Turismo Ambientale e Sostenibile: esperienze locali, proposte regionali

Locandina turismo sostenibileStato dell’arte e possibilità di sviluppo
Il principio di turismo sostenibile è stato definito nel 1988 dall’Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT):
Le attività turistiche sono sostenibili quando si sviluppano in modo tale da mantenersi vitali in un’area turistica per un tempo illimitato, non alterano l’ambiente (naturale, sociale ed artistico) e non ostacolano o inibiscono lo sviluppo di altre attività sociali ed economiche”.
Per turismo ambientale e sostenibile non si intende soltanto l’escursione in bici, canoa, cavallo, asino, trekking e quant’altro, ma anche l’utilizzo di strutture residenziali collegate, il sistema della ristorazione ed il sistema produttivo enogastronomico locale ad esso relazionato, nonché il sistema viario che dovrebbe collegare le varie strutture. Come ben capite si tratta di grandi potenzialità, con ricadute importanti sull’economia e lo sviluppo della nostra regione, quindi sull’occupazione e azzarderei anche sulla salute e qualità della vita dei residenti. Infatti, ogni servizio o miglioria apportata sarebbe fruibile non solo dal turista saltuariamente, ma anche in pianta stabile dal residente.

Sono un medico, e posso dire che questa mia passione è come se fosse legata strettamente alla salute, non solo mia ma anche dei miei cittadini. Uno stile di vita, un’alimentazione e un ambiente più sano permettono, inoltre, un risparmio importante della spesa sanitaria. La salute, quindi, è insieme metafora e soluzione per rendere la nostra Regione più virtuosa a partire dal benessere di tutti.

I problemi
Le associazioni sportive lamentano un pressoché assente controllo del territorio, invaso per mare e per terra dai rifiuti, scarichi fognari liberi nei pressi di aree marine protette, scarsa manutenzione e controllo dei depuratori. Mancano le strutture di collegamento pubbliche. I treni, già poco efficienti per le persone, diventano per chi trasporta bici poco accessibili, con poche tratte che  permettono il trasporto e solo a pagamento. In queste tratte vengono applicati sconti modici solo a specifiche associazioni che assicurano un aumento del traffico locale. Sono totalmente assenti
le segnaletiche lungo le Greenways, già di per sé incomplete, mal collegate e prive di stazioni di rifocillamento (In atto il PO FSE 2007-2013 ha finanziato diversi itinerari Greenway.

Non esiste un collegamento fra le associazioni e l’ente turismo locale, e per questo basterebbe iniziare con la realizzazione di una semplice mappa integrata a disposizione degli utenti. Non esiste una rete di trasporti pubblica sufficiente. La gestione delle AMP, ROR e Parchi ha spesso connotazioni politiche troppo forti e scarsamente interessate agli aspetti turistici ambientali (vedi Isole dei Ciclopi, una AMP e una ROR con doppie amministrazioni separate ed assenti attività).
A Catania non esiste un PUDM (Piano di Utilizzo Demanio Marino e Marittimo) e non esistono aree dedicate per la costituzione di impianti sportivi ambientali (vela, kayak, windsurf). In compenso sulle coste è un profluvio di concessioni a lidi e discoteche, cui non sarei contrario se ci fosse una reale ed efficace diversificazione. Non esiste una rete nemmeno fra le strutture alberghiere, le associazioni sportive e culturali e le strutture di ristorazione ed i produttori locali. Nelle scuole l’educazione all’ambiente rimane a livello didascalico, a discapito di una specifica e concreta educazione alla conoscenza delle risorse locali, culturali e naturalistiche.

L’idea e le proposte
Insieme al MoVimento ho organizzato alcuni incontri – in cui credo – sul turismo ambientale, per cercare di fare il punto della situazione. Raccogliere idee e proposte e cercare, quindi, di creare una Rete tra gli operatori. Questa Rete, in cui credo fortemente, dovrebbe crearsi fra le molteplici associazioni operanti nel settore sia per collaborazioni multidisciplinari che per veri e propri collegamenti fisici per gestire i vari flussi turistici.

