Reddito minimo di cittadinanza, diritto fondamentale per ogni cittadino europeo

Disoccupazione e precarietà hanno lo stesso significato in Italia come nel resto dell’Europa?

Interessante domanda alla quale si può rispondere con un fermo e deciso NO! Un “no” che trae le sue radici dalla presenza (nel resto dell’Europa, ad esclusione di Italia, Grecia ed Ungheria) di uno strano fenomeno chiamato reddito minimo di cittadinanza. In molti probabilmente non ne hanno mai sentito parlare o lo confondono con l’indennità di disoccupazione che, come chiariremo, è una cosa molto differente.

Prima di andare nello specifico e capire come, negli altri paesi europei, i cittadini siano aiutati dallo Stato per vivere dignitosamente, chiariamo un attimo alcuni concetti fondamentali: mentre l’indennità di disoccupazione riguarda solo le persone che sono state licenziate o che hanno terminato un contratto, garantendo loro il 60% della retribuzione lorda mensile per i primi 6 mesi, il 50% per il settimo e l’ottavo mese e il 40% per i mesi successivi; il reddito minimo di cittadinanza riguarda coloro che non lavorano e che ovviamente sono alla ricerca di un lavoro, vale (è importante sottolinearlo) anche per coloro che non hanno mai lavorato, è un sussidio illimitato nel tempo e cessa con il cessare della disoccupazione. Nel resto dell’Europa, addirittura, lo Stato interviene anche nell’integrazione di reddito per chi guadagna poco.

Nel dicembre 2011 la Ministra Fornero, risponde ad una domanda circa le misure che il Governo intende attuare per sconfiggere la povertà dilagante, e afferma che il reddito minimo garantito “rappresenta una direzione verso la quale il Governo lavorerà”, anche in virtù delle continue pressioni europee che chiedono, da più di 20 anni, all’Italia di adeguarsi all’introduzione di un reddito minimo di cittadinanza.

Per essere precisi: nella lettera della BCE all’Italia, datata 5 agosto 2011, viene espressamente richiesto di adottare “una accurata revisione delle norme che regolano l’assunzione e il licenziamento dei dipendenti, stabilendo un sistema di assicurazione dalla disoccupazione“, seguono poi le 39 domande inviate da Bruxelles al Ministro Tremonti (il 4 novembre 2011). Alla domanda n° 21 in particolare si legge “Nella dichiarazione del summit dei paesi dell’euro del 26 ottobre 2011 si parla espressamente di impegno […] a rivedere il sistema dei sussidi di disoccupazione oggi molto frammentario entro la fine del 2011, prendendo in considerazione i vincoli di budget, ma di questo non si fa parola nella lettera. Quali intenzioni ha dunque il governo italiano a questo proposito?”

A questo punto c’è da chiedersi come sia possibile che nel Marzo 2012 la Fornero lanci questa dichiarazione: “L’Italia è un Paese ricco di contraddizioni, che ha il sole per 9 mesi l’anno e con un reddito base la gente si adagerebbe, si siederebbe e mangerebbe pasta al pomodoro”. Come si concilia questa dichiarazione con tutti i discorsi sulla necessità di adeguarsi al modello Europeo? Non è forse vero che l’introduzione di un reddito di cittadinanza è il fondamento del welfare state europeo, un diritto fondamentale per ogni cittadino europeo? Perché la nostra classe politica si ostina, con l’ausilio dei media, a lasciare in ombra un tale argomento, facendo in modo che la popolazione italiana non si renda conto che ciò che veramente manca nel nostro paese è quella sicurezza economica che deve (per diritto europeo) provenire dai sussidi?

L’introduzione del reddito di cittadinanza in Italia comporterebbe innanzi tutto il riconoscimento di un diritto fondamentale, alla base del modello europeo, tanto decantato dalla nostra classe politica ma attuato in maniera disattenta. Con il reddito di cittadinanza si farebbero dei passi da gigante verso quella giustizia sociale (tale reddito è un diritto soggettivo esigibile, ovvero, non occorre alcun tipo di mediazione per ottenerlo, lo Stato lo eroga automaticamente a chi ne ha diritto) che in Italia è sempre stata una chimera. Si avrebbe la possibilità di attuare una vera e propria flessibilità del lavoro, dove chiunque possa sperimentare le proprie idee e scegliersi il proprio lavoro.

