atto, Sergio Tancredi-” ma ora dobbiamo vincere la guerra che sarà giocata a Roma e sotto un fuoco di fila sicuramente pesantissimo. Di punto in bianco la carcassa sembra fare gola a tutti e i cantieri papabili aumentano di giorno in giorno. L’unica scelta possibile, però, è, e resta,Palermo e lo diciamo non per spirito campanilistico, ma sulla scorta di dati inoppugnabili che sono sotto gli occhi di tutti. La professionalità delle maestranze siciliane è fuori discussione e per attrezzare Piombino c’è da aspettare troppo”.

Il Movimento 5 Stelle a partire da domani cercherà di monetizzare al massimo l’atto licenziato dall’Aula con un “pressing” asfissiante su Crocetta e suoi suoi assessori perché facciano prevalere le ragioni della logica nei palazzi romani.

“Crocetta – dice Tancredi – deve portare con forza la tematica a Roma. Si segga al tavolo del consiglio dei ministri, cosa cui ha diritto,  e cerchi il consenso per quella che sarebbe, forse, la prima operazione degna di nota e senza controindicazioni del suo governo”.

Per portare la Costa Concordia a Palermo il Movimento 5 Stelle sta giocando su tre tavoli. Oltre alla mozione all’Ars, sono targate 5 Stelle due interpellanze  (primi firmatari rispettivamente la deputata Claudia Mannino e il senatore e Maurizio Santangelo) e un ordine del giorno, sempre a firma Santangelo,  che impegna il governo nazionale “a valutare attentamente la scelta della struttura più idonea  per accogliere il relitto della nave”.

Questo atto  impegna  il governo Letta  anche “ad adottare ogni opportuna iniziativa volta ad affrontare e superare definitivamente la situazione di crisi che interessa i cantieri navali di Palermo, garantendo il rilancio delle prospettive occupazionali e produttive”

“La Concordia – conclude Tancredi- potrebbe essere il cavallo di Troia per far entrare nei palazzi romani anche altre problematiche del cantiere di Palermo, che va assolutamente rilanciato”.


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