“Ciao ragazzi, arrivederci!”. Lettera da Sergio Troisi

Ciao a tutti!

Scrivo queste righe per informarvi che presto lascerò il ruolo di deputato all’Assemblea Regionale Siciliana. Il mio posto verrà occupato dal primo candidato non eletto, Sergio Tancredi.

Ho conosciuto Sergio durante la campagna elettorale per le elezioni regionali prima e per quelle nazionali dopo. Sergio ha tutta la mia stima e, da semplice cittadino quale ritornerò a essere, sono molto contento di averlo come portavoce. Apprezzo Sergio perché lo vedo molto consapevole della situazione socio-politica sia della regione che del paese; lo vedo anche molto determinato e “agguerrito”. Per questo ritengo che sarà un ottimo deputato regionale e un eccellente portavoce per tutti. Sergio ha preso solo 80 voti meno di me e quindi, se essere eletti fosse come vincere un premio, Sergio Tancredi potrebbe sicuramente essere premiato a pieno titolo. In tal caso, a lui vanno le mie più sincere congratulazioni e un grosso in bocca al lupo per il suo nuovo ruolo.

Io tornerò a fare l’ingegnere per l’azienda per cui ho lavorato negli ultimi 7 anni. Ci sono dei progetti importanti per cui è stato chiesto il mio coinvolgimento, e che mi vedranno impegnato tra il Medio Oriente e Londra. Continuerò a orbitare attorno al MoVimento 5 Stelle, che considero un ottimo strumento di aggregazione di cittadini onesti, informati, esigenti, motivati e attivi. Rimarrò a disposizione di tutti. Metterò sul tavolo le mie competenze. Farò parte delle commissioni parallele. Mi sentirò un po’ come il 16simo deputato; ma in realtà ciascuno di voi dovrebbe sentirsi tale!

Nel Movimento 5 Stelle essere “semplici” cittadini attivi è importante tanto quanto essere dei rappresentanti dentro le istituzioni, se non ancora di più. Nella visione che il MoVimento ha della vita politica, ciascun cittadino dovrebbe sentirsi un po’ Consigliere e anche un po’ Parlamentare. Idealmente il Parlamento Siciliano dovrebbe avere 5.000.000 deputati, e il Parlamento Nazionale ne dovrebbe avere 50.000.000 tra deputati e senatori. Ciò ovviamente non è possibile. Le istituzioni, quindi, distorcono la realtà. I cittadini finiscono per essere tagliati fuori dalle discussioni che li riguardano; finiscono per pensare erroneamente di valere meno dei rappresentanti da loro eletti. Questo conduce alla perdita di autostima e ad avere la sensazione di essere impotenti e ininfluenti al cambiamento. Tutto ciò smorza gli stimoli che il cittadino possa avere a partecipare attivamente alla vita politica. Questa latitanza ha sicuramente influito negativamente sulla situazione politica del nostro paese.

Nel M5S gli eletti non sono più visti e percepiti come rappresentati a cui delegare tutte le decisioni bensì come portavoce che portano le istanze e decisioni dei cittadini dentro le istituzioni. Quindi la differenza tra il M5S e partiti classici è sostanziale.

Il M5S è una bella idea e per tale motivo bisogna averne cura; bisogna stare attenti che non venga contaminata da persone che, per un motivo o per un altro, per malafede o miopia culturale, non ne condividono lo spirito, rischiando così di fargli perdere tutta la freschezza, l’apertura mentale, l’orizzontalità, la trasparenza e la genuinità.

E’ molto importante che i Meetup non si trasformino mai in sezioni di partito e che rimangano invece quello che sono sempre stati. I Meetup devono rimanere, infatti, gruppi di cittadini che si attivano attorno ad interessi di carattere sociale, senza alcun interesse personale, con forte spirito proattivo e con forte senso critico verso le istituzioni, anche se queste istituzioni dovessero portare il logo M5S. In fondo anche Beppe Grillo ha criticato i parlamentari del 5 Stelle in occasione della votazione del presidente del Senato Pietro Grasso. Essere schietto e avere spirito (auto) critico fa sempre bene! Non abbiamone timore, perché questo ci può aiutare a tenere vecchie logiche e atteggiamenti di partito, lontano dal MoVimento.

Questa esperienza politica inizio circa un anno fa con la formazione delle liste per le elezioni regionali. Allora io lavoravo a Londra già da qualche anno e da Londra seguivo con molto interesse e partecipazione – viaggiando quando possibile – tutte le evoluzioni del Movimento sin dalla nascita, sin dal primo V-DAY. Quando in Sicilia si iniziò a parlare di elezioni regionali, il meetup di Trapani non era molto attivo. Tra la gente c’era ancora molta perplessità e quindi scarso interesse.