In quest’ottica il lavoro non sarebbe più una merce di scambio per il voto, ma diverrebbe conforme alle aspirazioni e alle qualifiche del lavoratore. Per la classe politica risulterebbe molto più difficile ottenere consenso senza il ricatto primario dell’esistenza (il lavoro, appunto). Quindi, l’introduzione del reddito minimo consentirebbe a chiunque di guardare al lavoro da un punto di vista più legato alla scelta e non alla mera necessità del pane quotidiano. Con la possibilità data dallo Stato di una continuità di reddito la società italiana rifiorirebbe, si ridurrebbe il divario tra ricchi e poveri (con la relativa sparizione della classe media), l’economia diventerebbe virale, i soldi ricomincerebbero a circolare, l’opinione pubblica cambierebbe atteggiamento nei confronti della vita e sulla percezione del futuro. Si creerebbe una paese di gente serena, che ha la tranquillità di sperimentare le proprie idee di futuro e che, soprattutto, vede un futuro.

Come afferma Giovanni Perazzoli “In Occidente crescono le società giuste. Le società dove esistono giustizia e libertà. Dove esiste il reddito minimo garantito la società si muove dal basso, conta la società civile, contano gli individui; la scelta democratica è meno inquinata dal bisogno. Se le persone non sono libere dai bisogni primari di sussistenza non possono dire no. Saranno costrette a far parte di un sistema piramidale e autoritario, dove il merito e l’iniziativa originale tenderanno a scomparire”.

Dove trovare i soldi per attuare tutto questo?

Innanzi tutto riducendo le pensioni “d’oro” e tutti i privilegi della casta (stiamo parlando di almeno 220 milioni di euro), si potrebbe poi passare a tagliare le spese militari (che violano, tra l’altro, l’art. 11 della nostra Costituzione che ripudia la guerra) ad esempio, evitando che l’Italia acquisti i 90 aerei da guerra F35, così da risparmiare 2 miliardi di euro l’anno per vent’anni. C’è poi tutto quel risparmio che deriverebbe dall’abolizione delle Province. Insomma, il dove tagliare non manca!

L’Italia, introducendo il reddito minimo, risparmierebbe sulla spesa pubblica, in quanto semplificherebbe la giungla degli ammortizzatori sociali, abolirebbe tutti gli interventi di solidarietà a carico degli Enti Locali e tutti gli interventi di politica attiva del lavoro a livello Regionale. Inoltre, consentirebbe di attuare il welfare in maniera non clientelare, garantendo gli stessi diritti a tutti, a prescindere dall’appartenenza a questo o a quel gruppo sindacale, sociale o politico.

Di seguito alcuni cenni sul reddito minimo garantito in alcuni paesi europei:

  • In Gran Bretagna, a partire dai 18 anni, chi non ha un lavoro percepisce l’income-based jobseeker’s allowance, pari a circa 350 euro al mese.
  • In Germania, a partire dal 2005 (prima era ancora più generosa), tra i 16 e i 65 anni chi ne ha diritto percepisce l’arbeitslosengeld ovvero, 345 euro al mese più i costi dell’affitto e del riscaldamento. In più ci sono tutta una serie di integrazioni per le coppie con figli.
  • In Francia compiuti i 25 anni (prima dei 25 se si hanno figli) si ha diritto al revenu minimun d’insertion (rmi) di 425,40 euro al mese.
  • In Belgio si chiama minimax e ammonta a 650 euro al mese.
  • In Lussemburgo il revenue minimum guaranti. È definito legge universale, un riconoscimento individuale “fino al raggiungimento di una migliore condizione personale”. L’importo è di 1.100 euro mensili.
  • In Norvegia c’è lo Stonad til livsopphold, il “reddito di esistenza”, con un importo mensile di oltre 500 euro e la copertura delle spese dell’alloggio ed elettricità.

Chi lo sa, magari in Italia il problema non è di natura politica o sociale, è un problema di dieta… tutta colpa di quella pasta al pomodoro!