Essa, sarebbe supportata, nella visibilità, mediante l’istituzione di vere e proprie mappe turistico-ambientali da  distribuire nei punti di informazione turistica e nelle strutture ricettive, ristorative e sportive che le richiedano. Attraverso la modifica del PUDM Regionale si potrebbe inoltre creare uno spazio demaniale dedicato al turismo sportivo ambientale, favorire la produzione locale e la vendita alle strutture della ristorazione e molto altro ancora.
Utile appare la creazione di itinerari misti sportivi, culturali e degustazioni di piatti e vini tipici locali nelle aree di interesse, prodotti e promossi dall’ente turismo. A tal fine bisogna favorire la professionalità e la cooperazione, stimolando le associazioni che si avvalgono di guide naturalistiche, istruttori e personale formato che saranno incluse nel progetto da quelle poco affidabili, essendo in gioco la credibilità della Sicilia.
Alcune associazioni si stanno occupando di promuovere e seguire i lavori sulle Greenways, stanno chiedendo a Trenitalia di favorire il binomia treno+bici; stanno cercando di combattere e porre rimedio ai disastri ambientali causati dalle discariche nelle aree protette ed in quelle da loro battute.
Chiedono di poter partecipare attivamente agendo come sentinelle o ranger. Altri chiedono il diritto di poter insediare delle attività che possano offrire servizi sportivi di qualità in aree dedicate. Le aziende produttrici cercano di accorciare la filiera e necessitano di contatti diretti con i ristoratori e gli agriturismi. Le guide e gli istruttori chiedono il riconoscimento e la promozione della loro professionalità, che garantisce la sicurezza e la soddisfazione dei turisti e l’inibizione del pericoloso fai da te. Alcune associazioni chiedono spazi verdi dedicati, giardini e convenzioni con le scuole per diffondere la cultura del rispetto ambientale.

Insomma, abbiamo tante problematiche da affrontare, ma anche tante competenze e professionalità per affrontarle. Bisogna eliminare dai posti di comando i politici e mettere in primo piano chi lavora sul campo, relegando alle figure politiche il compito di mediare fra le varie associazioni e categorie. Evitare quindi il prevalere dei singoli che altrimenti, lasciati soli, cadono nei soliti personalismi chiudendo il circolo virtuoso che può innescare la nostra desiderata ripresa.

Questi incontri sul turismo ambientale hanno messo in luce l’interesse delle varie associazioni nel collaborare e raggiungere obiettivi condivisi. Si cercano reciprocamente e mi chiedono contatti. Questo mi fa credere che i tempi stiano maturando e che i siciliani abbiano voglia di mettersi in gioco, per lavorare insieme alla ripresa economica dell’isola.

Claudio Mauceri

Candidato all’Ars – MoVimento 5 Stelle Catania



2 commenti

  1. Noi lavoriamo alla costruzione della rete di cui parli da anni .. E credo che abbiamo raggiunto un buon risultato. Chi fosse interessato a queste tematiche trova anche dei bei video sul turismo sostenibile ..

  2. antonino renda on

    sono contento, e vi indico una zona dove questo potrebbe anche avvenire:
    c’è una zona montuosa che va da bellolampo (montelepre, torretta, giardinello) sino a san martino delle scale (monreale), in cui si potrebbe includere un bene storico in disuso e in rovina “castellaccio”, monte caputo (monreale), casaboli (monreale, pioppo), i monti di sagana sino al santuario di Romitello quindi alle porte di Partinico e Borgetto, Giacalone e Poggio San Francesco e potrebbe continuare sino alle zone protette di San Giuseppe, sto parlando di un ampio territorio che potrebbe essere un investimento e un polmone verde.

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