Nonostante avessi l’assoluta certezza che non sarei mai stato eletto, perché allora mai e poi mai si poteva ipotizzare un tale successo, mi candidai. Lo feci perché, essendo io il più attivo, mi sentii in dovere di metterci la faccia. Lo feci anche e soprattutto perché ritenevo fosse un’ottima opportunità per far sapere ai miei concittadini che stava nascendo una valida alternativa, che meritava la loro attenzione. In pratica mi candidai per far sapere ai miei concittadini che c’era una rivoluzione in corso, quella rivoluzione che tutti aspettavamo da tempo. Cercai di coinvolgere quanta più gente possibile e mi impegnai assieme agli altri meetup Siciliani per portare avanti con determinazione la campagna elettorale, andando anche contro la mia natura di persona tranquilla, e facendo cose che altrimenti non avrei mai fatto.

Il successo del M5S ha poi superato ogni iniziale previsione, soprattutto a Trapani, e così mi trovai eletto con 2900 voti, secondo eletto dopo Valentina Palmeri, senza aver mai detto ad alcuno di votare per me o fare votare per me! E’ incredibile!
Ovviamente non potevo che essere molto orgoglioso per il risultato ottenuto ma non avevo previsto di dover lasciare il lavoro, che tanto mi piaceva e al quale ero arrivato dopo un percorso lungo e difficile. Comunque, per senso del dovere e per il rispetto verso i miei elettori ho decisi di rinunciare ad un nuovo importante progetto che mi era appena stato proposto.

Questi mesi all’ARS sono stati importanti. Ho scoperto un mondo che per me era completamente nuovo; ho ricevuto, con genuina sorpresa, tanti apprezzamenti sulla mia persona; ho conosciuto un mare di gente fantastica! Però, ahimè, mi manca il mio lavoro da ingegnere. Quindi ho deciso di tornare a fare il mio lavoro, in un ruolo più impegnativo rispetto a prima, che mi vedrà impegnato nei prossimi anni tra Jeddah, Riyadh, Dubai e Londra.

Lascio l’ARS, soddisfatto per essermi speso al massimo delle mie possibilità e per aver dato così il mio piccolo contribuito al raggiungimento di un successo tangibile. Lascio l’ARS con la certezza che i nostri 15 deputati portavoce – persone eccezionali – avranno ottima cura della nostra bella isola. Certamente mi mancheranno. Persone semplici ed eccezionali allo stesso momento. Mi mancheranno anche i ragazzi dello nostro staff che svolgono un lavoro indispensabile, di consulenza legale e di comunicazione e organizzativo. Bravi e grazie per l’aiuto!

Ovviamente continuerò ad essere un attivista… anzi un “cattivista”; così chiamiamo gli attivisti che giustamente sono particolarmente esigenti! Non mi mancheranno invece 2 cose: essere chiamato onorevole e dover indossare la cravatta. Queste due cose, in fondo semplici, purtroppo aumentano il divario tra le istituzioni e cittadini, e sicuramente non fanno bene alla VERA politica.

Buon lavoro a tutti.

Uniti si Vince
A presto
Sergio Troisi

P.S.: Prima che me ne vado, in quasi 5 mesi avro’ restituito all’ARS circa 25.000 euro
P.P.S.: C’e’ un meetup anche a Dubai…


5 commenti

  1. Dott.Troisi
    Condivido quasi del tutto le sue considerazioni; mi dissocio dalle valutazioni che presuppongono una cittadinanza responsabile, matura, coerente con un senso oggettivo di giustizia, consapevole dei diritti ma anche dei doveri presupposti in uno Stato democratico.
    Le porgo i miei piu’ sinceri auguri e saluti.
    Raffaele

  2. Francesco Tocchella on

    Sei un esempio per tutti noi caro Sergio. Satsera nel MeetUp di Salò (Lago di garda) porteremo questa lettera. Darà forza ed esempio a tutti!
    Buon lavoro e in bocca al lupo!

    Francesco

  3. Giovanni De Santis on

    Preg. mo On. Troisi, mi perdoni ma da cittadino non apprezzo per nulla la Sua decisione di dimettersi: Lei si è candidato e quando ci si candida non lo si fa come se si giocasse alla roulette. Un politico serio e responsabile non tradisce chi gli ha dato fiducia col voto, abbandoando il pubblico ufficio per privilegiare i propri affari privati; diversamente non avrebbe dovuto candidarsi e vale a poco addurre quale giustificazione della SUa decisione il fatto che il subentrante è una persona per bene: sarà pure una persona per bene ma non è certamente rappresentativa come Lei che ha ottenuto 2.900 preferenze. Questa non è politica, On. Troisi, questa è autocelebrazione non dissimile dal “celodurismo” di bossiana memoria e la Sicilia ha bisogno di cervelli e di buona volontà e non di potenza che non viene tradotta in atto, per dirla con le parole del filosofo. Buona fortuna per il Suo lavoro… Giovanni De Santis

Leave A Reply