 Manuela Acqua – M5S Enna

foto di Niccolò Caranti


36 commenti

  1. Antonio Rapisarda on

    Sarebbe qualcosa di veramente rivoluzionario in Italia! Però la domanda sorge spontanea. L’Italia è sempre stato il paese dei furbetti e di maestri nell’aggirare le leggi e trovarne escamotage. In che modo si potrebbe, efficacemente, controllare e punire chi approfittasse del reddito minimo di cittadinanza? E con quale criterio si potrebbe definire “un approfittatore” di questa eccezionale misura sociale, ovvero tutti quelli che non cercherebbero lavoro appositamente, vivendo di questo reddito minimo?

  2. Eugenio Oreto on

    Il reddito minimo di cittadinanza è un grande passo in avanti, come dice l’articolo lo dimostrano i fatti e le politiche dei paesi più avanzati. Gli italiani non sono furbi approfittatori, e non si adageranno per niente. Complimenti ai 15 deputati e a tutti gli attivisti che ogni giorno lottano per difendere i nostri diritti.

  3. Andrea Faija on

    @ Antonio Rapisarda: semplicemente offrendo loro la possibilità, tramite enti preposti, di un lavoro stabile per 3 volte. al terzo rifiuto si perde il diritto. Le assicuro che in italia le persone che ne hanno realmente bisogno son ben di piu dei furbetti che con M5S stanno avendo vita molto breve….

  4. Purtroppo questi “malcostumi pollitici” sono troppo radicati nella specie esistente “del politico” soprattutto di quelli attuali. Troppi soldi, troppa convenienza e un popolo accondiscendente fanno sì che la politica attuale sia attaccata ai soldi come un cane con un osso farcito. E tutto il marcio è ovunque, a partire dal dover uscire un semplice documento nei comuni, al finire di pensioni d’oro, vitalizi e privilegi che se proponessimo al “fiorito di turno” o a qualsiasi altro politico di scegliere dal tagliargli un braccio o continuare così, risponderebbero: perchè non ve le prendete entrambe le braccia??
    Si deve scardinare questo sistema e soprattutto questa mentalità di ladrocinio, dal ramo più basso della catena politico-alimentare, finendo per tagliare la testa all’idra politica che in questi anni si sta mangiando questo paese un cittadino alla volta.

  5. Con la speranza che il movimento 5 stelle abbia la spada giusta per tagliare via la testa di questa Idra. Continuate così ragazzi. Buona domenica a tutti

  6. Pingback: Reddito minimo di cittadinanza, diritto fondamentale per ogni cittadino europeo | catania5stelle

  7. Complimenti. Tuttavia occorre dire che il lavoro nero e’ una realta’ non trascurabile che deve essere attaccato per fare emergere
    opportunita’ ed evitare di accaparrarsi sia la retribuzione in nero e sia il reddito di cittadinanza (oggi disoccupazione). Molti sono i soldi recuperabili. Mi viene in mente: auto blu, pensioni ricche, vitalizzi da eliminare ci legge retroattiva almeno di 10 anni, niente soldi ai giornali. Rivalutare edifici pubblici. Eliminare gli affitti degli uffici pubblici e trasloco in edifici statali per rvalutarli invece di svenderli e risparmiare i canoni. Dare una caserma dismessa per ogni citta’ ai volontari o comuni per accogliere i senza tetto, restituendo dignita’ prima a noi fortunati e poi a lorl. Buon lavoro.

  8. iobseeker’s allowance= indennità di inserimento
    arbeitlosengeld= indennità di disoccupazione
    revenu minimun d’insertion= indennità di inserimento
    idem dicasi per tutti i sistemi menzionati
    Il problema sta nel fatto che in tutta Europa le politiche sociali sono gestite con rigore e professionalità, i centri per l’impiego sono luoghi dove si acquisisce professionalità e chi cerca lavoratori DEVE rivolgersi ad essi per assumere e quindi nessuno può assumere senza aver ricercato nei centri le professionalità.
    Quindi non esiste lavoro nero
    Non esiste raccomandazione
    Non esistono corsi professionali fatti per gli insegnanti clienti e amici dei politici locali
    Non esiste corruzione
    Naturalmente tutti questi “non” non sono assoluti! Tutto il mondo è paese, tuttavia solo quando l’Italia si allineerà alle politiche sociali europee si potrà parlare di reddito d’inserimento con la certezza che i denari elargiti si trasformeranno in lavoro vero.
    Ma finchè il Ministero del Lavoro sarà gestito da Fornero e compagnia di destra e di sinistra, per non parlare di centro NON CI SONO SPERANZE

  9. Antonio, Combattere i furbetti è semplicissimo. Non è rimettendo tutti al lavoro che si risolve la crisi dell’organizzazione dei lavoratori, non si tratta nemmeno di combattere la disoccupazione, non si tratta di fare passi in dietro, ma di passare avanti. Bisogna lottare per il reddito sociale garantito come “reddito di cittadinanza universale e incondizionato, indipendente dalla prestazione lavorativa, per tutti e per tutte”, come a dire una quota fissa, non differenziata, comune per ogni cittadino residente, da percepire o integrativamente al salario o, in caso di inattività, come reddito primario. Il reddito di cittadinanza dovrebbe prevedere, oltre a una retribuzione fissa e comune, anche la possibilità di usufruire di servizi sociali primari, gratuiti e garantiti, come la sanità, la formazione, la comunicazione, l’abitazione, gli spazi pubblici, l’accesso all’informazione.

  10. L’argomento e’ attaccabile da ogni concorrente politico per essere demagogico. Ovviamente e’ da sviluppare congiuntamente alla riforma del lavoro, della istruzione, della assiztenza, delle spese militari ecc. Siamo uno stato votato alla pace. A cosa servono le armi? Ridurre al minimo le forze armate e utilizzare i risparmi per i progetti sopra accennati. In caso di pericolo siamo anche tutelati dalla nato e/o dall’onu. Manteniamo l’essenziale e sviluppiamo la scuola e la ricerca al massimo. Buon lavoro

  11. Nuccio Petix on

    Il reddito minino è vitale, indice di civiltà ed emancipazione sociale, darebbe dignità al cittadino italiano che non sarebbe più costretto ad accettare condizioni di lavoro improponobili, farebbe emergere il lavoro nero o le buste paga truccate al ribasso, darebbe al lavoratore la forza che negli anni neanche tutti i sindacati messi insieme hanno mai avuto, il licenziamento non sarebbe più il dramma che è oggi, con tale strumento si potrebbero tranquillamente licenziare tutti gli impiegati pubblici in esubero e di fatto inutili, che ammontano, se non a milioni a svariate centinaia di migliaia e con i soldi risparmiati finanziare il reddito minimo e non sarebbe un dramma ne per loro ne per le loro famiglie..

    E’ se gli italiani se ne andrebbero in spiaggia senza lo spettro della fame, ebbene non sarebbe un delitto.

    Il reddito minino sarebbe la conquista più importante che il popolo italiano avrebbe mai ottenuto, farebbe diminuire notevolmente i reati correlati allo stato sociale, praticamente di fame, in cui versa una larga fascia della popolazione italiana con conseguente diminuizione dei processi e dielle condanne diminuendo le detenzioni in carcere e costando molto di meno.
    I vantaggi che si avrebbero con il reddito minimo sarebbero innumerevoli ed è quasi impossibile elencarli tutti gli svantaggi praticamente non esistono, comunque: Mai conquista sociale è stata mai più importante per il Popolo D’Italia..

    Il reddito minimo come in tutti i paesi europei in cui è garantito è sempre correlato allo stato di disoccupazione e di indigenza, i ricchi o i loro parenti ( coniuge, genitori e figli) non possono usuffruirne.

    Il lavoro è importante ma la vita lo è di più e il reddito minimo è vitale.

    Nuccio Petix

  12. Giovanni Africa on

    Un’altra fonte di sostegno per garantire un reddito miimo ai Cittadini potrebbe, anzi, dovrebbe, essere ricavata dai beni sequestrati alla mafia e/o ndrangta, siano essi euro in contanti o beni immobili. Soprattutto questi ultimi potrebbero essere destinati alle giovani coppie senza casa o a coloro che sono emigrati per trovare lavoro e che vogliano tornare nella loro terra. Ancora, tutte quelle strutture sequestrate del tipo capannoni e simili che possano essere destinate alla piccola e media impresa, dovrebbero essere donate ai giovani per sviluppare le proprie idea innovative che, a volte, sono geniali ma irrealizzabili per mancanza di soldi.

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  14. sono d’accordo per il reddito minimo per i furbetti leggi severe galera per molti anni,questo vale anche per i politici che rubano anzi loro devono pagare penalmente molto di piu’ perche’ guadagnano a sbafo.
    michele

  15. biagio sanfilippo on

    Questa è una soluzione alla povertà, se notiamo bene in Sicila c’è una sorta di reddito minimo garantito cammuffato per quei pochi fortunati che ne fanno parte, i forestali e una buona parte dei braccianti agricoli fasulli, i primi possono usufruire di un lavoro di 100 giorni lavorativi e tutti e due possono fare richiesta di disoccupazione ed assegni famigliari PERCHE LA CATEGORIA DEI BRACCIANTI AGRICOLI LI PREVEDE , che questi assegni famigliari toccano sempre a chi lavora mi domando ma i figli dei disoccupati o comunque chi non riesce a fare un lavoro decente perche si deve accontentare di un lavoro sottopagato o a nero
    SONO FIGLI DI DIO OFIGLI DI QUALCOS’ALTRO.

  16. reddito minimo garantito e molto interessante e uni’idea favolosa ,ma chi pagherà queste spese ? ? ce un proverbio che dice , (senza soldi non se ne canta messa ) e ora che cominciamo a pensare che per ricevere qualcosa bisogna dare qualcosa, lo stato da la disoccupazione a un cittadino ,il cittadino deve dare fare qualcosa di utile per il sociale ( es. pulire e sistemare giardini fiumi spiaggie montagne strade . Prendi reddito minimo garantito fai di questi lavori. Sei un detenuto ,ma perche devi vivere a spese della collettivita ,fai di questi lavori ,, forse cosi entriamo nella mentalita che bisogna dare per ricevere.

  17. Ciao a tutti, la proposta è ottima anzi direi necessaria e logica,ma la perdita di tempo sara eccessiva prima che la si renda effettiva.Mi chiedevo, e non ho letto nessun commento o articolo qui nel blog a riguardo,perche non si segue la teoia keynesia?: impiegare tutta la forza lavoro nella produzione. In altre parole la piena
    occupazione. Negli anni ‘30 enormi file di disoccupati andavano a ritirare il sussidio; Keynes si
    chiedeva come potesse accadere che nessuno si preoccupasse di far produrre qualcosa a quei
    lavoratori, piuttosto che pagare loro una piccola cifra per non fare nulla. Non era solo ingiusto per
    loro, era uno spreco per l’intera società.Per esempio occupare le persone sul welfare, banda larga etc etc.. (non accusatemi di arrogranza sono sicuro che molti di voi conoscono meglio di me la teoria,l’ho solo accennata per dare la possibilita anche a chi non ha avuto tempo di leggerla.ciao e buon lavoro

  18. prospero gulisano on

    ciao Maurizio,condivido in toto il tuo commento anche se non conosco la teoria Keynesia,ritengo che il reddito di cittadinanza debba essere un compenso proporzionato a un servizio reso alla collettività.Assolutamente non un semplice sussidio che andrebbe a ledere la dignità dell’uomo.
    prospero

  19. Ciao Prospero , Intendevo Keynesiana (errore di battittura) ad ogni modo;certo posta in quei termini è un’altra cosa dal dire “reddito minimo di cittadinanza per I disoccupati”,ovviamente lungi da me critica,-)La mia preoccupazione sta nel fatto che prima che si arrivi a trovare I soldi,anche se come spiegato le idee ci sono e sono abbastanza chiare,ma prima che si arrivi a fare approvare Il tutto passeranno degli anni e di sicuro ci saranno altre votazioni-)))identificando lavori utili per la società non saprei,dall’assistenza a domicilio per gli invalidi,pulizia del territorio, insomma cose che fino ad adesso sono coperte dai servizi di volonariato,ideee comunque ne potrebbero venire di piu,facendo cosi si potrebbe accedere con piu rapidita a dei fondi europei,nello stesso tempo lavorare per ridurre le pensioni “d’oro”le spese militari…. e tutto quello che fa parte del programma,e nel caso si riesca a vincere le battaglie,quei soldi vanno a reintegrare il fondo speso della comunita europea. Tra l’altro ho notato,seguendo la campagna elettorale che ogni volta si accenna al reddito di cittadinanza sembra che si accenni al diavolo quindi avremmo la possibilita di fare la stessa cosa con zero critiche e ovviamente meno stress.Maurizio

  20. Semplicemente un’idea meravigliosa, ma ci sono alcuni problemini: tutti sappiamo che ci sono tantissimi tagli da fare: dai tagli alla politica alle province alle spese militari ecc ecc ecc, ma siamo sicuri che potremmo dare questo assegno con solo questo ? Qual’ora ce la facessimo dove troviamo altri soldi per fare altre cose meravigliose del programma ? In poche parole non possiamo fare tutto il programma del M5S con i soli tagli. Come facciamo a investire tutto il programma del M5S con i soli tagli ? Avendo tantissimi disoccupati in Italia specie in Sicilia moltissime di queste risorse andranno a finanziare “il reddito di cittadinanza” e per fare le altre cose del programma ?

  21. Il reddito di cittadinanza è una bella proposta ma più urgente è creare posti di lavoro, sbloccando i progetti già cantierabili in modo di sbloccare l’economia dei consumi utilizzando i fondi della comunità europea.

  22. Gino Cunsolo on

    Siamo sempre ultimi quando si tratta di comportamenti europei positivi, nelle negatività invece siamo sempre primi. Molti commenti letti in altri siti considerano il reddito di cittadinanza irrealizzabile da noi, chissà poi perchè, a conti fatti non ci costerebbe piu di una decina di miliardi. Nel 2011 per i vari ammortizzatori sociali (mobilità, disoccupazione etc.) lo Stato ha speso 18 miliardi per assistere poco meno di 4 milioni di Italiani, se si considera un reddito di cittadinanza diciamo di 600,00 euro al mese per 12 mesi, sempre per i 4 milioni di Italiani avremmo un costo complessivo annuo di 28 miliardi, detraendo da questi i 18 che non verrebbero più spesi, ecco che con soli 10 miliardi di integrazione si realizzerebbe un istituto di grande civiltà e democrazia. Per chi dice “dove prendete i soldi ?) la risposta è riducendo le pensioni oltre i 3.000,00 euro, riducendo le spese militari ed eliminando le inutili province i soldi avanzerebbero.

  23. E’ una buona proposta, i soldi l’Italia ce li ha, si devono eliminare gli sprechi.
    1) Ridurre le pensioni d’Oro,
    2) Ridurre i costi esagerati della Pubblica Amministrazione
    3)Ridurre i stipendi dei dirigenti e di alcuni impiegati della Pubblica Amministrazione che “Guadagnano” chi 5000€ chi 10.000€ al mese.( P.S. con 10.000 € al mese si campano 10 famiglie.) chi lavora nella Pubblica Amministrazione Deve Guadagnare poco. chi vuole arrichirsi in Italia deve fare IMPRESA non lavorare nella PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E ARRICHIRSI A SPESE NOSTRE. ( E in più combinano solo danno, aumentano il famoso Debbito Pubblico con questi stipendi esagerati. Burocratizzano tutto il più possibile per non fare lavorare le imprese che sono il motore dell’economia )
    Dimenticavo i MANAGER della P.A. Vanno eliminati subito con i stipendi che prendono ci camperebbero 30 famiglie. e così via.
    3) Ridurre gli Enti Inutili ce ne sono tantissimi.

  24. Si è una bella cosa, ma solo i soldi guadagnati con il lavoro danno dignita.
    Bisogna pensare a creare dei posti di lavoro, macari rivalutanto il nostro territorio i nostri limoni venivano esportate in tutta europa e ora? basta gurdarsi in giro. Il territorio è distrutto sempre da nuove costruzioni , ma chi ci deve abitare se poi per lavorare bisogna andarsene .

  25. sarebbe la cosa piu giusta cominciare a indirizzarci alla non violenza,percio sono piu che d’accordo ai tagli militari non sevono aerei x la guerra ,siamo un popolo civile e desideriamo vivere in pace con il mondo intero,,,poi si ai tagli dei politici ecc…dunque se incanaliamo bene l’economia del paese gredo proprio ke girera’ bene..inoltre cominciate a rivedere la situazione sociale dei carcerati che vivono un grosso disagio sociale x chi vorrebbe rimettersi in piedi lavorando onestamente.ò dato la mia fiducia a m5s perche voglio ch l’italia si stravolge in bene..buon lavoro urge i primi risultati

  26. giusto dare un reddito a chi spetta per i furbetti galera senza che si presentino avvocati, altrimenti galera anche per loro.

  27. Il Francia esiste un reddito minimo di solidarietà di 450 euro circa e anche gli assegni di disoccupazione in caso di licenziamento (semplifico per essere breve). Per quanto riguarda questi ultimi corrispondono ad una percentuale in media pari alla metà dell’ultimo stipendio e sono percepiti durante un periodo che si calcola in funzione della presenza nel posto di lavoro. E’ da precisare che tale assegno è finanziato dal lavoro, cioé ogni lacoratore versa mensilmente una parte del suo stipendio in un fondo. Naturalmente, fatta la legge trovato l’inganno molti specialmente giovani profittano della situazione per passare, tra un posto e un altro, del tempo libero e vivere con il sussidio. Inoltre qui si puo’ rompere un contratto di lavoro di comune accordo con il datore di lavoro e profittare di questo assegno. Io dico che oggi il lavoro diventa scarso e invece di sovvenzionare persone alla ricerca di lavoro, bisognerebbe abbassare i costi di lavoro e finanziare la creazione di attività lavorative UNICA fonte di risorse per il lavoratore e per il paese stesso.

  28. Sono d’accordo, si eviterebbe clientelismo, le sottopaghe (in Sicilia nel settore privato è quasi una prassi).
    Dove tagliare? Non solo nella difesa e nelle pensioni d’oro; si potrebbe razionalizzare l’impiego pubblico (a partire dalla Sicilia), l’eliminazione totale di alcuni enti e uffici pubblici fini a se stessi; razionalizzazione degli enti formativi e relativi finanziameti con formazione solo a “richiesta” e solo se si procedesse a instaurare rapporti di lavoro.

  29. Io focalizzerei sul punto presentato da molti: il sussidio non deve essere fine a se stesso, bensì devono essere individuati una serie di lavori, attualmente non svolti, che possano essere affidati anche a chi non ha particolari competenze, oltre ad una serie di attività che possano essere svolte da chi ha le adeguate qualifiche ed esperienza:
    – pulizia arenili;
    – pulizia parchi e giardini, anche extraurbani;
    – assistenza ad anziani e disabili;
    – servizi di formazione e “svago” per anziani;
    Non trascurerei poi la possibilità che un Ente Locale gestisca cooperative di lavoro per il recupero dei centri storici, destinando i locali messi in sicurezza a chi non può permettersi un affitto e ad attività imprenditoriali, evitando la costruzione di nuovi edifici inutili e facendo rivivere le nostre storiche città.
    Aggiungerei l’ipotesi del “lavorare meno, lavorare tutti”, fissando un tetto REALE al lavoro straordinario nel settore privato e riducendo il monte ore standard nel pubblico impiego, riducendo inoltre il tetto dei maxi stipendi.
    Naturalmente è fondamentale che venga istituito un sistema di controlli EFFICACE, e sanzioni SEVERE per i furbetti, elementi che oggi mancano in Italia e che sono alla base dei problemi attuali.
    Basta fare un giro per Palermo, l’illegalità si manifesta in mille forme (parcheggi assurdi, parcheggiatori abusivi, venditori ambulanti abusivi, mercatini della ricettazione, occupazioni illegali di suolo pubblico, “lavoratori” pubblici al bar o nei centri scommesse, personale delle “forze dell’ordine” che si gira dall’altra parte, servizi di pulizia e manutenzione stradale inesistenti, “lavoratori” Gesip che tengono in ostaggio la città, un servizio di smaltimento rifiuti assolutamente illegale, sistemi di depurazione delle acque reflue inesistenti, ecc. ecc.)
    Su questi aspetti mi complimento con il neo Sindaco Orlando che ha mostrato di avere realmente a cuore il senso della legalità, sembra ci sia ancora Cammarata….

  30. venga a casa mia quella p…..a della fornero per vedere le condizioni della mia famiglia sono disoccupato da molto tempo.Vorrei lavorare in qualsiasi parte del mondo ma non c’e nulla,per fare.A marzo 2012 ero in disoccupazione da 3 mesi per fare 1 mese di lavoro trovato da me non dallo stato italiano come sempre,mi hanno tolto gli altri 9 mesi che mi spettavano,motivo avevo 48 settimane invece di 52legge che io non sapevo ,legge di merda con questa crisi si toglie il reddito ad una famiglia di 4 persone tutte disoccupate.Adesso non posso piu’ pagare nemmeno il pigione 550 euro,che fine fara’ la mia famiglia perhe’ lo stato non ti aiuta nemmeno in questi casi andremo in mezzo alla strada a dormire mentre i nostri politici si ingozzano qualcuno paghera’ per quello che mi hanno fatto non ho nulla da perdere,dopo 26 anni di matrimonio ho quasi perso la mia famiglia TUTTO.

  31. sebastiano on

    A mio avviso è fattibile ma occorre:

    – più che dare cifre in denaro (ho letto che si parla di 1.000 euro), fornire un sostegno nel pagamento dell’affitto (va dimostrato ed emergerebbero affitti in nero), utenze, trasporti (andrebbero tutte rendicontate), spese per i figli, perchè no anche per il cibo, cosa costa conservare gli scontrini dei supermercati e negozi? Così ci sarebbe anche l’interesse a richiedere ricevute e scontrini e calerebbe il nero.

    – evitare assolutamente che si venga pagati pe non fare nulla. In cambio occorre trovare attività da svolgere anche part time. Si vedrà chi è sfaticato e ricorre alla malattia ovvero chi invece ha voglia e la dignità di svolgere una mansione per guadagnarsi il “reddito di solidarietà”, magari nel frattempo imparandone una nuova. Attività ce ne sarebbero tante: nei musei, aree archeologiche, monumenti, biblioteche da tenere aperti, aumentandone la sorveglianza, la cura. Nel turismo, nella manutenzione del paesaggio. Assistenza agli anziani ecc… Penso oppure allo sviluppo capillare della raccolta differenzia e del recupero dei materiali che generebbe immensi benefici economici. ambientali e occupazionali…

    – Subordinare la concessione del reddito a precisi controlli e rinnovi periodici anche ogni sei mesi. Sottoponendo documenti e certificazioni on line. Oltre che prevedere casi in cui venga rimosso (reati ecc…).

    In realtà il grosso problema non sono le risorse ma come sempre in questo paese sono i controlli. Prima di tutto devono essere ideati dei meccanismi di controllo seri e rigorosi, se no finirà ancora tutto nell’ennesimo scandalo.

    Sebastiano

  32. sebastiano on

    A mio avviso è fattibile ma occorre:

    – più che dare cifre in denaro (ho letto che si parla di 1.000 euro), fornire un sostegno nel pagamento dell’affitto (va dimostrato ed emergerebbero affitti in nero), utenze, trasporti (andrebbero tutte rendicontate), spese per i figli, perchè no anche per il cibo, cosa costa conservare gli scontrini dei supermercati e negozi? Così ci sarebbe anche l’interesse a richiedere ricevute e scontrini e calerebbe il nero.

    – evitare assolutamente che si venga pagati pe non fare nulla. In cambio occorre trovare attività da svolgere anche part time. Si vedrà chi è sfaticato e ricorre alla malattia ovvero chi invece ha voglia e la dignità di svolgere una mansione per guadagnarsi il “reddito di solidarietà”, magari nel frattempo imparandone una nuova. Attività ce ne sarebbero tante: nei musei, aree archeologiche, monumenti, biblioteche da tenere aperti, aumentandone la sorveglianza, la cura. Nel turismo, nella manutenzione del paesaggio. Assistenza agli anziani ecc… Penso oppure allo sviluppo capillare della raccolta differenzia e del recupero dei materiali che generebbe immensi benefici economici. ambientali e occupazionali…

    – Subordinare la concessione del reddito a precisi controlli e rinnovi periodici anche ogni sei mesi. Sottoponendo documenti e certificazioni on line. Oltre che prevedere casi in cui venga rimosso (reati ecc…).

    In realtà il grosso problema non sono le risorse ma come sempre in questo paese sono i controlli. Prima di tutto devono essere ideati dei meccanismi di controllo seri e rigorosi, se no finirà ancora tutto nell’ennesimo scandalo.

    Sebastiano

  33. ..è fattibilissimo se fatto con onesta e volonta,e con una buona supervisione,l’attuale proposta fatta dal presidente rispechhia pefettamente Il pensiero di molti presenti anche qui nei commenti:produre lavoro utile alla societa, ci guadgnano tutti.E ci sono tanto lavori che potrebbero essere fatti oltre a pulire le città,lavori che putroppo provocano speculazione e giri di affari ignobili,come l’assistenza agli anziani o andicappati a domicilio in mano a gente senza scrupoli giusto per citarne uno.

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